Serie B
07 Gennaio 2026
SPEZIA SERIE B - Vanja Vlahovic, attaccante classe 2004, in prestito in Liguria e di proprietà dell'Atalanta
Una porta che si chiude, un corridoio che si apre. Nel silenzio del «Picco», dopo l’ennesima rifinitura, Vanja Vlahović infila i parastinchi e ripercorre mentalmente le tracce del suo ultimo anno: 22 gol in Serie C con l’Atalanta Under 23, l’esordio in Serie A il 24 settembre 2024, quindi il prestito allo Spezia del 15 luglio 2025. Oggi, a inizio gennaio 2026, quel corridoio ha tre uscite: Mantova, Sampdoria e, novità delle ultime ore, Padova. Tre richiami diversi per lo stesso talento, di proprietà dell’Atalanta: continuità, progetto, rilancio. E una certezza sola: la scelta peserà sul suo percorso come poche altre.
CHI È VLAHOVIC, PERCHÈ INTERESSA A 3 PIAZZE
Nato a Vršac il 23 marzo 2004, Vanja Vlahović è un attaccante moderno: 1,84 di statura, destro naturale, prima punta capace di muoversi lateralmente, attaccare la profondità e rifinire. Cresciuto nel Partizan Belgrado (dove ha firmato circa 30 gol in 56 partite a livello giovanile), è arrivato a Bergamo nella stagione 2022-2023, si è imposto con la Primavera e, soprattutto, con la seconda squadra nerazzurra. Con l’Atalanta Under 23 ha messo insieme una stagione da capocannoniere del Girone A di Serie C: 22 reti in 36 presenze, numeri che hanno convinto Gian Piero Gasperini a concedergli minuti con la prima squadra (tre apparizioni e un assist complessivo nella stagione 2024-2025). Il prestito allo Spezia è stato impostato in «prestito secco» fino al 30 giugno 2026, con rientro programmato a Bergamo al termine dell’annata. Ma se il curriculum racconta un profilo in rapida ascesa, la prima metà di stagione in Liguria non ha ancora liberato tutto il suo potenziale. In bianconero il minutaggio è stato inferiore alle attese, e da qui nasce l’ipotesi, allo stato attuale da considerarsi possibile ma non inevitabile, di un rientro anticipato all’Atalanta per ridiscutere la destinazione. È in questo quadro che si affacciano, con logiche diverse, Mantova, Sampdoria e Padova.
MANTOVA CHIAMA
C’è un elemento che rende il Mantova particolarmente credibile nella corsa a Vlahović: il suo nuovo allenatore, Francesco Modesto, ufficializzato sulla panchina virgiliana a fine dicembre 2025. Modesto non è solo un estimatore: ha già allenato Vanja nell’Atalanta Under 23, contribuendo a svilupparne movimenti e letture da numero 9 in un contesto di calcio propositivo. L’idea, semplice e potente, è riportare il serbo in un ambiente dove sia al centro del progetto tecnico. Le cronache locali indicano che il Mantova ha attivato contatti con l’Atalanta, interlocuzione naturale e coerente con l’arrivo di Modesto, e che il club di viale Te vorrebbe regalare al tecnico un riferimento offensivo capace di cambiare il volto dell’attacco. Il ragionamento è lineare: il Mantova lotta per la salvezza e ha bisogno di un profilo che garantisca minutaggio, attacco alla profondità e un certo grado di autosufficienza in area. Vlahović risponde alle caratteristiche, conosce i dettami di Modesto e ne ha già interpretato le richieste con efficacia in Serie C.Sampdoria osserva e valuta: una scommessa di prospettiva in un reparto da rifinire.
LA SAMPDORIA OSSERVA
Dall’altra parte della Liguria, la Sampdoria ragiona su Vlahović come su un’opportunità. La linea tracciata dalla dirigenza blucerchiata è chiara: affiancare a profili già pronti elementi giovani, di prospettiva e con possibile valorizzazione nel medio periodo. In questo senso, il serbo dell’Atalanta è un nome coerente: costo contenuto in termini di formula (prestito), impatto salariale ragionevole e potenziale tecnico da coltivare. La Sampdoria deve però risolvere un’equazione più complessa: inserire Vlahović senza comprimere il minutaggio e senza stratificare troppo il reparto avanzato. Tradotto: se il club riterrà di poter offrire al classe 2004 un numero di minuti congruo, la pista potrà scaldarsi; se, al contrario, il quadro degli attaccanti resterà affollato, la dirigenza potrebbe preferire profili alternativi. Ad oggi, dalle parti di Bogliasco si parla piuttosto di monitoraggio attivo e valutazioni in corso: si tiene il contatto, si studiano le condizioni, si soppesa l’utilità tecnica rispetto al progetto complessivo.
IL TERZO INCOMODO: PADOVA FIUTA L'OCCASIONE
Tra le pretendenti si è inserito con tempismo il Padova. Neopromosso, con una classifica di metà tabella e l’esigenza di aggiungere gol «leggeri» alla propria fase offensiva, il club biancoscudato vede in Vlahović un profilo che può alzare il tasso di pericolosità senza stravolgere il sistema. È l’idea della «prima punta di movimento» che apre spazi e porta profondità: la variabile che permette a una squadra organizzata di aggiungere imprevedibilità. La trattativa, allo stato, è embrionale; ma la candidatura è concreta e, soprattutto, arriva in un momento in cui l’Atalanta valuta soluzioni alternative allo scenario iniziale.
CONLUSIONE: 3 STRAGE E UNA SOLA ESIGENZA
L’intrigo è reale, le piste sono credibili e la soluzione «giusta» dipenderà da un principio semplice: per Vanja Vlahović il minutaggio è un investimento, non un premio. Il Mantova può garantirglielo subito, con la cassa di risonanza del rapporto con Modesto. La Sampdoria può offrirgli un percorso più editoriale che episodico, ma con minuti da conquistare. Il Padova può diventare la sorpresa, se trasformerà l’interesse in un progetto concreto su misura. Qualunque sia la decisione, una cosa è chiara: la stagione 2025-2026 è il suo passaggio a nord-ovest. La direzione la sceglierà insieme a Atalanta e alla squadra che gli prometterà la cosa più preziosa per un numero 9 di 21 anni: campo, responsabilità, errori che insegnano e gol che pesano.