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Serie D

Il talento partito dai Dilettanti e giunto nel club di Serie B ora ha una nuova missione: vincere nella città di 86mila abitanti

Un innesto giovane ma già formato: perché l’arrivo di un 18enne può ridisegnare gerarchie e ritmo della mediana biancoceleste

TREVISO SERIE D - VITTORIO CHIABOTTO

TREVISO SERIE D - Vittorio Chiabotto, centrocampista classe 2007, nella prima parte di stagione con il Bra in Serie ha collezionato 6 presenze e un gol

La porta della sala stampa dello Stadio Tenni si chiude alle spalle dei dirigenti, fuori l’aria di gennaio taglia la voce dei pochi tifosi rimasti. Dentro, una sola frase accende il pomeriggio: il Treviso ha preso in prestito fino al 30 giugno il centrocampista Vittorio Chiabotto dallo Spezia. Un classe 2007, alto 1,85, destro naturale, che ha appena salutato la Serie C con il Bra dopo il girone d’andata. Tesserato dai liguri con contratto lungo, adesso viene in Veneto per portare fisicità e gamba in mezzo, ma soprattutto per collaudare la propria crescita tecnica in un contesto esigente. Non una scommessa: un innesto mirato, coerente con la strategia degli ultimi mesi in casa biancoceleste.

L'ANNUNCIO CHE PESA: FORMULA, TEMPI E CORNICE TECNICA
La società ha ufficializzato l’operazione con parole semplici e un perimetro chiaro: prestito secco fino al prossimo 30 giugno, con i diritti sportivi che rimangono allo Spezia, proprietario del cartellino fino al 2028. Nel comunicato, il Treviso rimarca tre elementi-chiave: anagrafe e struttura del calciatore (classe 2007, 1,85 m), collocazione tattica (centrocampista centrale destro, duttile), curriculum recente (mezza stagione in Serie C con 6 presenze e 1 gol). Una scheda asciutta, ma densa. Per il club veneto, significa aggiungere alla mediana un profilo con margini di crescita e già abituato a ritmi superiori alla Serie D. Per lo Spezia, significa garantire minuti veri in un ambiente che non fa sconti. Per il giocatore, una continuità di campo in un sistema che dovrà esaltarne primo controllo, anticipo e progressione.

CHI È VITTORIO CHIABOTTO
Il profilo è quello di un interno/mediano moderno. Vittorio Chiabotto, nato a Torino il 26 luglio 2007, è un destro naturale, educato tecnicamente, con passo lungo e una lettura delle seconde palle non banale per l’età. La scheda fisica è rilevante: 185 cm di altezza, struttura già buona per i duelli aerei e un raggio d’azione che gli consente di allungare la pressione oltre la prima linea. Nella gestione palla, privilegia il passaggio verticale semplice e la trasmissione rapida in uscita, qualità che a Treviso possono accelerare la transizione «difesa–centro» e alleggerire la costruzione bassa. Dati anagrafici, altezza e piede preferito sono confermati anche dai principali database statistici.

LASCARIS E CHIERI COME LABORATORIO, POI IL BRA
La formazione di Chiabotto passa dai settori giovanili di Lascaris e Chieri: due scuole che negli anni hanno prodotto profili tecnici, attenti sia al gesto che alla lettura. È un percorso «pulito» iniziato nel mondo dei Dilettanti, senza scorciatoie, in cui minutaggio e responsabilità sono arrivati gradualmente. La svolta arriva nel 2024-2025 con il Bra in Serie D: 27 presenze e 3 gol nella regular season, cui si sommano minuti e sostanza nella Poule Scudetto. Un rendimento da Under d’impatto che contribuisce alla promozione in Serie C del club cuneese dopo 11 anni. Nell’estate 2025 lo Spezia lo mette sotto contratto lungo, fino al 30 giugno 2028, e lo rimanda in Piemonte: prestito annuale al Bra per affrontare la terza serie. Un passaggio lineare: firma nel Levante ligure, esperienza tra i Prof da subito, rientro programmato a fine stagione. La cronologia però accelera a inizio gennaio 2026: il Bra comunica la «fine del prestito» con lo Spezia. Poche ore dopo, il Treviso annuncia di averlo acquisito «a titolo temporaneo» fino al termine della stagione. 

TEMPISTICHE E STRATEGIA
Il 7 gennaio 2026, calendario alla mano, è una data in cui la campagna di rinforzo dei club di Serie D entra nel vivo. Il Treviso si è mosso nel solco già tracciato: profili giovani, «strutturati» e immediatamente spendibili. Il comunicato del club lo dice senza giri di parole: «proseguendo nel percorso di valorizzazione dei talenti Under». Aggiungere una mezzala/mediano che ha saggiato la Serie C nella prima metà di stagione equivale a guadagnare intensità e centimetri, oltre a una certa spregiudicatezza nel rompere la traccia avversaria. A livello di sostenibilità, la scelta del prestito secco consente di contenere i costi e di allineare gli obiettivi delle parti: lo Spezia monitora il giocatore, il Treviso ne sfrutta l’impatto, il ragazzo accumula minuti e competenze. È la logica virtuosa dei percorsi «di filiera» tra club professionistici e realtà ambiziose della quarta serie.

LO SCENARIO SPEZIA
Quando una società come lo Spezia blinda un classe 2007 fino al 2028, sta dicendo due cose: che osservazione e scouting hanno dato riscontri solidi e che il percorso ideale passa da prestiti «graduali». L’acquisto estivo e il prestito al Bra ne sono una prova. La stessa comunicazione ufficiale del 17 luglio 2025 parlava esplicitamente di «operazione per il futuro». Da questo punto di vista, il passaggio intermedio al Treviso non contraddice la rotta: è un modo di ritrovare centralità, aumentare responsabilità e ripresentarsi alla base con un bagaglio più pesante. Se la mediana è il metronomo di una squadra, Vittorio Chiabotto è una lancetta che può accelerare il battito. A Treviso troverà campo, responsabilità e un pubblico che sa riconoscere chi, a 18 anni, entra e cambia il ritmo senza chiedere permesso.

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