Serie C
08 Gennaio 2026
LUMEZZANE SERIE C - Luigi Caccavo, attaccante classe 2004, miglior marcatore in campionato del Lumezzane con 6 reti all'attivo
Quando il tiro di Luigi Caccavo si infila alla destra di Riccardo Gagno e rimbalza nella rete, in tribuna si avverte un rumore insolito: non è il boato, ma una sorta di freno tirato all’unisono da mille respiri. È il minuto 74 di una domenica al Tullio Saleri che resterà appuntata nella memoria: il Lumezzane blocca la capolista Vicenza sull’1-1, spinge la capolista a rallentare la corsa e, soprattutto, sigilla il proprio 11° risultato utile consecutivo. Dietro la scia del pari restano 3 vittorie e 8 pareggi, ma soprattutto una nuova identità: la squadra di Emanuele Troise non è più quella che ad agosto cedeva 0-5 al «Menti», ma un gruppo che ha imparato a occupare il campo, a soffrire con ordine, a colpire quando pesa. E oggi, numeri alla mano, si arrampica sul podio delle strisce positive tra le squadre professionistiche italiane, alle spalle del Vicenza capolista e del Milan che in Serie A viaggia con una lunga striscia d’imbattibilità.
UN FILO ROSSO LUNGO 11 GARE
C’è un prima e un dopo in questa stagione. Il prima: un avvio in salita, sconfitte in serie e l’impressione di una squadra compressa da errori e sfiducia. Il dopo: l’arrivo di Emanuele Troise, l’assetto che si compatta, una gestione più «corta» dei momenti chiave e, infine, la serie. In 11 partite senza sconfitte il Lumezzane ha cambiato pelle: meno frenesia, più controllo della profondità, densità tra le linee, aggressione selettiva sul portatore e una cura maniacale delle seconde palle. È una continuità non casuale, come ha spesso sottolineato lo stesso allenatore: prodotta da principi chiari, da ruoli definiti e dall’emersione di gerarchie tecniche e caratteriali che hanno avvicinato i rossoblù alle squadre «da classifica». 1) Il dato: 11 risultati utili di fila con 8 pareggi ridanno ossigeno alla tabella punti e, al tempo stesso, scolpiscono un’identità competitiva. Il pareggio con Lecco, il colpo con l’Union Brescia, la tenuta in trasferta: il filo non si spezza neppure quando la partita «non gira». 2) La svolta individuale: giocatori come Andrea Iori hanno aumentato peso specifico tra le linee, Michele Rocca ha portato ordine e primi passaggi puliti, Caccavo ha trasformato presenza e attacchi alla profondità in gol «pesanti». In difesa, la crescita di Moscati da braccetto, con uscita aggressiva e letture preventive, ha dato inedita stabilità.
L'1-1 CON IL VICENZA: UNA PROVA DA SQUADRA MATURA
La fotografia dell’attuale Lumezzane sta tutta nel pari contro la capolista. La partita racconta due momenti: l’avvio del secondo tempo, in cui il Vicenza di Fabio Gallo capitalizza la propria fisicità sulle palle inattive con Claudio Morra (rete in mischia al 52’), e la reazione rossoblù nell’ultima mezz’ora, quando la squadra di Troise alza il baricentro, muove palla con più coraggio tra Iori e Rocca e trova la soluzione verticale giusta. Il gol di Caccavo al 29’ della ripresa nasce da un’idea semplice ed eseguita con tempi perfetti: palla nello spazio centrale, centravanti che «fa perno» e libera il destro. È un gesto tecnico, ma anche un manifesto: questa squadra sa aspettare il momento e colpire. Nota tattica: contro un 3-5-2 molto strutturato, il Lumezzane ha usato la corsia di destra per consolidare possesso e la sinistra per rifinire, lavorando tanto con gli «half-spaces». Iori è stato il «grimaldello» tra le linee, Ferro ha garantito ampiezza e corse profonde; il trio difensivo con Moscati e Deratti ha retto gli uno contro uno a campo aperto, fondamentale per restare vivi dopo lo 0-1.
IL CONTESTO: PERCHÈ L'11 UN NUMERO PESANTE
Il dato non vive nel vuoto. Alla data del 4-5 gennaio 2026, le cronache del girone certificano l’11° risultato utile consecutivo del Lumezzane e il rallentamento della capolista al «Saleri». In parallelo, nel piano superiore, il Milan di Massimiliano Allegri ha allungato la sua striscia d’imbattibilità in Serie A a 16 partite, prendendosi la vetta. Tenendo insieme i due piani, nella «classifica» delle strisce attive tra le Professioniste italiane il Lumezzane si piazza appena dietro a due realtà che, oggi, viaggiano a regimi impressionanti: il Vicenza, imbattuto e leader del Girone A (ma appunto bloccato sul pari recentemente dai bresciani), e appunto il Milan.
IL VALORE DEL PUNTO: CLASSIFICA, FIDUCIA E PROSPETTIVA
1) Gerarchia mentale: la squadra esce dalla partita sapendo di poter competere con le migliori. Non è un titolo di merito astratto, ma benzina per le prossime 4-5 gare, in cui si decide se consolidare il treno playoff o navigare nel gruppo di mezzo. 2) Effetto «Saleri»: lo stadio, capienza attorno ai 4.000 posti, sta tornando a essere un fattore. Il dato sugli ospiti esauriti contro il Vicenza e la risposta del pubblico locale parlano di un ambiente che spinge nei momenti di inerzia. Il fattore campo, in Serie C, è capitale. 3) Matematica dei micro-margini: in una stagione a disequilibri ridotti, 8 pareggi non sono banali: tengono agganciato il Lumezzane a una zona tabellare in cui bastano 2 vittorie per cambiare il tono della classifica.
CONCLUSIONE: MISURARE L'AMBIZIONE, COLTIVARE L'IDENTITÀ
L’11° risultato utile è un traguardo e un ponte. Dice che il Lumezzane oggi compete per status e non per circostanza. La differenza sta nel giorno in cui la serie si fermerà: ciò che resterà sarà l’identità costruita, il modo in cui la squadra ha imparato a leggere la partita e a far valere i propri punti di forza. La missione, ora, è conservare la struttura e alzare di un gradino l’efficacia nelle zone calde del campo. La classifica si governa così: un dettaglio alla volta. E con la consapevolezza che, laddove anche la capolista deve alzare le spalle per resistere, la strada intrapresa è quella giusta.