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Serie C

Lascia l'amata società con cui fu promosso in Serie A e approda ad un club rivale, la scelta dell'attaccante

Un’operazione «chirurgica» per l’attacco rossonero, arriva a titolo definitivo un giocatore subito a disposizione

SORRENTO SERIE C - FEDERICO RICCI

SORRENTO SERIE C - Federico Ricci, attaccante classe 1994, ha giocato la prima parte di stagione con la maglia del Crotone

La prima immagine è una traccia di gomma nera sull’erba umida del Comunale: un taglio secco dall’esterno verso il centro, la palla che sembra incollata al mancino e il corpo che finta, rallenta, poi riparte. È il gesto che ha reso riconoscibile Federico Ricci, classe 1994, sin dai giorni della Primavera della Roma: ricevere largo a destra, rientrare sul piede preferito e scegliere, con calma feroce, se rifinire o concludere. Quel gesto, da oggi, appartiene al Sorrento Calcio 1945. E non è un dettaglio folkloristico di mercato: è un tassello tecnico, tattico e mentale che può spostare gli equilibri nel Girone C di Serie C. L’ufficialità è arrivata nel pomeriggio di giovedì 8 gennaio: Ricci passa a titolo definitivo dal Crotone al Sorrento, ha già raggiunto il gruppo e si è messo agli ordini del tecnico Cristian Serpini.

CHI È FEDERICO RICCI: IDENTIKIT TECNICO
Esterno offensivo mancino, nato a Roma il 27 maggio 1994. Cresce nella AS Roma, con cui debutta in Serie A e completa il percorso giovanile. Esperienze top-flight: tra Roma, Sassuolo, Crotone e Genoa colleziona complessivamente 48 presenze e 3 gol in Serie ASeconda serie: in Serie B mette insieme 166 presenze e 18 reti; in Serie C conta 56 apparizioni e 6 gol. Nazionale: 10 presenze con l’Italia Under 21. Oltre ai numeri, c’è una narrazione tecnica: Ricci è un esterno di catena che ama ricevere tra le linee, orientare il controllo verso l’interno (spalla sinistra aperta) e innescare la giocata «corto-lungo» sul taglio dell’attaccante o sul rimorchio della mezzala. Il suo repertorio comprende il cross a rientrare, il tiro dal limite, la punizione laterale colpo su colpo. È un calciatore che fa risalire il baricentro e ti concede «pause attive» nelle fasi in cui serve respirare con la palla. Dettagli che, nel calcio pragmatico della Serie C, possono fare la differenza.

LE TAPPE CHE LO DEFINISCONO
1) La prima vera consacrazione arriva al Crotone: tra 2014 e 2016 è protagonista della storica promozione in Serie A con gli «Squali». Quel biennio gli dà ritmo, responsabilità e confidenza realizzativa in un contesto che sente casa. 2) Nel 2016-17 vive la dimensione europea con il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, trovando spazio anche in UEFA Europa League: esperienza che affina tempi di pressione, occupazione razionale degli spazi e letture in transizione. 3) Il percorso prosegue tra Benevento, Spezia, Monza, Reggina, Ascoli e Perugia, con ruoli diversi e responsabilità variabili, ma una costante: capacità di adattarsi ai sistemi e di leggere il contesto. Nel gennaio 2025 il ritorno, da protagonista atteso, al Crotone con contratto fino a giugno 2026.

PERCHÈ IL SORRENTO HA SCELTO RICCI ADESSO
La tempistica non è casuale. Il Sorrento ha cambiato guida tecnica a novembre, affidando la panchina a Cristian Serpini e avviando un riallineamento di principi e uomini. Serpini arriva con un bagaglio concreto: promozione in Serie C con il Carpi nella stagione 2023-2024 e salvezza con i biancorossi nell’annata successiva, un percorso costruito su organizzazione, aggressività «a ondate» e valorizzazione degli esterni. Il profilo Ricci è perfettamente coerente con questa grammatica calcistica. 1) Con palla: Serpini chiede ampiezza «viva», non statica. L’esterno deve dare linea di passaggio, ma soprattutto deve sapere entrare dentro il campo per dialogare con mezzali e punta. Ricci è un interprete naturale di questa richiesta. 2) Senza palla: l’allenatore emiliano pretende riaggressione immediata sulle seconde palle e densità sul lato forte. Ricci, formatosi tra scuole tecniche esigenti, ha nelle corde il primo pressing orientato e il ripiegamento «a tracciare la corsia». 3) Situazioni speciali: corner e punizioni laterali sono occasioni per alzare l’xG a parità di costruzione. Il mancino di Ricci aggiunge qualità di servizio a una rosa che, nelle ultime settimane, ha spesso cercato la palla inattiva per cambiare inerzia.

LEADERSHIP SILENZIOSA E «PESO SPECIFICO» NELLO SPOGLIATOIO
Chi ha frequentato categorie superiori porta in dote routine, tempi e standard di allenamento che si sedimentano nello spogliatoio. Nel Sorrento attuale, che ha inserito negli ultimi mesi anche profili d’esperienza come Luca Crecco e ha promosso giovani di prospettiva, l’arrivo di Ricci aggiunge una voce credibile quando si tratta di gestire momenti caldi della gara: chi battere una punizione, come riconoscere il momento per abbassare il ritmo, quando verticalizzare senza sovra-giocare. È il tipo di patrimonio «intangibile» che un club medio di Serie C fatica a costruire senza innesti mirati. La relazione tra Ricci e Crotone, club da cui arriva l'attaccante, è stata importante in più fasi della carriera: dalla promozione alla massima serie alla terza avventura, formalizzata a fine gennaio 2025. Non è un caso che la nota ufficiale dei rossoblù, allora, richiamasse la portata simbolica del ritorno. Oggi si chiude un cerchio tecnico: Ricci saluta nuovamente la Calabria dopo un anno e riparte dalla Costiera.

IL CONTESTO DEL GIRONE C: DOVE PUÒ SPOSTARE L'AGO DELLA BILANCIA
Il Girone C è storicamente il più competitivo e «muscolare» della Serie C: ritmi alti, duelli continui, stadi caldi. In un habitat simile, un esterno di qualità come Ricci diventa un’arma anche psicologica: il difensore sa che basta una perdita dell’orientamento del corpo per concedere quella mezza giocata che decide la partita. Il Sorrento, che nelle ultime settimane ha alternato prove di sostanza a partite di sofferenza, guadagna un giocatore abituato a «scegliere bene» quando la gara si gioca sugli episodi. Il mix tra esperienza, tecnica e immediatezza d’impiego vale più di tante chiacchiere da mercato. In sintesi: il Sorrento non ha soltanto preso un nome. Ha aggiunto un’idea precisa alla sua lavagna tattica. E l’ha fatto nel momento in cui serviva.

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