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Serie C

Sbaragliò l'Inter con una doppietta nella finale Scudetto, ora vuole imporsi tra i grandi: il viaggio del centrocampista

Il classe 2005 cerca minutaggio e maturità, mentre i rossoneri aggiungono gamba, letture e gol «da fuori» alla linea mediana

FOGGIA SERIE C - LORENZO MENEGAZZO

FOGGIA SERIE C - Lorenzo Menegazzo, centrocampista classe 2005, nella prima parte di stagione con il Ravenna conta 3 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia

Il primo tocco è un controllo orientato a spezzare la pressione, il secondo un filtrante che taglia due linee in un fazzoletto. Al campo di Trinitapoli, dove il vento di gennaio non fa sconti, la nuova sagoma in mediana del Foggia si muove con leggerezza: è Lorenzo Menegazzo, classe 2005, cresciuto nel vivaio del Bologna e sbarcato in rossonero con un trasferimento a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026. Un innesto che parla la lingua dell’intensità e delle letture tra le linee, ed è la risposta del club a una necessità tecnica chiara: aggiungere corsa e qualità verticale in un reparto che cercava un profilo capace di cucire e, all’occorrenza, strappare. Il suo arrivo è ufficiale e il centrocampista è già a disposizione di mister Enrico Barilari.

DAL BOLOGNA AL RAVENNA E ORA IL FOGGIA, PERCORSO RECENTE
Nel segmento iniziale della stagione 2025-2026, Menegazzo ha assaggiato la Serie C con il Ravenna, nel girone B. Il club romagnolo, ufficializzandone il prestito ad agosto, lo presentava come «centrocampista moderno» e prima esperienza in una prima squadra. Le presenze sono state contenute (appena 3 in campionato), ma sufficienti per una prima acclimatazione al calcio dei grandi in una squadra che è stata la rivelazione del campionato svoltando alla fine del girone di andata al 1° posto della classifica del Girone B. Ora, il salto nel girone C con una maglia pesante come quella del Foggia.

COSA PORTA MENEGAZZO IN ROSSONERO
In una rosa che ha alternato gestioni tecniche e identità tattiche, l’innesto di Menegazzo mette sul tavolo alcuni tratti immediatamente spendibili: 1) Pressione attiva e capacità di «ri-aggredire» dopo la perdita, qualità utilissima nella C attuale. 2) Primo passaggio pulito e verticale «a rasoiata», per accorciare il campo verso i riferimenti offensivi. 3) Inserimento senza palla con tempi credibili: in Primavera ha mostrato la doppia dote di presentarsi al limite per il tiro e di attaccare l’area su seconda palla. Nelle giovanili del Bologna, ad esempio, ha firmato una doppietta contro la Sampdoria lo scorso 9 marzo 2025 (uno dei due gol su rigore), dato che testimonia come il suo contributo non si esaurisca nella sola rifinitura bassa. Un segnale su cui il Foggia potrà lavorare per alzare il peso specifico dei centrocampisti in zona gol.

IDENTIKIT FISICO-TECNICO
Le rilevazioni pubbliche collocano Menegazzo attorno ai 186 cm, con piede preferito il destro: una struttura adeguata ai duelli di categoria, ma con postura e mobilità da interno «ibrido», non da solo frangiflutti. Il suo profilo, infatti, nasce nel continuum tra il mediano che comanda la prima uscita e l’interno che porta palla qualche metro più avanti per creare superiorità. Le letture difensive (soprattutto nel coprire la verticalizzazione avversaria) e la velocità di riassetto dopo una conduzione risultano aspetti già riconoscibili. Un profilo che il calcio giovanile nazionale italiano conosce bene, dal momento che il classe 2005 è stato grande protagonista nella finale Scudetto Under 17 A-B della stagione 2021-2022 con 2 dei 3 gol che sono serviti al Bologna per battere l'Inter (3-2).

UN PROFILO DI CUI C'È BISOGNO
Il Foggia di Enrico Barilari ha alzato negli ultimi mesi la richiesta di intensità nella zona centrale: linee più corte, tempi di pressione sincronizzati con l’uscita del reparto offensivo, e una costruzione meno piatta, con la ricerca della verticalizzazione appena il body shape del portatore consente l’imbucata. Un centrocampista come Menegazzo è complementare a questa idea: lavoro senza palla, ma anche prontezza nell’alzare il ritmo con giocate a uno-due tocchi. Alta Serie C significa anche sopravvivere e colpire nelle transizioni. La lettura del primo passaggio dopo riconquista è una delle chiavi più sottovalutate della categoria: non basta strappare il pallone, serve scegliere in mezzo secondo la linea migliore per ribaltare l’azione. Qui il background Primavera di Menegazzo può pesare, perché la scuola Bologna insiste proprio su tempi e angoli del primo scarico, con principi trasferibili tra i Professionisti.

UN TASSELLO CHE DÀ PROFONDITÀ ALLA ROSA
Nel medio periodo, la durata fino al 2026 consente al Foggia di pianificare una rotazione a 3 o 4 uomini per due posti in mediana, mantenendo freschezza e intensità sulle due fasi. Anche in chiave di gestione degli infortuni e dei cartellini (tema ricorrente a queste latitudini competitive), avere un 2005 con gamba e duttilità aumenta le combinazioni possibili senza abbassare il livello medio. Dalla scuola Bologna al calore della Capitanata, il passo è lungo ma non impossibile: si tratta di capitalizzare ciò che ha già mostrato e di calarlo con continuità nella geografia tattica rossonera. Se la curva di apprendimento reggerà, i rossoneri potranno ritrovarsi in casa, entro pochi mesi, un centrocampista capace di cambiare la velocità del gioco con due tocchi. E in una Serie C sempre più compressa, può essere la differenza tra gestire e dominare la zona nevralgica del campo.

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