Serie C
08 Gennaio 2026
RAVENNA SERIE C - Ariedo Braida, vicepresidente del club giallorosso, qui con Adriano Galliani, con cui ha condiviso quasi 30 anni di storia e successi al Milan di Silvio Berlusconi
È il 7 gennaio e sui telefoni dei tifosi del Ravenna rimbalza la stessa immagine: Ariedo Braida, sorriso cortese, negli Emirati. Sotto, didascalie e ipotesi. In poche ore la voce diventa un racconto compiuto: il dirigente che ha plasmato le grandi stagioni del Milan degli anni d’oro sarebbe pronto a ripartire da Dubai, alla guida del progetto della Forte Virtus. Poi, il contrappasso: una nota ufficiale del club romagnolo che spegne l’incendio con parole nette e un mittente preciso, il dirigente giallorosso Luca Zignani. Nessun incarico, nessuna trattativa, nessun dopo‑domani arabo per Braida. Solo una visita di cortesia durante le vacanze, sottolinea il Ravenna, e un impegno presente che resta tutto in Romagna.
IL COMUNICATO CHE CHIUDE (PER ORA) IL CASO
Il cuore della vicenda sta in poche righe. La società giallorossa chiarisce che le «notizie circolate nelle ultime ore» su un presunto incarico di Braida alla Forte Virtus sono «prive di fondamento»: nel Golfo, il vicepresidente si sarebbe limitato a «una visita di natura esclusivamente informale, senza alcun seguito o coinvolgimento professionale». Messaggio conclusivo: Braida è «pienamente focalizzato» sul progetto Ravenna. La ricostruzione è stata rilanciata in Romagna, con ulteriore enfasi su un punto: la foto che ha acceso il dibattito non provava alcun accordo.
DA DOVE NASCE IL «FORTE VIRTUS»
Per chi segue il calcio italiano, Forte Virtus può suonare come un neologismo esotico. In realtà si tratta di un club con base a Dubai, già noto come Gulf Heroes/Abtal Al Khaleej, che negli anni ha cambiato denominazione e milita tra Seconda e Prima Divisione degli Emirati, con colori sociali bianco‑viola e attività anche di squadra B in terza serie. La presenza del marchio in database internazionali di risultati, e le recenti partite della formazione II, spiegano perché un semplice scatto possa trasformarsi, nell’ecosistema incontrollato dei social, in narrazione di mercato.
CHI È BRAIDA OGGI PER IL RAVENNA: NON UN NOME DA PASSERELLA MA UN PERNO OPERATIVO
Nell’ultimo biennio Ariedo Braida è diventato, a tutti gli effetti, uno dei volti identitari del nuovo Ravenna. Non un «presidente onorario» da cartolina, ma un vicepresidente coinvolto nel merito delle scelte: supporto al giovane direttore sportivo Davide Mandorlini, confronto costante con l’area tecnica, bussola di mercato. Dalle prime interviste in cui ammoniva alla prudenza («non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco») al lavoro quotidiano sul progetto di crescita, sfociato nella risalita in Serie C e in un entusiasmo cittadino misurabile anche dagli abbonamenti, Braida è stato fattore competitivo oltre che simbolico.
IL VALORE DELL'EX MILAN PER IL CLUB
Chi conosce Braida sa che il suo contributo non si esaurisce nella caccia al nome giusto. È impostazione del lavoro: gerarchie chiare, profili adatti alla categoria, crescita graduale senza promettere la luna. Un approccio che, applicato a una neopromossa, ha effetti immediati: innalza gli standard quotidiani e crea una narrativa di ambizione credibile, come si è visto nella scorsa estate, quando la squadra è stata presentata in una Piazza del Popolo gremita. Nel mosaico societario 2025‑2026, la catena di comando è definita: Ignazio Cipriani presidente, Ariedo Braida vicepresidente, staff operativo giovane e motivato. La cornice, anche a livello pubblico, è di progettualità e crescita: il che spiega perché un’eventuale partenza di Braida a gennaio sarebbe stata percepita come trauma, non come fisiologia.
COSA ASPETTARSI ADESSO
1) Continuità piena. È lo scenario che discende dal comunicato: Braida guida il mercato invernale del Ravenna, presidia i dossier aperti e resta baricentro dirigenziale fino al termine della stagione 2025‑26. 2) Finestra di osservazione. Se nelle prossime settimane emergessero segnali ufficiali da Dubai, si aprirebbe una «finestra di osservazione». Ad oggi, nulla di tutto questo è pubblico. 3) Dialoghi istituzionali. Nel calcio globale, incontri e visite sono frequenti: scouting di strutture, scambi di know‑how, relazioni. L’esito, spesso, è un nulla di fatto. È la categoria in cui l’episodio viene collocato dal Ravenna. Il club giallorosso, stavolta, ha fatto la cosa più semplice e, forse, più difficile: prendere posizione in meno di 24 ore, evitando che un caso diventasse un alibi. Finché non arriverà un documento in senso contrario, il «caso Dubai» resta una micro‑tempesta. E Ariedo Braida, a oggi, resta in organico al Ravenna FC.