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Lutto

A 77 anni ci lascia un portiere che non aveva paura di nessuno, fu da record e giocò con un giovane Roberto Baggio a Vicenza

Il calcio italiano saluta uno dei volti più riconoscibili degli anni '70 e '80 del mondo Professionistico, fu amato da moltissime tifoserie

VICENZA - ZELICO PETROVIC

Zelico Petrovic, classe 1948, esordì in prima squadra con il Novara e nella stagione 1977-1978 fece segnare 846 minuti di imbattibilità consecutiva quando giocava nel Taranto

Il calcio italiano saluta con commozione Zelico Petrovic, portiere classe 1948, scomparso oggi, venerdì 9 gennaio, all’età di 77 anni. Ex calciatore jugoslavo di etnia croata, naturalizzato italiano, Petrovic è stato uno dei volti più riconoscibili e affidabili della Serie B tra gli anni Settanta e Ottanta. Nato a Pola, proprio negli anni complessi in cui la città, oggi croata, veniva annessa alla Jugoslavia, Petrovic portò con sé un’identità forte e un carattere temprato dalla storia. In campo si distingueva per uno stile immediatamente riconoscibile: capelli lunghi, baffi marcati, presenza carismatica e grande coraggio nelle uscite, qualità che lo resero un punto di riferimento per compagni e tifosi.

IL LUNGO VIAGGIO IN CADETTERIA
Nel corso della sua carriera in Italia ha collezionato 267 presenze in Serie B, difendendo i pali di Novara (4 anni con l'esordio in prima squadra), Catania (altri 4 anni), Taranto (3 anni) e Rimini (ancora 3 anni) lasciando ovunque il ricordo di un portiere affidabile, continuo e dotato di grande personalità. A Catania e Taranto, in particolare, divenne un vero e proprio beniamino del pubblico per la sua capacità di trascinare la squadra nei momenti di difficoltà. La pagina più celebre della sua carriera resta legata alla stagione 1978-1979, la prima con la maglia del Taranto. In quell’annata Petrovic stabilì uno straordinario record di imbattibilità di 846 minuti, durante i quali non incassò alcuna rete. Un primato che entrò nella storia del club rossoblù e che sarebbe stato battuto solo molti anni dopo, a testimonianza dell’eccezionalità di quell’impresa.

LA TAPPA A VICENZA
La sua carriera toccò anche Vicenza, con la presenza nell'organico biancorosso nella stagione 1983-1984, ai tempi della Serie C1. Il portiere classe 1948 fu agli ordini di Bruno Giorgi nella rosa che vedeva all'opera anche un giovanissimo Roberto Baggio, la cui carriera sarebbe partita in grande stile da lì a poco. Tempi in cui il Lanerossi poteva contare anche su giocatori di grande calibro come Antonio Rondon, Roberto Filippi, Luigino Pasciullo, Alberto Bigon, Livio Manzin e Maurizio Schincaglia. In campionato fu 3° posto, con un percorso propedeutico al ritorno in Serie B che sarebbe avvenuto poi al termine della stagione 1984-1985. Da notare che invece nel campionato 1982-1983 Petrovic fu allenato da Arrigo Sacchi ai tempi del Rimini.

I SALUTI AD UN GRANDE PORTIERE
Dopo aver chiuso il suo lungo percorso nel calcio professionistico, Petrovic scelse di continuare a giocare per passione, terminando la carriera con la Società Sportiva Cosmos della Repubblica di San Marino, allora militante nel campionato di Promozione. Un epilogo coerente con il suo modo di vivere il calcio: lontano dai riflettori, ma sempre con serietà, rispetto e dedizione. Zelico Petrovic è stato un portiere d’altri tempi, simbolo di un calcio fatto di sacrificio, personalità e appartenenza. Il suo nome resta inciso nella memoria delle tifoserie che lo hanno applaudito e di chi ha condiviso con lui uno spogliatoio.

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