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Serie C

Dopo 13 anni l'attaccante ritrova l'allenatore che gli diede fiducia da giovanissimo, è un incastro incredibile!

Dalla calma apparente del mercato di gennaio al colpo a sorpresa, l’arrivo del classe 1997 ridisegna le ambizioni rossoverdi

TERNANA SERIE C - GIUSEPPE PANICO

TERNANA SERIE C - Giuseppe Panico, attaccante classe 1997, nella prima parte di stagione conta 2 presenze con l'Avellino in Serie B

Una stanza luminosa nel centro sportivo, il telefono che vibra all’unisono con le notifiche dei giornali locali, una lavagna piena di frecce e appunti tattici. È qui che la Ternana ha cambiato passo al suo inverno di mercato: il nome in cima, cerchiato in rosso, è quello di Giuseppe Panico. Un profilo agile, duttile, abituato a far correre le difese avversarie sulle palle sporche. Un affare costruito con pazienza, limato nelle formule e ora prossimo al traguardo: prestito con obbligo di riscatto condizionato. È l’operazione che la dirigenza rossoverde ha messo in cima alle priorità, nel solco delle indicazioni del tecnico Fabio Liverani e con il lavoro di tessitura del direttore dell'area tecnica Diego Foresti. Perché l’idea non è «fare tanto», ma «migliorare nelle scelte». Parole e fatti che, a Terni, cominciano a combaciare.

CHI È PANICO E PERCHÈ INTERESSA ALLA TERNANA
Classe 1997, cresciuto nel settore giovanile del Genoa, Giuseppe Panico è un attaccante che abbina gamba e intelligenza tattica. Ha frequentato la Serie A con il Grifone, assaggiato la B con Cesena e Cittadella, macinato minuti e gol in Serie C con maglie come Novara, Juve Stabia, Pro Vercelli, Crotone, Lucchese e Carrarese. La scorsa stagione ha contribuito in modo sostanziale alla promozione della Carrarese, toccando la doppia cifra di reti. Nell’estate-autunno 2025 è rientrato nell’Avellino, club che ha poi “blindato» il suo cartellino dopo il salto in Serie B, ma senza trovargli lo spazio desiderato nel primo giro di campionato. Curriculum corposo, esperienza multiruolo nel fronte offensivo, propensione al lavoro senza palla: il profilo che serve a Liverani per rendere più elastico l’attacco.

LA CONFIDENZA CON IL GOL
Sulle cifre di rendimento recente, il dato che ha attratto la Ternana nasce soprattutto dall’annata 2023-2024 in Serie C con la Carrarese: 10 reti e impatto costante nell’ultimo terzo di campo. Un ritorno al gol confermato anche nei mesi successivi, con l’Avellino che ha poi esercitato l’opzione a determinate condizioni legate alla promozione. Palmarès personale a parte, il punto è l’utilità tattica: Panico nasce punta, ma ha fatto bene anche da esterno «a piede naturale», dentro-fuori continuo e attacchi nello spazio a ricevere corto e lungo.

IL FILO ROSSO CON LIVERANI
A rendere «caldo» il nome di Panico è anche il rapporto pregresso con Fabio Liverani. Il tecnico romano ha incrociato l’attaccante negli anni della formazione nel Genoa (leggasi la stagione 2013-2023, che il classe 1997 giocò da sotto età negli Allievi proprio agli ordini di Liverani segnando 5 reti) e non ha mai fatto mistero di apprezzarne le caratteristiche: mobilità, sacrificio, attacco della profondità, senso dell’associazione sulle catene laterali. Nelle ultime settimane, nelle sue conferenze, Liverani ha tracciato la linea: poco rumore, scelte mirate, tutela dell’equilibrio interno e disponibilità a far uscire chi cerca più minutaggio. Il colpo Panico, in questo senso, è coerente: innesto pronto, senza strappi.

LA SQUADRA CON PANICO
Trequarti più «verticale»: con Panico a partire da esterno sinistro o seconda punta, la Ternana guadagna metri senza palla e un riferimento per gli attacchi diretti dopo recupero. In particolare, la combinazione con un centravanti di manovra (o colpo di profondità alternato) può aprire corridoi interni per i centrocampisti d’inserimento. Pressione intelligente: Panico sa schermare linee di passaggio e «accendere» la pressione innescando il resto del blocco. In un campionato come la Serie C girone B, spesso deciso dai dettagli nelle seconde palle, la sua attitudine è un plus. Rotazioni sul fronte offensivo: l’arrivo consente a Liverani di dosare minutaggi e gestire gli equilibri tra esterni e «sotto-punta», variando tra 4-3-3, 4-2-3-1 e soluzione 4-4-2 fluida nei finali. Sono sfumature che, sommate, accorciano la distanza tra prestazione e risultato: non a caso, la Ternana è reduce da una striscia utile e arriva alla sfida del 9 gennaio ad Ascoli con fiducia alta, 10 punti nelle ultime 4 gare e numeri equilibrati tra gol fatti e subiti.

IL RUOLO DI FORESTI: GOVERNANCE, MODI E TEMPI
Il ritorno di Diego Foresti in cabina di regia tecnica ha portato metodo: priorità chiare, attenzione alle scelte più che alla quantità. Nelle sue dichiarazioni ha ribadito come la scorsa stagione sia stata «buttata via» e come oggi l’obiettivo sia riposizionare la Ternana nel breve, senza comprimere il medio periodo. Sul tema Panico, la linea è stata trasparente: apertura all’affare «se ci fosse l’opportunità». A distanza di pochi giorni, l’opportunità è arrivata. E la Ternana l’ha colta. In un girone in cui i margini sono sottili, una corsa in più, un pressing ben fatto, un taglio alle spalle del terzino possono spostare l’equilibrio. È questo, in fondo, il senso dell’operazione: cercare l’1% che, settimana dopo settimana, fa la differenza. Nel calcio, talvolta, basta il giocatore giusto al momento giusto per cambiare la curva della stagione. A Terni credono che questo momento sia ora.

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