Kings World Cup Nations
09 Gennaio 2026
KINGS WORLD CUP NATIONS BRASILE • Neymar e Kakà (Foto Kings League)
«Pure madness». Non potrebbe esserci altra dicitura per una giornata di questo tipo. Verrebbe da dire del terzo tipo, perché è qualcosa di alieno alla normalità. Come il record che prende vita tra India e Messico, praticamente impossibile da battere, ma soprattutto come ciò che combina il Brasile sotto gli occhi di due sue leggende. A casa sua, da Campione del Mondo in carica, la formazione verdeoro prima rischia l'eliminazione con il Qatar, poi firma uno di quei ribaltoni da palpitazioni.
L'elenco dovrebbe essere allungato di altri 14 «Messico», in realtà, perché i sudamericani riscrivono la storia della Kings League segnando 18 gol all'India. Sì, 18, e senza gol doppi. Sei in più del record appartenente al Brasile (12-4 alla Turchia), praticamente uno ogni due minuti di partita, anche se la maggioranza arriva nella ripresa. Andati addirittura sotto, infatti, gli uomini di Pol Font chiudono il primo tempo sul 5-1, giocano un gran dado arrivando a metà strada e infine dilagano nel resto della ripresa, con tanto di reverse penalty parato e rigore presidenziale segnato. E se l'avversario si presentava come decisamente sfavorito, la prestazione sublime dei messicani resta, rinforzata dal dato degli 11 marcatori diversi, a cui aggiungere il presidente Dorado e il sopracitato rigore inverso. Il peso a livello di classifica, poi, è di piombo: prima vittoria, miglior differenza reti e miglior attacco di tutta la Coppa del Mondo.
Una partita storica, anche se la palma di miglior match di tutto il Mondiale, e tra i candidati per esserlo di sempre, se lo prende Qatar-Brasile. Sempre per lo stesso motivo, ovvero una goleada verdeoro? No, anzi. Stappata la sfida dal solito Kelvin, la storia prende una piega impossibile da prevedere: doppietta di Monegal, gol di El Attac, rigore presidenziale di AboFlah e 4-1 Qatar. Uno scenario che richiede inaspettatamente una mano dal cielo per i sudamericani, che però ne hanno due, rivolte proprio lassù. Quelle di Ricardo Kaká, che lascia la postazione dei presidenti condivisa con Neymar, scende in campo e apre il piattone dal dischetto, dando una scossa alla sua nazione e facendo scendere una lacrimuccia a tutti con quell'esultanza lì. Quella rivolta agli dei del calcio, che però sembrano voltare le spalle alla loro patria. Sì, perché il Qatar fa l'incredibile: bolide mancino di Chakiri all'incrocio, gol doppio e 6-2. Una batosta non indifferente, ma un campione è colui che sa sempre rialzarsi, e il Brasile lo è, e il Brasile lo ha. Dal dischetto il «Fenomeno» Kelvin fa doppietta, accorciando sul 6-4 all'ultimo secondo.

L'esultanza di Kakà (Foto Kings League)
10 gol, reti doppie, rigori e rigori presidenziali: sì, ed è solo il primo tempo. Il secondo, però, non è da meno, e segue la narrazione dell'impresa qatariota. O almeno, potrebbe farlo, ma la formazione medio-orientale sbaglia due shootout in un dado che vede il Brasile colpire pure un palo. I semi della rinascita verdeoro? Eh, no. A sbagliare uno shootout sono anche i Campioni del Mondo, con il loro giocatore più forte, Kelvin. Da lì sono altri 13 minuti di assedio brasiliano, ma la palla non entra mai e lo psicodramma prende sempre più forma. Scattato il 36', si attiva il matchball: al Qatar basta un altro gol per vincere, il Brasile invece è obbligato a ribaltare il 6-4. Da tradurre in: concedere zero e segnare 3 gol di fila. Gli uomini di Neymar, però, concedono eccome, subiscono anche una rete in fuorigioco e trattengono il respiro in almeno altre 3 occasioni, ma il Qatar non segna mai e commette l'errore più grande a un passo dal miracolo: lasciare un filo di speranza ai campioni. Loro che accorciano a porta vuota con «Dedo», pareggiano con un devastante mancino traversa-gol di Kelvin e, al 48', esplodono di gioia: il Pallone d'Oro Lipao appoggia in rete il 6-7 che vuol dire rimonta leggendaria, prima vittoria e qualificazione ai quarti ancora possibile. Sì, gli del calcio vestono ancora verdeoro.

L'esultanza di Kakà e Neymar (Foto Kings League)
Provare anche solo a fare una brutta copia di una serata così sarà impossibile, ma lo spettacolo della Kings League non si ferma mai. Anzi, entra sempre più nel vivo. Venerdì 9 gennaio sancisce infatti la fine della seconda giornata della fase a gironi. Un palcoscenico su cui si ebiscono Arabia Saudita e Indonesia, sorprendenti vincendo al debutto con Messico e India. L'esperienza, seppur negativa, maturata nella scorsa edizione del Mondiale fa pendere l'ago della bilancia verso i biancoverdi, ma i biancorossi sono terra dei sogni. A chiudere il programma, invece, ci pensano USA e Germania, con la prima a caccia del secondo successo consecutivo e i tedeschi chiamati al riscatto dopo il ko agli shootout con l'Argentina.
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