Serie C
09 Gennaio 2026
VIRTUS VERONA SERIE C - Iacopo Cernigoi, attaccante classe 1995, dal 2023 al 2025 aveva giocato nel Rimini prima di trasferirsi al CFR Cluj
È una sera fredda di gennaio al Gavagnin‑Nocini: gli spalti sono sobri, l’aria sa di erba umida e fatica, ma gli occhi di Borgo Venezia tornano a brillare. Perché quando riappare un vecchio amico con la maglia numero 18, si accende subito la memoria di un campionato in cui il pallone sembrava pesare meno. È qui che la Virtus Verona ha deciso di rimettere radici nel suo passato per spingere il presente: ha ingaggiato a titolo definitivo Iacopo Cernigoi, contratto fino al 30 giugno 2026 con opzione di rinnovo. Una scelta identitaria, prima ancora che tecnica: riportare a casa un attaccante che in queste vie ha già imparato a segnare e a resistere.
IL PERCHÈ DELL'OPERAZIONE
1) Il contesto: la Virtus Verona è nel pieno del suo campionato di Serie C e arriva da settimane in cui è mancata la continuità. Il recente 1-4 contro il Cittadella ha messo in vetrina il bisogno di presenza in area, palloni difesi e attacchi alla profondità. Cernigoi nasce esattamente per questo. 2) Nato a Mantova il 4 gennaio 1995, 1,93 di altezza, attaccante centrale di statura e sponda, cresciuto tra i vivai di Mantova e Milan. Nel suo bagaglio professionale: 236 presenze e 41 gol tra i Professionisti, oltre a 66 presenze e 24 reti in Serie D. Numeri che tracciano la cartina di un lungo cammino tra Serie B e Serie C, punteggiato da parentesi in Coppa Italia e da una recente esperienza in Romania. 3) Curriculum essenziale: Vicenza, Pisa, Paganese, Rieti, Sambenedettese, Juve Stabia, Seregno, Pescara, Feralpisalò, Crotone, Rimini, quindi CFR Cluj. Un giro largo, ma sempre con l’area di rigore come bussola.
UN RITORNO ALLE ORIGINI
Nel 2015-2016, proprio in maglia virtussina, Cernigoi firmò 17 reti in 34 presenze in Serie D: stagione madre della sua identità realizzativa. Quella scintilla è la ragione emotiva del ritorno. Non è nostalgia: è la memoria concreta di una compatibilità tecnica già verificata. La rotta che riporta Cernigoi a Verona passa per la Liga I rumena, dove a settembre 2025 il CFR Cluj lo ha presentato come alternativa d’esperienza nel reparto offensivo. L’avventura è durata pochi mesi: poco spazio (circa 87 minuti ufficiali) e separazione consensuale a metà stagione. È un dettaglio importante perché racconta cosa non è stato: non un fallimento tecnico, ma un incastro imperfetto in un contesto già definito. La soluzione italiana era nell’aria: interessamenti di Trento e altre piazze, ma a spuntarla è stata la Virtus Verona, che ha anticipato la concorrenza e ha chiuso con formula definitiva.
DOVE E COME GIGI FRESCO PUÒ USARE CERNIGOI
L’allenatore‑presidente Gigi Fresco non ha mai nascosto la predilezione per un calcio pragmatico: baricentro elastico, densità nelle due fasi, idee chiare sui riferimenti offensivi. Con Cernigoi la Virtus acquisisce: 1) un punto di appoggio per risalire il campo contro squadre aggressive; 2) un’arma in più sulle palle inattive, grazie ai suoi 193 centimetri; 3) una minaccia «da area piccola», soprattutto su traversoni e seconde palle. In termini di moduli, il nuovo arrivato può muoversi da numero 9 classico nel 4‑3‑3 o nel 4‑2‑3‑1, ma ha già dimostrato di adattarsi in un 4‑4‑2 di lavoro accanto a una punta più mobile. L’ideale, per esaltarlo, è garantire ampiezza costante e almeno uno tra: mezzala d’inserimento, esterno che rientra sul piede forte per crossare, terzino profondo. Qui l’innesto può cambiare geometrie e tempi di attacco.
LA CORNICE: LA VIRTUS VERONA OGGI TRA IDENTITÀ E BISOGNI
Il club veronese vive come sempre in equilibrio tra ambizione e sostenibilità. Allo stadio Gavagnin‑Nocini, impianto «di casa» e di quartiere, capienza intorno alle 1.500 unità, la Virtus si affida alla continuità di progetto di Fresco e alla cultura di lavoro di un gruppo che, per rimanere competitivo, ha bisogno di trovare gol «pesanti». L’arrivo di Cernigoi risponde proprio a questa esigenza. Sul piano strettamente sportivo, alcuni risultati recenti hanno fotografato la necessità di un riferimento offensivo più strutturato e costante. La sconfitta contro il Cittadella (4‑1, 3 gennaio 2026) è stata un campanello d’allarme su duelli e protezione palla nella metà campo avversaria: un tema su cui il nuovo n. 18 può incidere subito.
IL PESO DEL CONTESTO ITALIANO: RIMINI E IL PERCORSO RECENTE
Nel racconto della carriera recente di Cernigoi c’è un passaggio che merita attenzione: il caos societario del Rimini, club con cui l’attaccante aveva firmato nell’estate 2023 e dove ha giocato fino al 2025. A fine novembre 2025 la FIGC ha deliberato la revoca dell’affiliazione e l’esclusione del club dal campionato di Serie C, con svincolo dei tesserati: è anche dentro questa scossa che si legge l'approdo in Romania e il ritorno in Italia. Un quadro che, al netto del dato sportivo, spiega fragilità e opportunità del mercato di gennaio. Nelle prime 4-5 partite ora è realistico immaginare Cernigoi a minutaggio crescente. L’obiettivo è ricostruire subito intese con esterni e mezzali, sincronizzare i tempi di uscita sul primo controllo e la riaggressione immediata in caso di palla persa. Il recente ko con il Cittadella ha d'altronde fissato una linea: servono punti e serve qualità nelle scelte negli ultimi 30 metri. L’innesto di Cernigoi va letto come risposta immediata in funzione delle partite che attendono la Virtus nelle prossime settimane del girone di ritorno.