Serie D
09 Gennaio 2026
CHIETI SERIE D - Adam Boukhanjer, attaccante classe 2007, nella prima parte di stagione 7 presenze e una rete con la Primavera del Novara
L’aria frizzante di gennaio a Chieti ha il suono dei tacchetti di un ragazzo che non vede l’ora di correre. Immaginate lo stadio «Guido Angelini» nel tardo pomeriggio: luci fredde, erba che fuma e un nuovo volto che prende confidenza con la fascia destra, provando la prima conduzione sul lungo e poi lo stacco secco per rientrare sul sinistro. È qui che Adam Boukhanjer, classe 2007, ha scelto di mettere il suo primo orizzonte nel calcio dei «grandi»: il Chieti lo annuncia in prestito dal Novara e il progetto tecnico neroverde guadagna un tassello capace di accendere le gare con strappi, uno contro uno e attacchi alla profondità. Un innesto che racconta un’idea chiara, scommettere sulla freschezza e sulla verticalità di un esterno d’attacco con curriculum giovanile d’élite.
LE RADICI DEL TALENTO: PRO EUREKA, CHISOLA E LA SCUOLA JUVENTUS
Nato l’8 maggio 2007, Boukhanjer è cresciuto calcisticamente tra i campi del territorio piemontese tra i Dilettanti con Pro Eureka e Chisola prima di entrare alla Juventus. È un dettaglio importante: la formazione bianconera gli ha dato il «linguaggio» del possesso, della postura del corpo, della ricezione sul piede lontano e della pressione organizzata dopo palla persa. Questo bagaglio emerge in come prepara l’uno contro uno: ricezione a invito, corpo di profilo, finta corta e poi lo strappo. Il primo vero salto, infatti, avviene nel luglio 2022, quando viene ufficializzato il suo passaggio dal Chisola alla Juventus: un trasferimento che fotografa bene quanto già allora gli addetti ai lavori riconoscessero nel ragazzo un potenziale tecnico-atletico fuori media per l’età.
LA TRAFILE E LE TAPPE
1) Juventus Under 16: un anno di apprendistato ad alto ritmo, con l’acquisizione di principi di gioco complessi e di una soglia di intensità elevata. 2) Un passaggio nell'Under 17 della Pro Vercelli: esperienza che lo avvicina al calcio «vero», più duelli che estetica e la necessità di pesare ogni corsa. La stagione con le Bianche Casacche offre un banco di prova in cui emergono resistenza, lettura delle seconde palle e malizia nei tempi di smarcamento. 2) La parentesi Picerno Primavera in Primavera 4: qui Boukhanjer compare nelle distinte ufficiali, con minuti veri e responsabilità da «starter» o primo cambio in corsia. 3) Il passaggio al Novara nel gennaio 2025: un club che negli ultimi anni ha investito con decisione sul proprio settore giovanile. Questa successione di tappe racconta un profilo abituato a cambiare contesti, linguaggi tattici e richieste: una palestra di adattabilità. E per un esterno, saper cambiare registro in base al terzino avversario e alla struttura del campo (ampiezza, profondità, densità centrale) è spesso la dote che riduce i tempi di ambientamento.
COSA PORTA SUBITO A CHIETI
Progressione palla al piede e conduzione «a porte aperte». La prima qualità di Boukhanjer è lo strappo in conduzione: controlli orientati, testa alta e capacità di «galleggiare» tra esterno e mezzo spazio. Sulle ripartenze, l’attacco della profondità dopo il primo scarico può diventare una costante. Questo permette ai centrocampisti di alzarsi a rimorchio e alla punta centrale di attaccare il primo palo, con l’esterno opposto pronto sul secondo. Concetti noti, vero, ma che con un Under esplosivo si traducono in metri guadagnati e calci piazzati a favore. Uno contro uno e cross «situazionali». Il ragazzo non è solo corsa: ha finta e «timing» per saltare l’uomo, ma soprattutto sa riconoscere il cross utile, non «di lettura» ma «di contesto» (teso dietro la linea, arretrato al limite, morbido sul secondo). Nei tornei Primavera dove ha giocato, spesso le partite si sbloccano proprio con la scelta giusta dal lato forte. Il Chieti potrà beneficiarne nel momento in cui palleggia basso e cerca di uscire dal primo pressing.
IL CONTESTO: OBIETTIVI E CLASSIFICA
La fotografia del Girone F nella stagione 2025-2026 racconta un torneo corto, con equilibri compressi e una media gol contenuta: basta poco per scalare o scivolare. La serie di risultati di dicembre conferma quanto i dettagli pesino sul punteggio e sulla classifica. Proprio per questo un esterno capace di strappo e uno contro uno può incidere con immediatezza sul valore atteso delle azioni offensive e sui calci piazzati generati. Il Chieti ha una struttura societaria e un ambiente che conoscono bene la dimensione della Serie D: programmazione, attenzione ai giovani, costruzione della rosa per blocchi funzionali. L’ufficialità del calendario, la gestione delle gare interne al Guido Angelini e la consapevolezza di dover massimizzare le sfide dirette hanno accompagnato i mesi scorsi: il segnale è quello di un club che non rinuncia a identità e coraggio.
COSA ASPETTARSI NEI PROSSIMI MESI
La sfida più grande non è la qualità (che c’è), ma la continuità. Un Under al primo giro in Serie D deve imparare a ripetere la giocata «buona» per 90 minuti, a leggere i momenti, a dosare le corse. In questo senso, il contesto Chieti può favorirlo: un club che conosce i cicli della categoria e che ha costruito negli anni una cultura della valorizzazione. L’auspicio ragionevole è che Boukhanjer aggiunga minuti, strappi e palloni puliti al centro dell’area; e che, nel frattempo, completi il suo bagaglio senza palla, specialmente nel «dopo perdita» e nei raddoppi difensivi. Se dovessimo riassumere in un’immagine: palla che viaggia veloce da sinistra a destra, controllo orientato di Boukhanjer, un tocco per alzare la testa e poi via, sul lungo, a chiedere il corridoio. Il resto lo faranno i compagni in area. E le luci del Guido Angelini sembreranno già un po’ più calde.