News
09 Gennaio 2026
ATLETICO NACIONAL • Marino Hinestroza
Nel cuore di un mercato che promette di riscrivere gli equilibri del calcio sudamericano, il nome di Marino Hinestroza è diventato molto più di una semplice trattativa. Attorno all’esterno colombiano si è costruita una narrazione che mescola talento, ambizione e una personalità fuori dagli schemi. Il suo soprannome, «Bad Boy», non è un vezzo di marketing ma il riflesso di una storia che parte dai quartieri popolari di Cali, dove da bambino lavorava in cantiere con il padre, e arriva fino alle luci della Bombonera, dove il Boca Juniors sogna di trasformarlo in uno dei volti del 2026. Anche sui social Hinestroza ha sempre mostrato questo doppio registro, tra autoironia e sfida al mondo: «Prima rubavo vestiti, ora li ricevo come sponsor», scrive — citando El Menor — sotto una delle sue foto; in un’altra, ancora più provocatoria, avverte: «Se dovessi mai vedermi affrontare un orso bruno in un bosco, aiuta l’orso». Nel 2024 aveva persino condiviso l’immagine iconica di Mario Balotelli circondato dai giocatori del Liverpool che cercano il confronto mentre lui li ignora, quasi a rivendicare un’identità ribelle e indipendente. Oggi, mentre Atlético Nacional e Xeneize trattano sul suo futuro, Hinestroza non è soltanto un esterno veloce e imprevedibile: è una storia che chiede di essere raccontata, sospesa tra strada e palcoscenico, tra sacrificio e spettacolo.
Classe 2002, cresciuto a Cali, Marino Hinestroza ha costruito il proprio percorso lontano dai riflettori più abbaglianti, passando attraverso tappe che ne hanno forgiato il carattere e il profilo tecnico. Dopo i primi passi in Colombia, ha trovato nell’Atlético Nacional l’ambiente ideale per consolidarsi a livello professionistico, diventando uno degli esterni più interessanti del campionato. Nella seconda tappa il club di Medellín ha disputato 56 partite ufficiali, realizzando 7 gol e fornendo 11 assist, contribuendo in modo concreto a un ciclo vincente che lo ha visto conquistare la Categoría Primera A (campionato colombiano), due Copa Colombia e una Superliga de Colombia.
Il suo percorso è però stato anche segnato da esperienze all’estero: un passaggio al Palmeiras, senza esordio in prima squadra, l’avventura al Pachuca in Messico e quella ai Columbus Crew nella MLS, che hanno ampliato il suo bagaglio internazionale. In totale, tra Colombia, Messico e Stati Uniti, Hinestroza ha messo insieme oltre 150 presenze tra i professionisti, con 15 gol e 18 assist, numeri che raccontano un giocatore più portato a creare e rompere gli equilibri che a finalizzare. Un profilo, però, in costante crescita, che ha trovato nella continuità dell’Atlético Nacional la sua vera rampa di lancio.
Sul campo Hinestroza è un esterno offensivo dirompente, costruito sulla velocità e sulla capacità di incidere negli uno contro uno. Destro naturale, nasce come ala alta di fascia destra, ma è in grado di giocare anche a sinistra a piede invertito, soluzione che gli consente di rientrare e cercare la conclusione o la rifinitura. Il suo primo passo è tra i più esplosivi del panorama colombiano: attacca il terzino, lo costringe a scappare all’indietro e crea spazio per cross tesi o tagli verso il centro.
La sua produzione offensiva non si misura solo in gol, ma soprattutto nella capacità di generare superiorità numerica. Gli assist con l’Atlético Nacional raccontano un giocatore che sa leggere il movimento delle punte e premiare gli inserimenti, oltre a saper rifinire dopo aver spezzato la linea difensiva avversaria. Ora l'aspetto più tenebroso. È un dribblomane: doppi passi, tunnel e finte di corpo per lui sono il pane quotidiano. Quindi bisognerà, qualora andasse in porto la trattativa col Xeneize, vedere l'adattamento in un campionato con un livello più alto come quello argentino. In fase di non possesso è un esterno aggressivo, abituato a portare pressione alta e a partecipare alla riconquista del pallone. Non è un’ala statica, ma un interprete che vive di accelerazioni, strappi e continui cambi di ritmo.
Dietro il soprannome di «Bad Boy», che lo accompagna da anni, c’è una storia di riscatto che affonda le radici nei quartieri popolari di Cali. Hinestroza ha conosciuto presto la fatica: da bambino lavorava con il padre in cantiere, molto prima che il calcio diventasse una possibilità concreta. È lì che ha costruito una mentalità fatta di sacrificio e determinazione, due tratti che oggi emergono anche nel suo modo di stare in campo. Iconiche anche alcune descrizioni sotto le sue pubblicazioni su Instagram: «Prima rubavo vestiti, ora li ricevo come sponsor», frase del rapper cileno El Menor. O ancora: «Se dovessi mai vedermi affrontando un orso bruno in un bosco, AIUTA L'ORSO!». Nel 2024 condivise anche questa immagine di Balotelli.

Negli ultimi giorni, al centro di una trattativa complessa, ha scelto di esporsi in prima persona per difendere la propria immagine. Quando sono circolate voci su presunti atti di indisciplina, è stato lui stesso a smentirle pubblicamente, ribadendo che la sua assenza dagli allenamenti era frutto di un accordo e non di una forzatura. Un segnale di maturità che racconta un calciatore consapevole del momento che sta vivendo. Ambizioso, ma non disposto a bruciare i ponti con il club che lo ha valorizzato. La prospettiva di vestire la maglia del Boca lo affascina, come aveva già lasciato intendere sui social, ma la sua comunicazione è rimasta sempre dentro i confini del rispetto istituzionale.
Il futuro di Hinestroza si gioca ora sul tavolo delle trattative tra Atlético Nacional e Boca Juniors. Il club colombiano ha deciso di liberare temporaneamente il giocatore, permettendogli di allenarsi individualmente, per evitare che le tensioni legate al suo futuro degenerino o che un eventuale infortunio comprometta una cessione imminente. Allo stesso tempo, però, ha fissato un ultimatum chiaro: entro il 10 gennaio il Boca dovrà presentare un’offerta che soddisfi le sue richieste, altrimenti l’esterno dovrà presentarsi il 12 gennaio alla ripresa della pretemporada sotto la guida dell’allenatore Diego Arias.
Sul piano economico, le parti non sono ancora perfettamente allineate. Il Boca ha messo sul tavolo una proposta vicina ai cinque milioni di dollari, mentre l’Atlético Nacional valuta il cartellino di Hinestroza circa sei milioni per il 100% dei diritti, che sono condivisi in parti uguali con i Columbus Crew. Resta aperta la possibilità di una trattativa su una percentuale inferiore, ma la distanza, per ora, esiste. Nel frattempo il club colombiano si è tutelato ufficializzando l’arrivo di Nicolás Rodríguez, esterno destro di 21 anni in prestito dall’Orlando City, considerato un potenziale sostituto in caso di partenza di Hinestroza.
La sensazione, però, è che tutte le parti coinvolte puntino ancora a una soluzione positiva. Boca, l’entourage del giocatore e lo stesso Hinestroza vedono in questa operazione un’opportunità sportiva e professionale rilevante. Quest'anno infatti il Xeneize torna a partecipare alla Copa Libertadores dopo due anni di assenza dalla fase a gironi. Le prossime ore saranno decisive per capire se la storia del «Bad Boy» di Cali proseguirà a Medellín o se, invece, lo attenderà il palcoscenico incandescente della Bombonera.