Serie C
09 Gennaio 2026
FORLÌ SERIE C – Alessandro Selvini, attaccante classe 2004, nella passata stagione 31 presenze e 7 reti con la maglia della Lucchese in terza serie (foto FB Forlì FC)
L’attimo che può cambiare una stagione, a volte, ha la forma di un taglio alle spalle del terzino e di un mancino che non teme la conclusione. È così che il profilo di Alessandro Selvini si incastra nell’urgenza del Forlì: squadra ambiziosa, spinta da un progetto tecnico diretto da Alessandro Miramari che valorizza i giovani e che ora aggiunge una freccia nuova alla sua faretra. L’ufficialità è arrivata in data 8 gennaio: l’attaccante classe 2004 arriva in prestito dal Frosinone fino al termine dell’attuale stagione. Una mossa mirata, costruita sul bisogno di alzare il tasso di profondità, imprevedibilità e gol tra le linee, dopo le recenti uscite (leggasi Francesco Manuzzi e Simone Saporetti) nel reparto offensivo.
CHI È SELVINI
Classe 2004, nato a Frosinone il 24 marzo 2004, cresciuto nel settore giovanile del Frosinone. Altezza 1,80: un’agilità naturale che si sposa con un primo passo dinamico e con la capacità di attaccare lo spazio senza palla. Può agire da esterno a piede invertito, seconda punta o riferimento «mobile» in un tridente. Ha già assaggiato la Serie B con 2 presenze in prima squadra: debutto il 5 aprile 2022 in Pordenone–Frosinone (2-0), con ingresso nella ripresa e primo giallo «da grande»; seconda apparizione il 19 maggio 2023 in Ternana–Frosinone (2-3), subentrando e partecipando all’azione che porta al 2-2 di Fabio Lucioni. Due istantanee che raccontano come il club ciociaro punti su di lui nel medio periodo. Percorso nei professionisti: prestito al Rimini nel 2023, quindi la svolta alla Lucchese nel 2024-2025 con 31 presenze, 7 gol prima del grave infortunio al crociato destro nel maggio 2025 e del successivo intervento perfettamente riuscito. Rientrato in orbita Frosinone nell’estate 2025, ha ora scelto Forlì per accelerare il percorso di rilancio competitivo.
DOVE INCIDE E COME PUÒ AIUTARE IL FORLÌ
I dati più recenti raccontano un attaccante che, in Serie C, ha già dimostrato di «pesare» nelle partite: 31 gare, 7 reti alla Lucchese nella stagione 2024-2025. Non sono cifre casuali, perché sono nate in un contesto tattico che gli ha chiesto di creare superiorità in fascia e, quando necessario, di stringere dentro il campo per occupare il mezzo spazio e rifinire. La lettura del corpo e l’uso del piede forte in uscita dal controllo orientato gli permettono di guadagnare metri e tempo, innescando tagli dell’altro esterno o del centravanti. Il suo «catalogo» comprende: 1) Attacco della profondità corta: ricezione tra le linee e immediata conduzione; 2) Dribbling «a uscire» sul lato forte: per cercare il tiro a rientrare; 3) Capacità di pressione in prima battuta, utile per mantenere alta la squadra e orientare la riconquista. Nel Forlì, abituato a sviluppare con principi moderni, scambi rapidi, rotazioni di posizione, occupazione razionale dell’ampiezza, Selvini può innestarsi come esterno sinistro o destro in un 4-3-3 elastico, con la facoltà di stringere per liberare la corsia al terzino.
LA PARENTESI LUCCHESE: CRESCITA, RESPONSABILITÀ E PROVA DEL DOLORE
Alla Lucchese, Selvini ha vissuto la classica trafila di adattamento: primi mesi complessi per minutaggio e gerarchie, poi la progressione, fino a diventare uno dei riferimenti offensivi nel girone di ritorno. Il severo infortunio al crociato destro del 10 maggio 2025, vigilia dei playout, ha interrotto sul più bello una stagione in cui aveva trovato ritmo e continuità. Il successivo intervento chirurgico del 20 maggio 2025 a Villa Stuart (ricostruzione del LCA e riparazione meniscale) è perfettamente riuscito: da lì è partito un percorso di rieducazione che lo riporta oggi a misurarsi di nuovo con il calcio che conta. La sua maturità traspare anche dal saluto pubblico alla piazza rossonera, poi costretta a ripartire dall'Eccellenza: un gesto di rispetto che racconta il professionista e l’uomo.
IL FILO CON FROSINONE: FIDUCIA, MINUTAGGIO E OPPORTUNITÀ
Il Frosinone ha dimostrato di credere nel percorso di Selvini, concedendogli l’esordio fra i grandi e, soprattutto, pianificando prestiti coerenti con le sue tappe di crescita. Nella stagione in corso il minutaggio in Serie B non è arrivato, anche per la fisiologica gestione post-infortunio. Da qui la scelta, condivisa, di un prestito «stimolante» al Forlì, in un contesto competitivo ma sostenibile per riprendere confidenza con i ritmi gara e portare contributi concreti alla causa biancorossa. L’approdo in Romagna è stato rapido: già l’8 gennaio testate nazionali di mercato riportavano che il calciatore era in città per completare l’iter e la firma, poi seguita dall’annuncio di rito.
COSA ASPETTARSI: PATTO DI RECIPROCA UTILITÀ
Il prestito fino a fine stagione è una formula win–win. Per il Forlì, significa aggiungere immediatamente un profilo duttile che può portare gol e assist già nel breve, migliorando la qualità delle rotazioni e alzando l’asticella competitiva quando le partite si spengono sull’equilibrio. Per Selvini, è l’occasione per consolidare la propria affidabilità a livello professionistico, misurandosi con un contesto che valorizza chi sa attaccare, correre e collaborare. L’orizzonte è chiaro: essere subito «utile», anche a partita in corso, e trasformare le letture dentro-fuori in palloni giocabili nell’area avversaria. In questo senso, l’investimento tecnico su un 2004 con già Serie B alle spalle è una scelta coerente e, soprattutto, misurabile da qui a giugno. Se Selvini porterà con sé la stessa sfrontatezza che lo ha fatto emergere a Lucca, il Forlì avrà pescato il profilo giusto nel momento giusto.