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Serie C

Ha giocato all'Inter per una vita, ora approda in una piazza super-appassionata: l'attaccante cerca gol e fortuna

Un classe 2004 che ha già deciso partite per accendere l’attacco rossoblù, è una scommessa che può pesare sul finale di stagione

CAMPOBASSO SERIE C - AMADOU SARR

CAMPOBASSO SERIE C - Amadou Sarr, attaccante classe 2004, nella prima parte di stagione ha collezionato 14 presenze e un gol con la maglia dell'Albinoleffe nel Girone A

La scena è ancora lì, sospesa fra le travi del nuovissimo stadio di Zanica, minuto oltre il 90°, cross teso e colpo di testa in torsione. Quella palla, indirizzata con cattiveria in buca d’angolo, vale all’U.C. AlbinoLeffe il 3-2 sul Novara del 28 settembre 2025. L’autore? Amadou Makhtarlayi Sarr, classe 2004, 1,90 d’altezza, mancino, cresciuto nel vivaio dell’Inter. Pochi mesi dopo quel lampo, il centravanti cambia orizzonte: arriva l’ufficialità della cessione al Campobasso Football Club con la formula del prestito temporaneo fino al 30 giugno 2026, arricchito da diritto di opzione e contro-opzione tra i club. Un’operazione che non è solo mercato: è una fotografia nitida di come in Serie C si possano allineare esigenze tecniche, sostenibilità e visione.

CHI È AMADOU SARR, FORMAZIONE E IDENTIKIT TECNICO
Nato a Gossas (Senegal) il 28 giugno 2004, Amadou Sarr cresce calcisticamente in Veneto, passando per Liventina prima dell’approdo all’Inter nel 2018. Nel settore giovanile nerazzurro completa la trafila fino alla Primavera 1, sommando 12 gol in 49 presenze e un percorso in UEFA Youth League. L’impatto tra i professionisti arriva nel 2024-2025 al Foggia: 17 presenze e 1 gol nel Girone C. Nell’estate 2025 l’Inter lo cede a titolo definitivo all’AlbinoLeffe, con contratto fino al 30 giugno 2027. In bluceleste, oltre al gol pesante contro il Novara, colleziona minutaggio e si misura con i duelli veri della categoria. Non è un profilo «finito»: è un attaccante in costruzione, con già dei momenti-da-copertina e una spiccata sensibilità per l’area di rigore. Il contesto giusto può accelerarne la curva di rendimento.

PERCHÈ IL CAMPOBASSO, LE ESIGENZE DEL TEAM DI ZAURI
La squadra di Luciano Zauri ha impostato un progetto che mescola esperienza e prospettiva. L’estate 2025 ha portato innesti pesanti (fra cui punte come Simone Magnaghi e giovani di talento come Tommaso Ravaglioli), ma la stagione è lunga e la gestione dei carichi sul fronte offensivo richiede rotazioni affidabili. Con Sarr, il Campobasso inserisce: 1) Un riferimento verticale per liberare gli esterni nel 3 contro 3 e attivare seconde palle alte. 2) Una minaccia reale sui piazzati (offensivi e difensivi), voce spesso decisiva nel girone. 3) Una soluzione «diversa» rispetto ai compagni di reparto, utile per cambiare il ritmo delle partite dalla panchina o per partire dall’inizio in gare ad alto volume di cross. Sul piano tattico, il tecnico molisano Zauri alterna soluzioni a una punta con tre uomini alle spalle e strutture più «classiche». In entrambe, la presenza di una punta forte nel gioco aereo e abile nel gioco spalle alla porta consente di verticalizzare prima, accorciare la squadra e alzare la linea del recupero palla. È un punto di contatto naturale tra idea di gioco e qualità del singolo.

COSA PERDE (E COSA TROVA) L'ALBINOLEFFE
Per l’AlbinoLeffe, Sarr rappresentava il «quinto quarto» perfetto: un profilo con forza specifica su certe partite, minutaggio modulabile, e un plafond di crescita interessante. La scelta del prestito non è una rinuncia, ma un investimento indiretto: l’attaccante va dove può giocare di più, metabolizzare pressioni nuove e rientrare, o essere oggetto di opzioni, con un bagaglio più consistente. Per i blucelesti, resta la sicurezza di un contratto al 2027 e di una contro-opzione che preserva margini negoziali futuri.

CHE CAMPIONATO TROVERÀ SARR
Il Girone B in cui viaggia il Campobasso è competitivo, con club attrezzati e una densità di gare «decise» dagli episodi. In questo contesto: 1) Le palle inattive pesano una quota importante del bottino punti: la statura e il timing di Sarr sono un asset. 2) Le partite ravvicinate stressano i reparti: avere una punta che regge duelli e «fa salire» la squadra aiuta a gestire i momenti di pressione. 3) I campi e il meteo invernale comprimono il gioco: un 9 che sporca i palloni e li trasforma in seconde giocate può cambiare la fisica della gara.

CONCLUSIONE: UN INVESTIMENTO CHE HA MARGINE E POTENZIALE
In una sessione invernale dove le risorse si pesano più che si contano, il Campobasso si regala un profilo che può spostare il fronte e alzare il soffitto del reparto offensivo. Per l’AlbinoLeffe, è un modo intelligente di valorizzare un patrimonio tecnico senza perdere la regia del futuro. Per Amadou Sarr, è la tela bianca dove disegnare la sua seconda metà di stagione: lavoro sporco, presenza in area, e quel colpo di testa che abbiamo già visto fare la differenza. Il resto lo diranno i metri percorsi, i duelli vinti e i gol che contano.

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