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Serie C

Lotta fino all'ultimo, segna e saluta la squadra che ha provato a trascinare: il tosto centrocampista cambia girone

Un innesto d’esperienza che cambia il peso specifico della mediana della capolista del campionato e alza l’asticella del progetto

AREZZO SERIE C - ARTUR IONITA

AREZZO SERIE C - Artur Ionita, centrocampista classe 1990, nella prima parte di stagione con la Triestina ha messo insieme 18 presenze e 5 reti (foto FB SS Arezzo)

C’erano ancora i cori che scivolavano via dal vecchio parquet del PalaEstra quando, alle 12:30 di un giovedì di gennaio, l’eco è rimbalzata forte anche al Centro Sportivo amaranto: l’Arezzo ha chiuso per Artur Ioniță, classe 1990, regista di personalità, 221 presenze in Serie A, 14 gol tra massimo campionato e Coppa Italia. Non un nome qualunque: un curriculum che pesa, una leadership che promette ordine e tempi di gioco. Contratto lungo, fino al 30 giugno 2027, e trasferimento a titolo definitivo dalla Triestina, che ha salutato nell'ultima giornata con un gol: un segnale chiaro, quasi didascalico, delle ambizioni del Cavallino.

UN'OPERAZIONE CON UN MESSAGGIO: PROGRAMMAZIONE
La mossa è doppia. Sul piano tecnico, perché il centrocampo di Cristian Bucchi guadagna un calciatore che conosce il ritmo del nostro calcio come pochi. E sul piano strategico, perché un accordo triennale per un profilo di questo spessore racconta un club che ragiona per step e consolidamento, non per strappi. La definizione arriva direttamente dal comunicato ripreso in giornata: acquisizione a titolo definitivo dalla U.S. Triestina 1918 e firma fino al 2027. Lo accompagna una scheda essenziale ma eloquente: percorso in Serie A tra Hellas Verona, Cagliari e Benevento; poi Serie B con Pisa, Modena e un’annata intensa a Lecco; infine Trieste, dove in avvio di stagione ha già timbrato 5 reti. Chiude il profilo il capitolo Nazionale: 81 presenze (di cui 17 da capitano) e 5 gol con la Moldova, più il titolo di «calciatore moldavo dell’anno» nel 2014 e nel 2019.

 

LA TRAIETTORIA DI IONITA
1) Le origini: cresciuto nello Zimbru Chișinău, passaggio formativo all’Iskra-Stal Rîbnița, il primo vero salto in Svizzera, con un quadriennio di alto livello all’FC Aarau. È lì che affina le traiettorie del gioco corto e medio, la lettura delle seconde palle e la pulizia del primo controllo orientato. 2) L’Italia che conta: il trasferimento all’Hellas Verona segna lo sbarco in Serie A. A Verona costruisce autorevolezza; a Cagliari consolida la dimensione da mezzala/centromediano, capace di pressare con intelligenza e inserirsi senza perdere le distanze; a Benevento chiude il ciclo nel massimo campionato prima della discesa programmatica in Serie B. Il dato più immediato per i lettori? Le già citate 221 presenze, con 14 gol e 12 assist tra A e Coppa nazionale: numeri che parlano di continuità e affidabilità più che di picchi occasionali. 3) Il giro d’Italia cadetto: Pisa, Modena, Lecco e poi Triestina: contesti diversi, pari adattabilità. A Lecco nel 2023-2024 contabilizza un contributo sostanzioso, mentre a Trieste si ripresenta subito con capacità d’impatto, trovando la porta con frequenza in avvio di stagione.

IL CONTESTO AREZZO
L’Arezzo ha costruito negli ultimi mesi un mosaico di mosse che compongono un profilo ambizioso: rinnovi mirati (si pensi, tra gli altri, a Filippo Guccione), interventi puntuali in entrata e una guida tecnica ben identificata in Cristian Bucchi, subentrato nella scorsa stagione e confermato al timone. La cornice è quella di una Serie C che non perdona squilibri: un campionato «di dettagli», dove l’esperienza in mezzo al campo si traduce in punti. Il dato sul tecnico è fotografato anche dai database di settore: Bucchi, 48 anni, un profilo che porta metodo e codici riconoscibili. Nel puzzle delle ultime finestre, l’Arezzo ha già dimostrato di saper pianificare su orizzonte medio, blindando pedine cruciali e muovendosi nelle prime ore dei mercati per anticipare la concorrenza. L’innesto di Ioniță rientra in questa logica: affiancare a una struttura competitiva una quota di esperienza che renda più «sana» la gestione delle partite, soprattutto quando il calendario stringe e i margini d’errore si assottigliano. I toscani sono oltretutto l'attuale capolista del Girone B, dopo il sorpasso al Ravenna della scorsa giornata.

CHE TIPO DI IMPATTO ASPETTARSI
1) Gestione dei finali. Con un profilo come Ioniță, la squadra guadagna nella lettura degli ultimi 15-20 minuti: gestione dei tempi morti, falli «intelligenti», scelta della linea di passaggio a minor rischio. È un know-how che in Serie C vale spesso un gol subito in meno a mese. 2) Uscita pulita contro pressing alto. Contro rivali che aggrediscono con 4-5 uomini, la presenza di un centrocampista che «gioca a due tocchi» e non forza la verticalità consente all’Arezzo di evitare di farsi schiacciare. Le sue percentuali di pass accuracy stagionale sono compatibili con questa esigenza e ne certificano l’affidabilità. 3) Palle inattive e secondi palloni. Sui calci piazzati offensivi e difensivi, un profilo con tempi d’uscita e letture della seconda palla al limite dell’area aggiunge ordine. Ioniță non è un saltatore «puro», ma compensa con posizionamento e pulizia del primo tocco.

CONCLUSIONE: UN COLPO CHE FA SQUADRA
Non è l’ingaggio che strappa titoli per clamore, è il colpo che dà forma a un’idea. L’Arezzo compra una competenza specifica: la gestione del pallone «giusto» al momento giusto. In Serie C vale oro. Con Artur Ioniță in mediana, il Cavallino guadagna una bussola. E nel calcio dei dettagli, avere sempre il nord in tasca fa la differenza. Se il campo confermerà l’intuizione, lo scopriremo presto. Intanto resta una sensazione: questa firma al 30 giugno 2027 non è un traguardo, ma una partenza.

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