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Serie C

Per l'attacco da 14 gol in 20 partite ecco un funambolo che può fare sfracelli, il trequartista è la grande speranza del club

Un prestito per l'esterno offensivo classe 2002 cresciuto nel club di Serie A, l'obiettivo è dare la svolta al reparto avanzato

PRO PATRIA SERIE C - JACOPO DESOGUS

PRO PATRIA SERIE C - Jacopo Desogus, attaccante classe 2002, conta 8 presenze nella prima parte di stagione con la maglia del Cittadella

Spogliatoio dello Speroni, tardo pomeriggio. Una maglia biancoblù con il numero 70 è appesa allo schienale: il nome è quello di Jacopo Desogus. Non è una presentazione in pompa magna, ma l’immagine dice tutto: un talento che «scende» da una squadra di alta classifica del Girone A di Serie C per riaccendere la luce nella trequarti della Pro Patria, alla ricerca di idee e strappi nell’ultimo terzo di campo. Il trasferimento è a titolo temporaneo, valido fino al 30 giugno 2026, e arriva dalla A.S. Cittadella: una scommessa intelligente, che incrocia ambizioni individuali e bisogni collettivi. L'attacco del team ora guidato da Francesco Bolzoni è infatti il peggiore del campionato: 14 gol in 20 partite e il penultimo posto in classifica non è un caso.

CHI È DESOGUS: ORIGINE, RUOLO E TAPPE
Nato a Cagliari l’1 ottobre 2002, Jacopo Desogus è un trequartista-ala destra di piede destro capace di muoversi a sinistra per rientrare e calciare, o di occupare la zona centrale come rifinitore tra le linee. È cresciuto nel vivaio del Cagliari Calcio, dove ha completato tutta la trafila giovanile fino alla Prima Squadra. Con i rossoblù ha esordito tra i Professionisti il 15 dicembre 2021 in Coppa Italia contro il… Cittadella: una di quelle circolarità del calcio che sembrano scritte per chiudere un cerchio. Nell’estate 2022 e nel successivo biennio ha messo insieme esperienza tra Serie B e Serie C: Pescara (stagione 2022-2023, Serie C), un passaggio a Gubbio (gennaio-giugno 2024) e quindi il salto al Cittadella (dal 1 luglio 2024, trasferimento a titolo definitivo), con cui ha collezionato presenze cadette prima della nuova parentesi in Lega Pro. Questo bagaglio, unito a un profilo tecnico dinamico, spiega la scelta della Pro Patria: cercare un giocatore che unisca uno strappo da esterno a una lettura da «tuttocampista offensivo» capace di legare i reparti.

PERCHÈ LA PRO PATRIA LO HA VOLUTO ADESSO
La Pro Patria aveva bisogno di: 1) più profondità sull’ampiezza, con un esterno che attacchi lo spazio alle spalle del terzino; 2) una fonte di rifinitura interna capace di «accendere» punte e incursori; 3) un calciatore pronto a giocare tra le linee e a ribaltare l’azione in pochi tocchi. In Desogus la dirigenza vede queste tre qualità compresse nello stesso profilo: dribbling in conduzione, primo controllo orientato, capacità di ricevere «alle spalle» di un mediano e di attivare un compagno con il terzo uomo. Nel suo bagaglio c’è anche una discreta familiarità con i contesti tattici «sporchi» della Serie C, dove la densità centrale impone letture rapide e una gestione palla-corpo da categoria. Sono caratteristiche che si sposano con il contesto tattico dei Tigrotti e con le richieste del loro staff tecnico.

IDENTIKIT TECNICO: CIÒ CHE PORTA IN DOTE
1) Doppia anima tattica: esterno sinistro «a piede invertito» e trequartista centrale. 2) Primo passo e protezione palla: salta l’uomo senza necessità di grandi spazi, utile contro blocchi bassi. 3) Rifinitura e ultimo passaggio: tendenza a cercare la «palla profondità» per la prima punta o l’esterno opposto. 4) Letture senza palla: attacca il secondo palo da ala opposta, muovendosi «cieco» sul lato debole. L’esperienza mista tra B e C lo ha abituato a un contesto di alta intensità fisica e situazioni di gioco spezzettate, tipiche della Lega Pro. I suoi dati di ruolo nelle piattaforme specialistiche lo inquadrano principalmente come esterno sinistro con varianti da sotto-punta, confermando la versatilità cercata dalla Pro Patria.

IL CONTESTO PRO PATRIA: AMBIZIONE E FAME
La Pro Patria è una società storica del calcio italiano, capace di attraversare generazioni e categorie. Nel suo impianto di Busto Arsizio, il Carlo Speroni (capienza intorno a 4.600 posti), il pubblico sa riconoscere la generosità e l’intelligenza calcistica: qualità che Desogus dovrà esibire sin da subito. La guida societaria fa capo alla presidente Patrizia Testa, mentre in panchina c’è Francesco Bolzoni: un profilo tecnico in sella da dicembre, che dovrà essere capace di adattare le scelte al materiale umano a disposizione. Negli ultimi anni il club ha alternato fasi di crescita a momenti di difficoltà (leggasi la retrocessione del maggio 2025 poi annullata dalla riammissione in Serie C), attraversando anche riverberi societari e ricalibrando obiettivi e organico. È in questo quadro che l’innesto di un talento cresciuto in un grande settore giovanile e temprato dalla Serie B assume un valore che va oltre la singola operazione.

UNA «STELLA» CHE HA BISOGNO DI CAMPO
Non si tratta di proclamare «nuovi fenomeni», ma di riconoscere potenzialità e percorso: Desogus è un 2002 con già esperienze multiple tra i professionisti, un background formativo di qualità e margini tecnici non trascurabili. Per brillare ha bisogno di campo, fiducia e di una squadra che esalti le sue ricezioni e i suoi tempi di gioco. La Pro Patria gli offre esattamente questo: un palcoscenico vero, un calcio pratico, una tifoseria che sa innamorarsi del talento se il talento si mette al servizio della causa. Desogus si gioca una chance concreta per mettere numeri e leadership su una stagione intera. Il resto, come sempre, lo farà il campo. Nel frattempo, quella maglia 70 nello spogliatoio dello Speroni è già una promessa: provare a cambiare le partite con un tocco, uno strappo, un’idea.

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