Cerca

Kings World Cup Nations

È un'Italia da brividi! Segna ancora 7 gol in rimonta e vola ai quarti di finale del Mondiale

Perrotti-Colombo duo ingiocabile, Gelsi strepitoso: la squadra di Blur batte l'Algeria ed è prima nel girone

Perrotti Italia

KINGS WORLD CUP NATIONS ITALIA • L'esultanza di Matteo Perrotti (Foto Kings League)

7135 giorni. 7135 giorni senza poter vedere l'Italia ai quarti di finale di una Coppa del Mondo di calcio. A 7 e non a 11? Poco importa, anzi, un po' potrebbe far riflettere. Sì, perché è sempre sport, perché è qualcosa che qualche ragazzo cresciuto sui campi di provincia mai avrebbe potuto pensare di sognare fino a un paio di anni fa, perché le emozioni sono sempre tante, tantissime. Quelle di 13 calciatori dilettanti partiti alla volta del Brasile per vivere un sogno grandissimo, come tutto quello che stanno facendo. Grande come quel numero, finalmente cancellato: a 7135 giorni di distanza da quell'Italia-Ucraina del 2006, c'è una Nazionale ai quarti di finale di un Mondiale. È quella del «Genio» Perrotti, che fa altri tre gol e tre assist, del «Re» Colombo, che fa tripletta nel momento più delicato, e, mai come oggi, di Gelsi, autore di una partita monumentale e della rete che stende definitivamente l'Algeria.

BOUGUERRA INSUPERABILE, BEFFA AHMED-KADI 

8 gol alla Francia e 7 alla Polonia, eppure ancora non basta. Non basta non solo per essere qualificati ai quarti di finale, ma neanche per essere sicuri di superare i gironi. Sì, il futuro di un'Italia bellissima passa nonostante tutto dalla partita con l'Algeria, quella che può valere il primo posto o il triplo shootout con i biancoverdi e la Francia. Uno scenario per sicurezza da evitare, prendendosi direttamente la terza vittoria in tre partite. Una missione, però, che si presenta difficile sin dai primi minuti. L'avvio è infatti più di marca algerina, con Chironi che mura due volte e il collega Bouguerra che calcia alto da buona posizione (1'), poco prima della palla persa a centrocampo dal portiere della Solbiatese che spiana la strada per l'1-0 a porta vuota di Bencherif (2'). Chironi, tuttavia, che si rifà di piede sul tiro rasoterra di Ahmed-kadi (4'), tenendo in gara gli Azzurri e dando una scossa alla squadra. Sì, perché subito dopo è solo un miracolo di Bouguerra sotto la traversa a negare l'1-1 sul colpo di testa di Gelsi, pescato da Gelsi (6'), mentre Colombo al volo conclude a lato (6'). Il pareggio, però, è dietro l'angolo, o meglio, dietro la punizione: quella di Perrotti, che si guadagna il fallo e con un mancino teso sul primo palo (7'). 

Cambia tutto? Non proprio, perché l'Algeria è forte. Ahmed-kadi sbaglia una chance clamorosa da solo in area (8'), poi Gilli blocca un tiro da fuori, segnale che gli africani hanno le carte in regola per fare del male in ogni modo (10'). Anche l'Italia, però, è piena zeppa di talento, come quello di un Gelsi scatenato, che prima va in contropiede, viene parato e sul tap in calcia a lato sul primo palo (12'), poi piazza lo spunto a sinistra e appoggia per Scienza, murato dal limite (14'). La Nazionale ingrana, spinge e chiama ancora Bouguerra alla paratona, questa volta pure più bella, con l'aiuto dell'incrocio a sputare fuori dalla porta l'incredibile mancino di Marin da fermo da centrocampo (15'). Già, la beffa è dietro l'angolo: destro speciale di Ahmed-kadi, palla nel sette e 2-1 Algeria (17'). Un lampo in un finale di primo tempo che vede gli Azzurri non farsi condizionare dal risultato, andando a caccia del pari in maniera ragionata e creando un mancino altissimo di Perrotti su corner di Massa (18'), un destro alto proprio di Massa su cross (20') e l'ultimo tiro centrale di Rossi da fuori (20'), senza però trovare il 2-2.

PERRO E COLO DA UN ALTRO MONDO, GELSINHO VALE I QUARTI 

Due a due, due contro due: il dado così decide. I primi tre minuti del secondo tempo sono una sfida a colpi di tecnica, che non manca agli algerini, ma neanche all'Italia. Anzi, è il palcoscenico preferito dalla coppia dei sogni: Perrotti-Colombo, il primo inventa, il secondo finalizza. È così per tre volte, con Colombo bravissimo pure a saltare il portiere e autore di una tripletta che, però, vale solo il pareggio. L'Algeria, infatti, risponde con la doppietta di El Mouttaqi, rallentata da un miracolo di Chironi e dall'ottima protezione di Marco Evan, che permettono alla Nazionale di iniziare il sette contro sette sul risultato di 4-4. Parità, non assoluta, perché già gli interventi di Bouguerra nel primo tempo raccontano di un'Italia affammata e attenta a non concedere anche nei due minuti senza Colombo, ammonito per proteste, lasciando solo un tiro da fuori di Bencherif e uno di Ahmed-kadi.

Ristabilita la parità numerica, viene fuori tutta la forza dei ragazzi di Micheli. Loro che contano su un Di Dio magistrale in difesa e su un Gelsi mai così in forma, lui che guida l'ennesima ripartenza e apparecchia con un tocco delicatissimo per Gelsi, glaciale nell'incrociare in maniera perfetta la rete che ribalta tutto (28'). È 5-4 Italia, è il momento cruciale che si avvicina. Sì, perché al 30' è tempo di rigori presidenziali: Gilli para quello dell'Algeria, Blur per la prima volta calcia con le scarpe e apre un destro letto da Boussaid (30'). Il nemico numero uno per gli azzurri, capace di fare una paratona pure sul gran mancino di Scienza da fuori (34'), ma è solo l'inizio della pelle d'oca. Nello stesso minuto, infatti, si attivano in contemporanea le carte speciali. I biancoverdi giocano il reverse penalty (chi la attiva sceglie un avversario per tirare un rigore: se il giocatore segna, il gol non vale, se sbaglia, la squadra che ha usato la carta guadagna un gol), mentre l'Italia trasforma il joker in rigore. È il momento cruciale, quello in cui i giocatori speciali brillano. Giocatori come Marco Evan, che perfora la porta avversaria e nega il 5-5 all'Algeria, giocatori come Perrotti, che dallo stesso dischetto incrocia la palla talmente all'angolino da non poter mai essere raggiunta, spedendo l'Italia sul 6-4 (34'). 

Sono i brividi che iniziano a farsi sentire, perché il mancino di Lo Faso su corner finisce di poco alto (35'), perché Gelsi strappa palloni su palloni, perché la squadra resiste anche quando viene ammonito Di Dio dopo l'ennesimo intervento, perchè Messaoudi con il destro da ottima posizione calcia fuori (36'), perché allo scoccare del 36' inizia un matchball con la Nazionale sopra di due gol. Per certificare la vittoria, però, bisogna farne ancora uno. Il «Lungo» Marino cerca di inventarla sulla linea di fondo colpendo l'esterno della rete (38'), forse perché è destino che a farla sia il migliore in campo per distacco: Alessandro Gelsi. Lui che fa scorrere l'aria brasiliana nel suo corpo e completa la trasformazione in «Gelsinho» rientrando sul destro per piazzare il colpo da biliardo sul secondo palo che vuol dire 7-4, tre vittorie su tre partite, primo posto nel girone e qualificazione diretta ai quarti di finale del Mondiale (39').

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter