Primavera 1
12 Gennaio 2026
l campionato più bello degli ultimi anni. Senza punto di domanda, senza se e senza ma. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio, ecco l’ultima giornata invernale a consegnare agli annali un girone d’andata semplicemente da applausi. Magari non per la qualità generale, sicuramente non per la forza di una squadra in particolare, con gli ultimi 90 minuti che sono però uno spot alle emozioni e alla imprevedibilità di un campionato senza padroni fissi. Al giro di boa, però, un padrone c’è per forza ed è la Fiorentina. Che piazza il contro-sorpasso al Cesena, si piazza al primo posto e lo fa in maniera meritata. Quella di Galloppa è forse la squadra che ha espresso il miglior calcio e che, contro la Juventus, ha dato una bella dimostrazione di maturità oltre che di forza. Il 2-0 sui bianconeri è senza appello per Padoin, spinto sempre più verso l’anonimato di una posizione di metà classifica: Sadotti apre le danze, un autogol di Van Aerle propiziato da una super giocata di Mazzeo chiude i conti e nella ripresa non succede praticamente niente.
Nel frattempo, il Cesena perde in casa con un Genoa ritrovato (che non vinceva da 7 partite) e cede non solo la vetta ma anche un’altra posizione scivolando al terzo posto. Poco male per i romagnoli, il campionato della squadra di Campedelli è già incredibile così e poi c’è tutto un girone di ritorno da giocare. Al secondo posto ecco quindi il balzo dell’Inter, che manda nel dimenticatoio la rumorosa sconfitta col Lecce con un altrettanto rumoroso 4-0 a un Sassuolo che non è più quello bello, brillante e vincente di inizio campionato. Vukoje segna il primo gol in categoria, poi gli emiliani rimangono in dieci per una follia di Appiah e spianano la strada a Zarate, Della Mora e El Mahboubi che chiudono i conti e fanno gongolare Benny Carbone.
In attesa delle gare che completeranno il turno, applausi al Monza che torna a vincere dopo 5 partite di nebbia con un pazzo 3-2 sul campo del Bologna: Reita è devastante, Mout il solito talento imprescindibile, Ballabio festeggia la sua prima panchina in Serie B nella partita con l’Entella segnando il gol della rinascita brianzola. Ancora più applausi per il Parma che ritrova Mikolajewski (tripletta) e aggancia il terzo posto, e infine festa grande per il Torino che stende il Milan con un gol di Zeppieri e riaccende la corsa in zona salvezza.

Erano sedici. Ora sono otto. Ne rimarrà soltanto una. Una e una sola, che alzerà la Coppa Italia succedendo al Cagliari, campione in carica ma già eliminato. La strada è ancora lunga, ma la manifestazione ora è più che mai nel vivo. Mercoledì infatti sono entrate in gioco le migliori otto squadre dell’anno scorso, e due (Cagliari, appunto, e Milan) sono già andate a casa. Avanti tutte le altre, con più o meno fatica, e il tabellone dei quarti di finale – che si giocheranno tra un mese – è completo. Gli incroci sono molto interessanti, le squadre rimaste in corsa sono molto forti, di risultati scritti non ce ne sono. Ci saranno, però, partite imperdibili. Una in particolare: l’Inter da una parte, la Juventus dall’altra per un derby d’Italia che attira sempre le attenzioni di tutti.
E partiamo dall’Inter. Capace di indirizzare la partita con la Sampdoria (squadra che galleggia in medio-bassa classifica in Primavera 2) con il gol lampo di Kukulis e il solito destro da fuori di La Torre, ma colpevole di tirare i remi in barca troppo presto: Mezzotero riaccende le speranze blucerchiate, poi pareggia all’ultimo secondo e manda il match ai rigori. I nerazzurri segnano tutti, i doriani pure tranne Cinti, che calcia alle stelle l’ultimo penalty firmando la qualificazione di Benny Carbone. Poi, la Juventus: che va sotto con il Frosinone – a segno il solito Colley – ma ribalta tutto con Tiozzo, che pareggia già prima dell’intervallo, e con Sylla, che firma il gol partita nella ripresa. Ai quarti, quindi, sarà Inter-Juventus al Konami e il conto alla rovescia è già bello che partito. Nella stessa parte del tabellone, fuori invece due lombarde: il Milan cade in casa con il Parma (decisivo Cardinali), il Monza si arrende alla Roma e alla doppietta di Scacchi, che segna due reti a cavallo dell’intervallo e porta avanti i giallorossi.
Tre minuti. Tanto basta alla Dea per indirizzare la sfida con il Cagliari: segna Baldo, classe 2006 all’undicesimo gol stagionale, e il risultato non cambierà più. La formazione di Giovanni Bosi se la vedrà con il Verona in terra scaligera: l’Hellas supera ai rigori la Lazio dopo aver incassato l’1-1 all’ultimo secondo. Un’inerzia riportata dalla parte gialloblù con le parate di Castagnini e il cucchiaio decisivo di Feola. A completare il quadro, la vittoria della Fiorentina sul Napoli e quella del Sassuolo sul Lecce.
