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Il Pungiglione

Nell'età dell'oro: quando la tecnica conta più della fisicità

Nella fascia 10-15 anni se ti confronti con i più grandi - e non sei Alex Del Piero - rischi di essere scartato

Nell'età dell'oro: quando la tecnica conta più della fisicità

IL PUNGIGLIONE • Alex Del Piero e Antonio Cassano, talenti generazionali che oggi hanno figli anche loro sui campi

Sportivamente parlando, ce l'ho di nuovo con il grande ex fuoriclasse Antonio Cassano (419 gare e 115 gol, in Nazionale 39 gare con 10 gol). L'oggetto della mia polemica è sempre lo stesso: la gestione tecnica del suo promettente primogenito Christopher, nato il 14/04/2011, attaccante nel settore  giovanile della Virtus Entella, società di Chiavari che milita nel campionato di Serie B. E fin qui, tutto bene.
Ma c'è un problema: dall'età di 10 anni, Christopher gioca sempre sotto età: questo a mio modesto parere è un errore tecnico inaccettabile. "Non c'è niente di più negativo". Sarà la richiesta del famoso papà a caldeggiare questo percorso tecnico del figlio? Pensa che farlo duellare con i più grandi creandogli maggiori difficoltà sia la chiave per migliorarlo? O forse Cassano crede che anticipare il passaggio da un campo a 5 subito a quello a 7 e da 9 a 11 sia un metodo vincente per forgiare un campione?
A sostegno di quanto detto mi viene in aiuto una data: 26 novembre 2023, domenica mattina, campo Cit Turin, gara di campionato Torino-Virtus Entella, risultato 7-1. In tribuna anche papà Cassano. Le due squadre, tutti 2010, tranne il nostro Christopher, che al centro di un attacco a tre, doveva vedersela con due centrali strutturati fisicamente due volte lui.  Ha giocato quasi tutta la partita toccando 5 palloni, sì proprio 5, di cui uno di questi battendo un angolo con poca forza. Lui, più bambino che adolescente, si è battuto con temperamento quando chiamato in causa. Velocissimo, uno stile di corsa perfetto, agile, svelto, senza paura. Scrissi di lui: sentiremo sicuramente parlare di Christopher Cassano.
Anche quest'anno la Virtus Entella ha aggregato Christopher con l’Under 16, dove viene chiamato in causa solo per giocare una manciata di minuti. 
Lo scorso 30 novembre lo fanno tornare nella sua categoria Under 15 per affrontare il  derby ligure contro la Sampdoria, diventa decisivo, realizza due reti, stupisce, i suoi momenti individuali sono vincenti. Questa è la dimostrazione che Christopher deve giocare sempre con i suoi coetanei dove potrebbe stringere un legame più profondo con il gol, sviluppando abilità come i dribbling, gli assist, i cross, le giocate aeree di testa e le acrobazie, tutte in un contesto reale del gioco, e sempre in situazioni diverse che nessun allenatore al mondo saprebbe ricreare in allenamento. Solo così il nostro Christopher, una volta superata l'età calcistica cosiddetta "dell'oro", potrà affrontare con successo le categorie Under 17, 18, la Primavera e, infine, raggiungere il calcio che conta.
Papà Cassano, non imiti i teorici del calcio che sostengono che una partita di ragazzini che finisce 10 a 0 non serve a niente, o chi dopo il terzo gol abbandona il campo, dal Presidente al responsabile tecnico, fino all'ultimo dirigente: tutti spariscono, come se il gioco avesse perso ogni interesse. Ma chi è diventato ricco per merito della sua tecnica come Cassano, dovrebbe sapere che non è così, è proprio in questi momenti che il gioco diventa il vero maestro. Sono i test facili che fanno scatenare i potenziali talenti e che li spingono a provare e riprovare giocate particolarmente difficili che hanno sempre sognato di fare. Perdere pesantemente può essere un'esperienza utile anche per gli sconfitti, poiché li aiuta a prendere coscienza delle differenze reali di bravura tra i giocatori, e se decidono di non abbandonare il calcio e continuare a considerarlo uno sport che fa bene alla salute, diverte, insegna a gestire le vittorie e le sconfitte, allora diventa un'esperienza formativa preziosa per la vita anche per loro.
Questa volta cercherò di raggiungere Fantantonio - il più forte trequartista/seconda punta Italiana, con la sua configurazione di fisico, tecnica, estrosità - per assicurarmi che legga non il mio umile consiglio ma quello prezioso di Alex Del Piero, il quale ricorda come a 15 anni, nonostante fosse tecnicamente molto bravo, non riusciva a tenere il passo con i coetanei nati qualche mese prima di lui (all'epoca c'erano i semestri). Se il Padova, la squadra in cui giocava, lo avesse scartato, che danno avrebbe fatto a lui e al calcio italiano! Spero che questa lezione di Alex Del Piero, che reputo fondamentale per Cassano, abbia il potere di convincerlo a far giocare suo figlio nella sua categoria, dandogli così la possibilità di segnare regolarmente e di vivere l'emozione di gonfiare la rete di una porta tutte le domeniche come ha fatto lui stesso nell'acceso derby contro la Sampdoria.
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