Serie C
13 Gennaio 2026
ALBINOLEFFE-PRO VERCELLI SERIE C - Un fallo di Jean Guy Akpa Akpro, attaccante classe 2005 della Pro Vercelli, ha portato alla chiamata del FVS che ha poi portato al secondo giallo allo stesso atleta
Una panchina che sventola la card del Football Video Support, il quarto ufficiale che indica il monitor, l’arbitro che torna in campo e alza un secondo cartellino giallo. Minuto 63’: la scena all’AlbinoLeffe Stadium di Zanica spiega, meglio di qualsiasi referto, perché la sfida tra AlbinoLeffe e Pro Vercelli del 10 gennaio 2026 sia oggi uno dei casi tecnici più discussi della Serie C. E perché il Giudice Sportivo non abbia omologato il risultato maturato sul campo, il 2-1 in rimonta dei bergamaschi. Un gesto, quel secondo giallo a Jean‑Guy Akpa Akpro, che ha cambiato l’inerzia del match e acceso la spia rossa del regolamento. Sta di fatto che il FVS continua a far storcere il naso a molti e dietro a una parvenza di modernità pare proprio nascondersi un istituto che fa acqua una domenica dopo l'altra.
COSA È SUCCESSO IN CAMPO
La Pro Vercelli era avanti grazie al gol di Gianmario Comi al minuto 32’. In controllo, ordinata, con le linee corte. Poi l’episodio: al 63’ l’allenatore dell’AlbinoLeffe richiede la revisione all’FVS per un contatto di Akpa Akpro. Il direttore di gara, richiamato al monitor, torna sul terreno di gioco e decide di comminare al francese‑ivoriano un secondo giallo, trasformandolo in espulsione e lasciando i bianchi in dieci. Da lì il ribaltone: pari di Sali al 67’ e firma decisiva di De Paoli al 91’. Una rimonta figlia dell’uomo in più e dell’inerzia emotiva. Non appena spenti i riflettori, la Pro Vercelli ha preannunciato ricorso: al centro del reclamo non c’è il contatto in sé, ma la procedura che ha generato la seconda ammonizione. Il punto è tecnico: il FVS può intervenire per espulsioni dirette, non per ammonizioni. Dunque, sostengono i piemontesi, non si può arrivare a un «doppio giallo» mediante revisione video. Il Giudice Sportivo ha preso atto del preannuncio e ha sospeso l’omologazione della gara, rinviando ogni decisione.
IL CUORE DEL CASO: FVS E CARTELLINI GIALLI
Per capire perché questa partita sia finita in una zona grigia bisogna fare ordine sul Football Video Support. Non è il VAR classico: non c’è una sala video con arbitri «varisti», ma un monitor a bordo campo gestito da un review operator della CAN C; l’arbitro può essere invitato a rivedere un episodio su richiesta delle panchine (due «challenge» a squadra) o su iniziativa del quarto ufficiale, ma sempre entro un perimetro preciso. I casi ammessi ricalcano quelli del protocollo VAR: gol, rigori, espulsioni dirette, scambio di identità. Le ammonizioni, anche se determinanti perché portano al rosso tramite doppio giallo, restano escluse. Ecco perché l’espulsione di Akpa Akpro è diventata un caso: la seconda ammonizione è arrivata dopo revisione all’FVS. Se l’infrazione fosse stata giudicata da rosso diretto, la revisione sarebbe stata a norma; ma se si resta nell’ambito dell’«ammonizione», il perimetro non consente l’intervento. È qui che il ricorso della Pro Vercelli fonda l’ipotesi di «errore tecnico».
UNA SCELTA ASTUTA
In realtà la panchina dell'Albinoleffe non avrebbe richiesto l'uso del FVS per comminare il cartellino giallo ad Akpa Akpro, bensì il rosso diretto. Dopodiché rivedendo la decisione l'arbitro avrebbe optato per il giallo e per la conseguente espulsione del giocatore, già ammonito. Una tesi difensiva, questa, che potrebbe portare ad un nulla di fatto del ricorso della Pro Vercelli. A rivedere le immagini del fallo commesso dal giocatore delle Bianche Casacche non sembrerebbe neanche lontanamente un'infrazione da rosso, e a questo punto è facile pensare un utilizzo «speranzoso» del FVS da parte della panchina seriana proprio per andare a segno invece almeno con un giallo comminato all'attaccante avversario. Un dettaglio utile: in Serie C il quinto ufficiale al monitor ha un ruolo operativo, ma la decisione resta sempre e solo dell’arbitro. Anche per questo la procedura dev’essere limpida.
COSA PUÒ SUCCEDERE ADESSO
Il Giudice Sportivo valuterà se la seconda ammonizione comminata dopo revisione FVS integri un errore tecnico. In tal caso, il ventaglio degli esiti possibili comprende, in via generale, la conferma del risultato, la ripetizione della gara o altri provvedimenti previsti dai regolamenti federali. È prudente non dare nulla per scontato: ogni decisione si fonda su atti, referti e protocollo. Nel frattempo, la mancata omologazione congela il match ai soli fini di classifica. In parallelo, il caso contribuisce a un dibattito più ampio: la convivenza tra innovazione tecnologica e certezza del diritto sportivo. La FIGC aveva chiesto alla FIFA di sperimentare l’FVS anche in Serie C proprio per affinare procedure e confini; la Lega Pro ha poi varato il debutto del sistema nella stagione 2025‑2026. Il rodaggio, inevitabile, passa anche da casi limite come questo.
UN PRECEDENTE «DIDATTICO»
Nei primi mesi di FVS si è visto di tutto, anche l’escamotage di richiedere un rosso diretto contro un proprio giocatore pur di attivare il monitor e consentire la revisione di un episodio che, in realtà, aveva portato a un’ammonizione. Una forzatura regolamentare riuscita solo perché, una volta davanti allo schermo, l’arbitro può, deve, tornare alla soluzione di gioco «più corretta», perfino cancellando il giallo se emerge l’errore chiaro. È un promemoria: la tecnologia aiuta, ma pretende conoscenza chirurgica dei limiti di utilizzo. Al netto di meriti e demeriti tecnici, il caso AlbinoLeffe-Pro Vercelli è ora destinato a diventare un riferimento per arbitri, club e tifosi: un promemoria su come la tecnologia, per essere davvero al servizio del gioco, debba rispettare confini e linguaggi del regolamento. Il resto, punti, classifiche, destini, lo dirà il Giudice Sportivo.