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Serie C

Preso un talento di 17 anni dai Dilettanti per inserirlo in un campionato competitivo, il club riparte dai giovani

Un passaggio studiato, un’opportunità da cogliere: il classe 2008 lascia la provincia per misurarsi in un contesto Professionistico

SALERNITANA PRIMAVERA - ROBERTO CAPASSO

SALERNITANA PRIMAVERA - Roberto Capasso, attaccante classe 2008, nella prima parte di stagione ha giocato con la maglia della Palmese nel Girone G di Serie D

Una panchina di Serie D in un pomeriggio di vento, gli scarpini allacciati con cura, gli occhi che inseguono il ritmo dei «grandi». A poche ore di distanza, un telefono che vibra: chiamano dalla Salernitana. Per Roberto Capasso, classe 2008, è il primo vero varco aperto verso il calcio dei Professionisti. La Palmese lo cede in prestito fino al 30 giugno: una formula semplice, disegnata per l’oggi, che di fatto cambia la traiettoria di una stagione e, forse, di una carriera. A comunicarlo è stato il club rossonero, sottolineando come si tratti di un’operazione «formativa», concepita per misurare il ragazzo in un ambiente strutturato e competitivo.

UNA MOSSA CHE PUÒ FARE LA DIFFERENZA
Nel settore giovanile moderno, passare dalla Serie D a una struttura professionistica di Serie A o Serie C significa accedere a un ecosistema con: 1) metodologie di allenamento standardizzate; 2) staff multidisciplinari (match analysis, preparazione atletica specifica, area medica dedicata); 3) programmazione che ruota attorno a un campionato strutturato (es. Primavera 2) e a un flusso continuo di gare di livello. Per un classe 2008, il valore sta nella densità di stimoli: volumi di lavoro più alti, velocità tecniche, tattiche e decisionali diverse. Un acceleratore.

SALERNITANA, UN PERCORSO MISURABILE
La Salernitana compete nella piramide giovanile nazionale con una Primavera stabilmente inserita nel campionato Primavera 2 (Girone B) nella stagione 2025-2026, diretta da Ernesto De Santis. La composizione del girone e il regolamento (promozioni verso la Primavera 1 e playout per la permanenza) danno la misura dell’intensità competitiva che Capasso troverà nell’ambiente granata. Il calendario ufficiale conferma una stagione fitta, con derby e partite di peso, e fasi decisive in maggio tra playoff e playout. Per un giocatore che arriva da una realtà dilettantistica, misurarsi contro club come Empoli, Benevento, Pisa, Ternana, Palermo costituisce un benchmark tecnico affidabile sul piano del ritmo, della lettura situazionale e della resistenza mentale. È un contesto che si alimenta di ciclicità e che, proprio per questo, è ideale per testare un talento in transito dalla Serie D.

LA TRAIETTORIA DELLA PALMESE: PROGETTO, GIOVANI E IDENTITÀ
Negli ultimi due anni la Palmese 1914 ha compiuto scelte chiare: ristrutturazione societaria, cambio al vertice, rinnovamento tecnico e un occhio vigile al vivaio. Il ritorno in Serie D, la scelta di tecnici con licenza UEFA A, e una serie di interventi sul mercato «mirati» (tra riconferme di under e innesti funzionali) raccontano di un club che sta cercando stabilità sul campo e nel bilancio sportivo. Il trasferimento in prestito di un 2008 verso una realtà Professionistica è, in questa logica, un segnale di governance: investo sul mio patrimonio tecnico giovanile, lo metto alla prova in un ambiente superiore, costruisco un ritorno potenziale in termini di esperienza accumulata e mercato. Non è un caso che il club rossonero sia attivo su più fronti, alternando la valorizzazione interna all’innesto di profili giovani provenienti da contesti limitrofi, a testimonianza di una rete scoutistica vivace.

COSA CAMBIA PER CAPASSO
Passa da una routine da Serie D a un programma professionale giornaliero: carichi, video, test, confronto serrato con pari età selezionati. Entra in una filiera tecnica dove la linea di successione è chiara: settore giovanile, Primavera, allenamenti mirati con la prima squadra se merita, monitoraggi periodici. Vive la competizione per il posto in gare ufficiali di un campionato nazionale regolato da format stringenti (classifiche, playoff, playout, finestre di mercato giovanile). Al netto della riservatezza sui dettagli tecnici (ruolo, minutaggi, dati fisici), tipica per un minorenne, il tracciato è evidente: se l’impatto sarà positivo, la Salernitana potrà valutare estensioni della collaborazione o soluzioni per proseguire il percorso; in alternativa, entro il 30 giugno il calciatore rientrerà alla Palmese, arricchito da un semestre «ad alta intensità».

COSA ASPETTARSI NEI PROSSIMI MESI: REALISMO NON HYPE
Il salto di Capasso non è un «colpo» da titoli cubitali, e proprio per questo dice molto del calcio che funziona. Nessuna promessa di scorciatoie: solo allenamenti quotidiani, monitoraggi e un percorso che, per i 2008, si misura in mesi, non in anni-luce. Il valore dell’operazione è nella misura: la Palmese non perde il controllo del cartellino, la Salernitana può vedere da vicino, il ragazzo si gioca le sue carte senza pressioni narrative eccessive. Nel frattempo, il campionato Primavera 2 scorre veloce: le date sono fissate, gli avversari pure, e i granata di Ernesto De Santis hanno ancora più di una pagina da scrivere prima di maggio. Se Capasso saprà ritagliarsi spazio, il semestre avrà un peso specifico nella sua formazione. Se servirà tempo, il rientro alla Palmese in estate offrirà una base più solida su cui ripartire. In entrambi i casi, la logica è quella giusta: crescita prima di tutto. D'altronde se il calcio italiano vuole tornare a produrre in casa, operazioni come questa, sobrie, tecnicamente sensate, centrate sulla crescita, sono la strada maestra.

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