Serie C
14 Gennaio 2026
CASARANO SERIE C - Francesco Grandolfo, attaccante classe 1992, nella prima parte di stagione ha giocato al Trapani sempre nel Girone C
Un refresh sullo smartphone alle ore serali, una notifica, tre parole che accendono l’immaginazione di una città: «Grandolfo al Casarano». In pochi minuti la memoria corre a quella sera di primavera di Bologna-Bari 0-4 e a quei 26 minuti che resero un 18enne il volto più luminoso di una squadra già retrocessa ma capace di un ultimo squillo di pura bellezza. Oggi, molti anni e molte maglie dopo, Francesco Grandolfo riparte dalla Serie C e da Casarano: un trasferimento che vale più di un rinforzo, perché aggiunge alla rosa di Vito Di Bari un attaccante con un repertorio «classico» ma mai scontato, e perché parla al cuore di una terra che lo ha visto crescere. Il club rossazzurro ha annunciato l’acquisizione del classe 1992 dal Trapani, dove nella stagione in corso ha sommato 21 presenze e 7 gol.
L'ECO DI UNA NOTTE: UNA TRIPLETTA CHE DICE ANCORA QUALCOSA
Il nome Grandolfo evoca inevitabilmente il 7 maggio 2011 (esordio in Serie A col Bari) e soprattutto il 22 maggio 2011, quando al «Dall’Ara» firmò una tripletta da antologia in Bologna–Bari 0-4: reti al 28’, 46’ e 54’, la prima volta di un giocatore del Bari a segno con 3 gol in trasferta in A per i biancorossi. Sono passati anni, ma quella traccia non si è mai cancellata. È la prova che, quando l’inerzia si piega al suo istinto, Grandolfo è capace di spaccare le partite con letture rapide sul primo palo, attacco dello spazio tra centrale e terzino e freddezza nella finalizzazione.
IDENTIKIT TECNICO: COSA PORTA GRANDOLFO AL GIOCO DI DI BARI
Attaccante «d’area», 1,82–1,83 m, abituato a lavorare sulla linea dei difensori, a smarcarsi in zona luce e a muovere la retroguardia avversaria con cambi di direzione brevi. Non è un nove statico: va incontro per giocare la sponda, ma sa allungare con un primo controllo orientato. Forte nel tempo di attacco sul cross e nel ribattere palloni sporchi, è utile in un contesto che alterna giocate dentro al piede a traversoni dalla catena di sinistra: l’arrivo del terzino Federico Giraudo, mancino di spinta, aumenta le linee di rifornimento verso l’area. Il Casarano di Vito Di Bari, premiato con la Panchina d’oro per la vittoria del Girone H di Serie D, ha mantenuto in Serie C una identità verticale e coraggiosa: pressing selettivo, riaggressione immediata e catene laterali produttive. In questo sistema, Grandolfo può essere il terminale che mancava dopo l’addio di Giancarlo Malcore, risolvendo con i suoi movimenti di corto-lungo il bisogno di profondità stabile.
IL CONTESTO: UN CASARANO CHE COSTRUISCE TASSELLO DOPO TASSELLO
Il Casarano è tornato in Serie C nell’aprile 2025, dominando il Girone H e staccando il pass con due giornate d’anticipo. Dalla festa del «Capozza» al cantiere tecnico in categoria, il passo non è mai scontato: per questo la società di Antonio Filograna ha scelto la linea della competenza e degli innesti mirati. Il rinnovo di Vito Di Bari e i successivi innesti invernali raccontano una rotta chiara. L’uscita di Giancarlo Malcore (rescissione del 28 novembre 2025) ha lasciato un vuoto numerico e simbolico: 17 gol nella stagione della promozione e leadership riconosciuta nello spogliatoio. Era necessario sostituirlo con profili complementari, non con un clone. A inizio gennaio 2026 sono arrivati due segnali forti: Vito Leonetti per allargare le soluzioni in attacco e Federico Giraudo per spingere la catena mancina e alzare la qualità dei cross. Due movimenti che preparano il terreno al numero 9 d’area. Nella fotografia di questo progetto, Grandolfo è il profilo giusto nel momento giusto: attaccante esperto, pugliese, abituato alla pressione di piazze calde e capace di mantenere una media realizzativa costante nelle stagioni recenti.
LA MAPPA DELLA CARRIERA: TAPPE E AGGIUSTAMENTI
Al Bari il giovane Grandolfo si affaccia alla Serie A nel 2011, poi conosce la massima serie anche con il Chievo. La sua traiettoria passa quindi per percorsi meno lineari ma formativi: Tritium, Savona, l’abbondante primavera realizzativa alla Correggese (22 gol), poi Fidelis Andria, Bassano Virtus, Virtus Verona, Vis Pesaro, Sambenedettese, Legnago. Nel Monopoli vive un ciclo significativo in C, poi l’esperienza all’Arzignano e il ritorno al Monopoli prima dell’approdo al Trapani nell’estate 2025. È un curriculum che mescola adattamento e tenuta mentale, due qualità rare e preziose quando si sale di livello o si cambia in corsa. Al Trapani, e questo è il dato che interessa di più al lettore, Grandolfo ha dimostrato di saper incidere immediatamente: 7 gol in autunno inoltrato, con una frequenza da attaccante che «vive» l’area e interpreta bene i tempi di rifinitura della squadra. Se c’era un dubbio (ritmo partita, impatto in una Serie C sempre più intensa), lo ha dissolto nei fatti.
LE GEOMETRIE DEL REPARTO: ASSEMBLARE SENZA SOVRAPPORRE
Con Vito Leonetti, attaccante duttile, abituato ad alternare il ruolo di prima e seconda punta, con capacità di giocare tra le linee, la compatibilità è evidente. La coppia funziona per alternanza: Leonetti può venire incontro, giocare corto, attirare la pressione e liberare l’imbucata per Grandolfo; oppure allargare il fronte per far «respirare» l’area alla punta centrale. I numeri recenti di Leonetti in stagione (al Campobasso: 17 presenze, 5 gol) e negli anni di Serie C dicono di un profilo che non soffre l’area ma la vede anche da fuori, con buon attacco del secondo palo. È l’idea di una squadra che non vuole solo «salvarsi», ma mettere basi tecniche e culturali per consolidarsi tra i Professionisti.