Serie C
14 Gennaio 2026
CARPI SERIE C - Filippo Puletto, centrocampista classe 2004, saluta la Pianese dopo una prima parte di campionato con 9 presenze all'attivo
C’è una fotografia che racconta più di mille parole: minuto 11, stadio Cabassi, 29 ottobre 2024. Un controllo orientato, la giocata nello stretto, il destro secco che sblocca Carpi-Arezzo. Sulla distinta il nome è quello di Filippo Puletto. È il frame di un legame che non si è mai realmente interrotto. Oggi quel legame diventa di nuovo presente: il Carpi ha ufficializzato il ritorno, a titolo definitivo, del trequartista classe 2004, in arrivo dalla Pianese, con contratto fino al 30 giugno 2027 e opzione per un’ulteriore stagione. Un’operazione che parla di identità, continuità e ambizione tecnica, oltre che di lettura intelligente del mercato.
CHI È PULETTO: PROFILO TECNICO E PERCORSO
Nato a Rimini il 1° maggio 2004, 1,80 m di statura, piede destro, ruolo principale da trequartista con piena agibilità anche da mezzala offensiva: la carta d’identità tecnica di Puletto è quella di un giocatore che coniuga conduzione, sensibilità nel primo controllo e visione verticale. Lo certificano il suo percorso e le ricostruzioni dei database internazionali. Cresciuto nel vivaio della SPAL, ha esordito tra i professionisti in Serie B contro il Palermo, prima di raccogliere minuti in Serie C al Trento e, successivamente, di approdare al Carpi in prestito nell’estate 2024. La scorsa stagione a Carpi è quella della «prima vera» nella dimensione Prof, con continuità e rendimento con 30 presenze e 3 reti in campionato. Nel settembre 2025 la Pianese lo ha tesserato, affidandogli la maglia numero 10 e un ruolo centrale nel proprio progetto tecnico: un passaggio che ha certificato la sua crescita a livello di responsabilità e leadership. Oggi il cerchio si chiude: la numero 10 riabbraccia la città che lo ha visto sbocciare in Serie C.
PERCHÈ IL CARPI LO RIPRENDE ADESSO
Dentro la notizia c’è un messaggio chiaro: il Carpi sta costruendo continuità di medio periodo puntando su profili giovani ma già testati, protetti da contratti pluriennali. Non è un caso isolato. Negli ultimi mesi il club ha consolidato l’ossatura con rinnovi e innesti mirati, segnale di una governance che vuole ridurre la volatilità della rosa e garantire a mister Stefano Cassani e staff un cantiere stabile su cui lavorare. 1) Il prolungamento fino al 2027 di calciatori cardine come Matteo Rossini e di giovani in ascesa come Tommaso Cecotti (a sua volta poi ulteriormente esteso) racconta di un trend preciso: trattenere valore e crescere dall’interno, con la selezione accurata di chi ha già dimostrato di «reggere» il contesto. 2) Anche la conferma del terminale offensivo Abdoulaye Sall fino al 2027 si inserisce in questo fil rouge: un mix di profili «esperti di casa» e under in evoluzione, per una squadra che valorizza il lavoro settimanale e la conoscenza reciproca. In questo quadro, Puletto è un tassello perfettamente coerente.
COSA PORTA IN CAMPO: LETTURE, RITMO E ULTIMO PASSAGGIO
Identikit tecnico: trequartista con sensibilità nel primo controllo, abituato a giocare a due tocchi ma capace di accelerare in conduzione. Ama ricevere tra le linee per girarsi e rifinire, alternando il corto-associativo all’attacco dello spazio palla al piede. Il repertorio include il tiro frontale dal limite e il passaggio progressivo sulla corsa dell’esterno o della punta. Le 3 reti e il +1 alla voce assist dell’ultima esperienza biancorossa sono un indice prudente ma significativo.Pressione e riaggressione: nell’ultimo Carpi ha mostrato applicazione nella prima pressione in uscita e discrete letture nella riaggressione immediata dopo la perdita: una dote essenziale per squadre che vogliono mantenere baricentro alto e tempi di recupero rapidi. Palle inattive: calcia corner e punizioni laterali con piede destro «teso», utile a creare seconde palle e situazioni di attacco alla zona.
DOVE E COME POTRÀ ESSERE UTILIZZATO
1) Trequartista nel 4-3-1-2: posizione naturale, tra le linee, con compiti di smarcamento preventivo, collegamento corto-lungo e attacco del corridoio destro per il cross arretrato. 2) Mezzala a piede forte: soluzione utile quando serve un interno in grado di rifinire «dal dentro» e di variare tempi e ampiezza, attirando pressione per liberare la traccia di inserimento della punta opposta. 3) Esterno/ibrido tra le linee in 4-2-3-1: opzione per occupare i mezzi spazi, rientrare sul destro e attivare il taglio profondo della prima punta o l’overlap del terzino. In tutte le configurazioni, il valore aggiunto è la sua attitudine a ricevere spalle alla porta e a girarsi rapidamente, la qualità nell’ultimo passaggio e la disponibilità alla riaggressione. Caratteristiche che si integrano bene con compagni dal profilo complementare, a partire dagli attaccanti con attacco profondo e dalle mezzali di corsa.
COSA ASPETTARSI SUBITO
1) Impatto immediato: conoscenza dell’ambiente, intese già costruite e memoria tattica accelerano l’inserimento. Da attendersi minuti crescenti e utilizzo privilegiato tra le linee, specie nelle gare interne dove il Carpi tende a occupare stabilmente la metà campo avversaria. 2) Crescita mirata: due aree di sviluppo possono alzare l’asticella del contributo offensivo, la frequenza del tiro da fuori (selezione e qualità) e la rifinitura sull’ultimo passaggio «a tagliare» (tempo e calibro sul movimento della punta). 3) Continuità realizzativa: il benchmark di 3 reti nell’ultima esperienza è un pavimento, non un tetto. Con minutaggio e responsabilità, la soglia dei 5–7 gol stagionali non è un’utopia, a patto di mantenere alta la presenza nell’area di rifinitura. Per il Carpi, è più di un ritorno: è l’ennesimo segnale che certi amori, se ben gestiti, non finiscono. Si trasformano in architravi su cui costruire le prossime stagioni.