AFCON 2025
14 Gennaio 2026
AFCON 2025 EGITTO • Mohamed Salah autore del gol vittoria contro la Costa d'Avorio
In un lampo anche gli ottavi di finale sono diventati storia. Ora, in Coppa d’Africa, sono rimaste soltanto otto nazioni: alcune tra le più solide e talentuose del continente, altre con il sogno di sorprendere tutti. Ma come se la stanno cavando i giocatori di Serie A? Kossonou, Ndicka e Bayo, campioni in carica, hanno appena lasciato la competizione, seguiti da Jean Onana per il Camerun, Coulibaly assente nella sconfitta del Mali a causa dell’espulsione e Belghali per l’Algeria. In semifinale a rappresentarci ci saranno ancora Ademola Lookman, più in forma che mai, assieme all’interista-pisano Akinsamiro e al laziale Dele Bashiru, a vestire la maglia della Nigeria, che dovrà affrontare i marocchini El Ayanoui e Masina. Anche Boulaye Dia sogna il posto in finale con la maglia del Senegal, ma davanti a lui rimane l’ostacolo Egitto.
SENEGAL - MALI 1
Quarto di finale con derby: non un derby in senso stretto, ma qualcosa che ci si avvicina molto. Due Paesi confinanti, due popoli che condividono storia, migrazioni, musica, identità e persino cognomi. A Bamako come a Dakar, non è raro trovare famiglie dell’altro Stato: la divisione è molto sottile. Molto diversi, invece, sono i due team: il Senegal ha dimostrato abilità nel palleggio e dispone di grande qualità tra le sue fila, mentre il Mali punta soprattutto sulla solidità. Il primo tempo è caratterizzato da incursioni senegalesi che i maliani riescono a respingere come possono. Ma al 27’, un errore di lettura in area e un cross di Krépin Diatta aprono un varco che l’attaccante dell’Everton Iliman Ndiaye non si lascia sfuggire, depositando la palla in rete da pochi passi. Il Mali non si disunisce e continua a lottare, cercando la verticalizzazione con Lassine Sinayoko, autore fin qui di tre gol nel torneo, e tentando di disturbare l’equilibrio del pressing avversario. Proprio mentre la spinta maliana cresce, arriva il momento che decide la partita dal punto di vista psicologico: Bissouma, già ammonito, commette un fallo tattico su Idrissa Gueye e riceve il secondo giallo, lasciando i suoi in 10 uomini poco prima dell’intervallo. Il secondo tempo diventa un esercizio di resistenza: il Senegal domina il possesso, controlla i tempi e crea occasioni con Pape Gueye e Mané, senza però trovare il raddoppio. Il Mali, con un cuore enorme, si aggrappa alle parate di Diarra, che salva più volte la propria porta, compreso un riflesso su un tiro ravvicinato di Diaby, cercando di trasformare la frustrazione in energia. Alla fine, però, nulla può: il secondo tempo si chiude sullo stesso risultato del primo. Senegal 1 – Mali 0 e i Leoni della Teranga diventano la prima finalista del torneo.
CAMERUN - MAROCCO 0-2
Da una parte c’era una delle nazionali più iconiche del continente, con cinque Coppe d’Africa in bacheca. Dall’altra, il Marocco, che da anni prova a scrollarsi di dosso l’etichetta di promessa eterna e a tornare finalmente in semifinale dopo 22 anni. La partita prende subito una piega chiara: il Marocco domina il possesso palla, costringendo il Camerun nella propria metà campo e facendo girare il pallone con una fluidità raramente mostrata nelle prime fasi del torneo. Al 26’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Achraf Hakimi, è Brahim Díaz a sbloccare il risultato con un tocco ravvicinato: il suo quinto gol nel torneo, segnato con freddezza e precisione. Díaz sta vivendo un momento di forma straordinario, con una continuità realizzativa che lo pone stabilmente tra i protagonisti assoluti della competizione. Il Camerun prova a reagire, ma la serata è complicata: la difesa marocchina, guidata da Nayef Aguerd e protetta da Yassine Bounou, non concede spazi. Al 74’ arriva il colpo che chiude la gara: Ismael Saibari, su assist di Aguerd, raddoppia con un destro preciso nell’angolo basso. Il risultato parla chiaro, ma la lettura va oltre i numeri: il Marocco non ha solo vinto, ha imposto il proprio stile contro una squadra fisicamente forte e con grande tradizione come il Camerun. Ai gialloverdi resta l’amarezza di un’uscita senza aver davvero impensierito il padrone di casa, ma rimane anche la consapevolezza di un percorso competitivo, seppur con qualche rimpianto sulle convocazioni discusse, come le esclusioni di Vincent Aboubakar e André Onana, che avrebbero potuto fare la differenza.
NIGERIA - ALGERIA 2-0
Alla vigilia di Algeria–Nigeria, più che di campo si parlava d’altro: di spaccature interne, di malumori, di una Nigeria che sembrava pronta a buttare via tutto proprio sul più bello. Premi non pagati, stipendi promessi e mai arrivati, minacce di ritiro. E soprattutto Victor Osimhen, al centro di voci insistenti su una frattura con parte del gruppo, in particolare con Ademola Lookman. Il campo, però, racconta un’altra storia: la Nigeria è fortissima e schiaccia completamente l’Algeria in quello che diventa un vero e proprio assedio. I nordafricani resistono per tutta la prima frazione, con abilità, ma anche grazie a qualche occasione nigeriana non concretizzata. La ripresa conferma il dominio nigeriano, stavolta però arriva il gol. Al 47’, su un cross dalla sinistra, è proprio il chiacchierato Osimhen ad anticipare tutti di testa e battere il portiere. L’Algeria accusa il colpo e perde compattezza. Dieci minuti dopo, al 57’, Osimhen si trasforma da finalizzatore a uomo-squadra: strappa palla, attacca lo spazio e serve Akor Adams, che salta il portiere e firma il 2‑0. Al triplice fischio restano le polemiche arbitrali e la rabbia algerina, che recrimina un potenziale, e probabilmente corretto, calcio di rigore per fallo di mano di Ajayi. Ma la Nigeria conquista la semifinale con merito, dopo una gara totalmente dominata, e ora ci attende una sfida spettacolare: Marocco–Nigeria.
EGITTO - COSTA D'AVORIO 3-2
Davanti c’era una gara non qualsiasi: storicamente, è la sfida più giocata nella storia del torneo. Dal fischio d’inizio il ritmo è intenso, con l’Egitto che prova a dettare il gioco e la Costa d’Avorio pronta a colpire in ripartenza. È solo al 4’ che la gara si sblocca: Omar Marmoush, servito in profondità da Emam Ashour, entra in area e batte il portiere con un destro chirurgico. La risposta ivoriana non tarda: la squadra di Emerse Fae alza il baricentro, domina il possesso e spinge sulle fasce con Diallo e Evann Guessand, ma è l’Egitto a trovare il raddoppio al 32’ su calcio d’angolo. Rami Rabia si eleva più di tutti su un cross calibrato di Mohamed Salah e di testa fa 2‑0. Poco prima dell’intervallo, un cross insidioso provoca una sfortunata deviazione di Ahmed Fatouh nella propria porta: è 2‑1, e la partita torna a sanguinare di speranza per gli Elephants.La ripresa riparte con gli ivoriani propositivi, ma dopo appena sette minuti arriva un’altra zampata egiziana. Una transizione nata da una palla recuperata nella metà campo avversaria porta Salah a segnare il 3‑1 con un tiro dalla distanza che bacia l’incrocio, riportando due gol di vantaggio i Faraoni. La reazione della Costa d’Avorio non manca: al 73’, su un calcio d’angolo, è Guela Doué a battere il portiere con un tocco ravvicinato, portando il punteggio sul 3‑2 e riaprendo un finale che sembra potersi trasformare in un vero thriller. Negli ultimi minuti la squadra ivoriana cerca l’assalto, ma la difesa egiziana e il portiere Mohamed El-Shenawy tengono nervi saldi, respingendo ogni tentativo di pareggio. Quando l’arbitro fischia la fine, la gioia degli egiziani esplode: 3‑2 e semifinale conquistata contro il Senegal, mentre i campioni in carica escono tra applausi e lacrime.