Serie C
14 Gennaio 2026
UNION BRESCIA SERIE C - Eugenio Corini è subentrato alla guida delle «Rondinelle» lo scorso 11 dicembre 2025 prendendo il posto di Aimo Diana
Allo scoccare del 90’+2 allo stadio Omero Tognon di Fontanafredda, un pallone respinto corto danza nell’aria. Il più lesto è Denis Cazzadori: sinistro secco, rete che si gonfia, 0-1 alla Dolomiti Bellunesi. È il primo fotogramma del nuovo Union Brescia targato Eugenio Corini. Meno di 10 giorni dopo, al Rigamonti, il cronometro corre oltre il 90’: prima un’incornata di Luigi Silvestri, poi il contropiede ancora di Cazzadori. È 2-0 all’Inter Under 23. Il 4 gennaio 2026 ad Arzignano la rimonta porta le firme di due difensori, Rizzo e Boci, per l’1-2; il 10 gennaio arriva il 2-1 al Trento, ancora Cazzadori e ancora Silvestri. Sono 4 partite, 4 vittorie, 7 gol fatti, appena 2 subiti. E soprattutto: nessun altro tecnico subentrato in stagione, dalla Serie A alla Serie C, aveva aperto il proprio ciclo con un «poker» di successi.
IL FILOTTO CHE NON ESISTEVA: UN PRIMATO STAGIONALE TRA I SUBENTRATI
Il «poker» di Corini non è un’iperbole: nella stagione 2025-2026 nessun subentrato nei tre principali campionati professionistici italiani era riuscito a infilare 4 vittorie nelle prime 4 uscite. Il confronto lo suggerisce la ricognizione degli ultimi tempi: in anni recenti altri tecnici si sono fermati a 9 punti su 12, o poco meno, ma nessuno ha eguagliato l’en plein immediato del tecnico bresciano. Un dato che assume ulteriore peso alla luce dell’emergenza infortuni con cui i biancazzurri hanno viaggiato durante le feste e a inizio anno.
LE FIRME «DAL BASSO»: QUANDO I DIFENSORI DECIDONO LE PARTITE
Dal filotto emerge un tratto inedito: 4 dei 7 gol sono arrivati da uomini di retroguardia. Le prove? 1) Inter Under 23, 22 dicembre 2025: Silvestri sblocca su corner al 93’; il raddoppio è di Cazzadori in campo aperto. 2-0. 2) Arzignano, 4 gennaio 2026: dal 0-1 al 1-2 grazie a Rizzo e a Boci. Due difensori, due zampate pesantissime lontano da casa. 3) Trento, 10 gennaio 2026: il sorpasso porta ancora la firma di Silvestri (già decisivo con l’Inter Under 23) dopo l’iniziale vantaggio di Cazzadori. 2-1. Tradotto: Silvestri ha timbrato 2 volte, Rizzo e Boci una ciascuno; gli altri 3 gol appartengono a Cazzadori. Un equilibrio illuminante per comprendere il perché della crescita: non è solo questione di nuove soluzioni offensive, ma di una squadra che difende e attacca «a blocchi», con i piazzati, le seconde palle e le transizioni brevi come strumenti identitari.
CAZZADORI, IL COLPO IN SILENZIO CHE VALE PUNTI VERI
Arrivato in prestito dall’Hellas Verona il 19 luglio 2025, Denis Cazzadori è un profilo «di rottura»: mancino, tecnico, istintivo nel primo controllo e capace di attaccare il primo palo con tempi da seconda punta «vera». Il suo tris nel filotto, decisivo a Belluno, chirurgico con l’Inter Under 23, rapido e intelligente col Trento, racconta un investimento di prospettiva diventato subito sostanza. Le sue tappe: l’esordio tra i Professionisti ad Arzignano nel 2023, poi Caldiero Terme con 44 presenze e 8 gol. Il passaggio al Rigamonti gli ha dato un palcoscenico e una responsabilità che sta reggendo con personalità.
COME GIOCA IL BRESCIA DI CORINI
Nelle quattro gare analizzate, i biancazzurri hanno alternato il 3-5-2 «puro» a leggere asimmetrie sugli esterni. Elementi chiave: 1) Esterni «a tutta fascia»: Cisco e Boci danno progressione e cross, con il primo spesso impegnato nel portare palla per saltare la prima pressione. 2) Densità centrale e letture preventive: il trio Silvestri-Sørensen-Rizzo ha retto bene l’urto in area, lasciando pochi corridoi interni e capitalizzando sui calci piazzati. Il gol di Silvestri all’Inter Under 23 nasce da una palla inattiva preparata: De Maria dalla bandierina e attacco sul primo tempo. 3) Gestione dei «minuti caldi»: 3 reti arrivate oltre il 90’ nelle prime due uscite della gestione Corini non sono casuali ma figlie di una squadra che, pur corta di uomini, ha tenuta mentale e gamba per arrivare lucida fino al recupero.
L'ORGANIZZAZIONE DIETRO IL CAMPO
Il ritorno di Eugenio Corini a Brescia, città e colori che portano il suo imprinting, è stato deciso a dicembre 2025 con un accordo pluriennale dopo l'esonero di Aimo Stefano Diana. Nello staff, figure come Salvatore Lanna e un gruppo tecnico che conosce la Serie C hanno fatto la differenza nella velocità di adattamento della squadra alle richieste del nuovo allenatore. L’orizzonte societario, disegnato dal presidente Giuseppe Pasini, parla di un progetto a 3 anni per tornare in Serie B. Missione ambiziosa, ma che il campo, in questo primo mese, ha reso immediatamente credibile. La notizia, per ora, è che la «ripartenza» non è più uno slogan. È una classifica che migliora, è un gruppo che sa soffrire e un allenatore che ha trovato subito la chiave: mentalità, dettagli, palle inattive e gestione dei momenti. Il resto, gli obiettivi, verrà di conseguenza. Intanto, i numeri dicono che nessuno, come Corini, era partito così forte.