Serie C
15 Gennaio 2026
UNION BRESCIA SERIE C - Manuel Marras, attaccante classe 1993, nella prima parte di stagione ha collezionato 16 presenze e un gol in Serie B con la maglia della Reggiana
L’immagine è semplice e potente: una maglia con il numero 93 appoggiata alla panchina del Rigamonti, un paio di scarpini lucidi e una firma che vale un progetto. L’Union Brescia annuncia l’acquisto a titolo definitivo di Manuel Marras dalla AC Reggiana, e lo fa blindando l’esterno classe 1993 con un accordo fino al 30 giugno 2028. Dentro questo gesto, all’apparenza normale nel vocabolario del calciomercato, c’è un sottotesto profondo: l’idea di costruire, non solo di rincorrere. Una scommessa su un profilo che porta con sé 407 presenze ufficiali e 44 gol in carriera, ma soprattutto una cultura dell’assist e dell’utile che raramente fa rumore e spesso fa la differenza.
IL PROFILO: UN GIOCATORE CHE SA FARE TANTE COSE UTILI
Nato a Genova il 9 luglio 1993, cresciuto tra Genoa e Spezia, Marras ha attraversato l’Italia calcistica tra Serie B e Serie C vestendo maglie storiche e piazze complesse: Rimini, Savona, Südtirol, Alessandria, Trapani, Pescara, Livorno, Bari, Crotone, Cosenza, fino alla Reggiana. Il suo bagaglio tecnico è una sintesi di dribbling corto, letture rapide e sensibilità nell’ultimo passaggio. Numeri alla mano, in cadetteria nella stagione 2025-2026 ha prodotto fin qui 16 presenze e 1 gol: è la fotografia di un esterno che apre linee di passaggio e alza la qualità dell’ultimo terzo. Nelle sue prime parole da biancazzurro, Marras ha ribadito un tratto distintivo: «Sono più felice con un assist che con un gol». Tradotto: è un giocatore che si mette al servizio del contesto, capace di interpretare più ruoli lungo la fascia, da esterno alto a quinto, fino, all’occorrenza, a terzino, senza perdere intensità. Un profilo che fa comodo a chi, come l’Union Brescia, ha bisogno di allargare il campo e di alzare la qualità della rifinitura per liberare gli attaccanti interni.
PERCHÈ È L'OPERAZIONE GIUSTA PER L'UNION BRESCIA
1) Durata del contratto: fissare la scadenza al 30 giugno 2028 significa dichiarare un orizzonte temporale in cui Marras non è un tappabuchi, ma un pilastro dell’idea di squadra. In Serie C la durata dei contratti racconta spesso più delle parole: qui il messaggio è di solidità e ambizione. 2) Anagrafica e consistenza: a 32 anni, con 407 presenze e 44 reti in gare ufficiali, Marras porta esperienza immediatamente spendibile, ma non è un profilo «a termine». L’età, unita a uno stile di gioco fondato su tecnica e lettura, ne suggerisce una sostenibilità d’impiego anche nel medio periodo. 3) Fisicità funzionale: 168 cm per 63 kg, quindi basso baricentro, accelerazione sul breve, cambio di direzione e capacità di ricevere tra le linee. Un kit tecnico che, nei campionati tatticamente compressi come la Serie C, può diventare un vantaggio competitivo.
DOVE PUÒ GIOCARE MARRAS
1) Nel 4-3-3: Marras è l’esterno «apri spazio» che resta largo per fissare il terzino avversario, portando palla sul piede forte e cercando la rifinitura bassa verso la punta. La sua media di 1,64 passaggi chiave per 90’ in B 2025-2026 e la tendenza al cross lo rendono ideale per attaccare l’area con più uomini. 2) Nel 3-4-2-1/3-4-3: può agire da esterno a tutta fascia con compiti più selettivi nella metà campo offensiva, oppure da trequartista «ibrido» che si allarga per creare superiorità. La sua disponibilità a coprire la corsia, unita all’abitudine al lavoro senza palla, permette di alzare il quintetto senza scoprire la transizione difensiva. 3) Palla inattiva: non è un battitore «seriale», ma la qualità del piede e la precisione nei cross possono alzare la pericolosità sulle palle inattive laterali, tema spesso decisivo in Serie C.
L'IMPATTO SULLO SPOGLIATOIO: LEADERSHIP E CULTURA DELL'ASSIST
Ogni spogliatoio ha bisogno di giocatori che rendano migliori gli altri. Marras è questo tipo di figura: «leadership silenziosa», che non si misura con dichiarazioni roboanti, ma con l’aderenza quotidiana al compito. Nel racconto dei suoi primi minuti da biancazzurro c’è un dettaglio che parla: la scelta della maglia numero 93 su suggerimento della famiglia. Un simbolo di appartenenza personale prima ancora che sportiva; un segnale di radicamento che in piazze esigenti come Brescia può fare la differenza. Senza scendere nei dettagli contrattuali riservati, la trattativa è stata costruita su basi sostenibili: la Reggiana è scesa dalle richieste iniziali per favorire la chiusura, mentre l’Union Brescia ha impostato un accordo di durata 2 anni e mezzo con ingaggio parametrato al ruolo cardine che Marras dovrà esercitare in C. Un disegno che ottimizza ammortamento e impatto sportivo: costi spalmati su tre esercizi e beneficio tecnico immediato.
LA CHIOSA: IL VALORE DELLE SCELTE COERENTI
Una piazza che ha rialzato la testa ha bisogno di simboli. A volte sono gol, altre volte sono contratti lunghi firmati da giocatori che sanno cosa serva per vincere in campionati difficili. L’Union Brescia ha preso Manuel Marras per quello: esperienza, duttilità, leadership silenziosa e una produttività verificata. Non è la bacchetta magica, ma è una scelta che rende la squadra più completa, leggibile dentro l’idea di Corini e pronta a competere con maggiore convinzione. Dal numero 93 partirà molto del nuovo racconto biancazzurro.