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Il club appena ceduto si affida al dirigente vincente che non passa inosservato, è una mossa per cambiare marcia

La nomina dell’ex Professionista come direttore dell’area tecnica segna il primo atto della nuova proprietà per dare discontinuità

OLBIA SERIE D - NINNI CORDA

OLBIA SERIE D - Ninni Corda prima di assumere incarichi dirigenziali è stato allenatore per anni portando anche l'Alghero in Serie C2

Un nuovo inizio può avere il suono secco di un timbro notarile e la forza di un nome che torna a occupare la scena. È ciò che è accaduto a Olbia tra il pomeriggio di mercoledì e la mattina di giovedì: prima la cessione del club alla Prosoccer S.r.l. con l’atto firmato a Torino (14 gennaio 2026), poi l’annuncio ufficiale che affida a Ninni Corda la direzione dell’area tecnica dell’Olbia Calcio 1905 (15 gennaio 2026). Un’accelerazione che cambia il ritmo della stagione e disegna un perimetro chiaro: governance snella, responsabilità definite e una regia sportiva con un curriculum riconoscibile.

IL CONTESTO: CATENA DI COMANDO NUOVA, PROPRIETÀ RISCRITTA
Il cambio di mano è la cornice in cui leggere questa nomina. Con il 100% delle quote passato da Swiss Pro Promotion a Prosoccer S.r.l., è stato sciolto il precedente Consiglio di Amministrazione e ne è stato nominato uno nuovo, chiamato a guidare operativamente il club. Una dichiarazione d’intenti accompagna l’operazione: sostenibilità economico-finanziaria, rafforzamento dell’organizzazione, valorizzazione del settore giovanile e dialogo costante con territorio e tifosi. È dentro questa architettura che si inserisce la scelta di Corda, primo tassello tecnico della «fase due» bianca. La mossa successiva sarà quella di individuare un allenatore dopo le dimissioni di Giancarlo Favarin, arrivate a fine dicembre.

LA NOMINA: PERCHÈ PROPRIO NINNI CORDA
Il comunicato del club sardo fissa l’orizzonte: a Ninni Corda viene chiesto di «contribuire in modo determinante alla costruzione e allo sviluppo del progetto sportivo», mettendo a disposizione «know-how, visione strategica e profonda conoscenza del calcio». Il profilo non nasce dal nulla: nel percorso del dirigente sardo risaltano 9 campionati vinti in carriera e una serie di esperienze in piazze storiche, Como, Foggia, Savona, Tempio e Alghero, dove ha intrecciato ruoli da allenatore, direttore tecnico e manager. Non solo: nel 2016/2017 ha svolto un incarico di Responsabile dello Scouting Internazionale per il CD Leganés (Liga). Un capitale di relazioni, metodi e mercato che a Olbia viene considerato leva per rimettere a fuoco la competitività. Al di là di alcune vicende controverse che hanno contraddistinto il percorso di Corda negli ultimi anni e che lo rendono personaggio che fa parlare di sè e discutere nel mondo del calcio.

UN RITORNO CHE PESA, MA CI VUOLE DISCONTINUITÀ
La scelta di oggi dialoga con il recente passato. Nel novembre 2024 la precedente proprietà (Swiss Pro Promotion) aveva di fatto «congelato» Corda dal progetto Olbia, mantenendone il rapporto contrattuale ma impedendogli ogni interazione con società, dipendenti e stampa. Un passaggio spigoloso, poi rientrato con il nuovo assetto proprietario: non irrilevante perché racconta, al netto delle polemiche, quanto la figura del dirigente sardo sia stata centrale nella costruzione della squadra nella turbolenta estate 2024, quando il club doveva fare i conti con scadenze e adempimenti stringenti. Oggi, con un’azionista diverso e un cda rinnovato, la regia tecnica torna nelle sue mani ma con mandato e responsabilità formalizzate.

COSA CAMBIA PER L'OLBIA: LE PRIORITÀ
1) Ristrutturazione dell’organico. Il primo compito del nuovo Direttore dell’Area Tecnica è definire una griglia di priorità sull’organico: individuare i ruoli-chiave da coprire, risolvere le asimmetrie nella rosa, calibrare l’equilibrio tra esperienza e under (capitale indispensabile in Serie D). La scuola di Corda, che ha spesso costruito squadre con identità chiara e profilo atletico definito, suggerisce un lavoro mirato sui reparti, con attenzione particolare alle corsie e all’asse centrale. 2) Filiera giovanile e territorio. L’Olbia negli ultimi mesi ha rimarcato la centralità del vivaio, integrando in prima squadra 6 ragazzi del territorio tra il 2025 e il 2026. Corda dovrà trasformare questo indirizzo in pipeline stabile: criteri di promozione, percorsi individuali, prestiti mirati. Un progetto coerente di sviluppo, in linea con le indicazioni della nuova proprietà e con la tradizione del club. 3) Governance tecnica e staff. Il cambio azionario ha sciolto e ricostituito il Cda: ora serve un allineamento quotidiano tra nuova proprietà, direzione generale e area tecnica. La credibilità di un progetto passa anche dal chi fa cosa: scouting, performance, match analysis, medical, transizioni dall’Academy. La regia di Corda dovrà innestarsi su una struttura che, negli ultimi due anni, ha attraversato cambi di panchina e riorganizzazioni interne. 

EPILOGO
Nel calcio, i nomi contano. Ma, più dei nomi, contano le abitudini che quei nomi sanno imporre. Ninni Corda torna a Olbia con un mandato definito, un passato tecnico-gestionale che parla di promozioni e ambienti difficili, e una rete di relazioni che può ampliare lo spettro delle opportunità. La Prosoccer ha fatto la prima mossa: adesso servirà il coraggio di dare continuità alle scelte, anche nelle inevitabili giornate storte. Perché la distanza tra un progetto e una classifica, in Serie D, si misura spesso in dettagli: una corsa in più, una telefonata fatta al momento giusto, una decisione presa con tempismo. La nomina di oggi, al netto dei riflettori, è soprattutto questo: un tentativo di rimettere il tempo dalla parte dell’Olbia.

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