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L'esterno del Torino convince un ex Serie A dietro l'altro e sale di categoria, può essere l'arma decisiva per salvarsi

Dopo aver fatto bene nella città di 106mila abitanti ecco un nuovo prestito che lo avvicina sempre di più alla massima serie

MANTOVA SERIE B - GERARD FRED COME BIANAY BALCOT

MANTOVA SERIE B - Come Bianay Balcot, esterno classe 2005, nella prima parte di stagione con la Ternana tra campionato e Coppa conta 18 presenze e un gol

Quando allo stadio Danilo Martelli cala il freddo di gennaio e il cronometro segna l’ora dei dettagli, una corsia di campo diventa una promessa. Lì, sulla destra, il Mantova ha deciso di mettere un motore nuovo: Côme Bianay Balcot, classe 2005, esterno francese di gamba lunga e passo deciso, di proprietà del Torino. L’intesa è stata trovata sulla formula più logica per tutte le parti: un prestito pensato per accelerare la crescita del giocatore, ma soprattutto per dare alla squadra virgiliana quella frustata di energia e profondità necessaria in una Serie B che non aspetta nessuno. La notizia conferma quanto filtrava da giorni: accordo di massima tra Mantova e Torino per l’arrivo dell’esterno che in Umbria ha vissuto un semestre da comprimario diventato protagonista, fino a conquistare la fiducia di Fabio Liverani alla Ternana. Il resto è prospettiva: un innesto funzionale per la lotta salvezza e un banco di prova di categoria superiore per un profilo di cui sentiremo parlare.

CHI È BALCOT, FORMAZIONE E PRIMI PASSI IN ITALIA
Nato a Saint-Mandé il 13 maggio 2005, Côme Bianay Balcot è un laterale destro moderno, formato tra CFFP e Paris FC, poi in Italia con il Monza a livello giovanile, dove ha completato l’adattamento al calcio italiano prima del passaggio al Torino per la trafila in Primavera. Con i granata ha affinato la doppia anima del ruolo: terzino in linea a 4 e esterno a tutta fascia nei sistemi a 3, con spiccata tendenza alla conduzione palla e a spezzare le linee avversarie sul primo controllo. Dopo la parentesi di apprendistato, il 10 gennaio 2025 è passato in prestito alla Triestina per testare la Serie C dei «grandi», un contesto utile a mettere minuti, duelli e cattiveria agonistica nel bagaglio. Il salto di qualità, però, è arrivato nella stagione 2025/26 con la Ternana: qui Balcot si è guadagnato il campo con continuità, ha portato pesi specifici nelle due fasi e ha convinto uno come Liverani, allenatore esigente sui dettagli, di poter diventare molto più di un «under» utile alla lista.

IL SEMESTRE IN UMBRIA: COSA HA VISTO LIVERANI
La Ternana ha chiesto a Balcot di occupare la corsia destra con responsabilità crescenti: in fase di non possesso, allinearsi aggressivo sul portatore; in fase di uscita, attaccare lo spazio interno per liberare il corridoio alla mezzala; negli ultimi 30 metri, cercare la palla tesa forte sul primo palo. Non parliamo di numeri «pompati», ma di un rendimento concreto: tra campionato (Serie C, girone B) e Coppa Italia di Serie C, Balcot ha sommato 18 presenze e messo a referto 1 gol in Coppa nella prima parte della stagione. Per un 20enne che affronta il suo primo campionato da protagonista, significa aver superato la barriera della «curiosità» per entrare nella sfera dell’affidabilità. È questo il tratto che ha colpito Liverani: non solo la corsa, ma la disponibilità a eseguire compiti diversi senza perdere lucidità.

PERCHÈ IL MANTOVA SI È MOSSO ADESSO
Il Mantova è dentro una battaglia che nella seconda metà di stagione si gioca sui dettagli: gestione delle transizioni, qualità dei cambi, capacità di vincere i duelli laterali, soprattutto quando le partite si sporcano. La classifica della Serie B 2025-2026 racconta una zona calda densissima, in cui 2-3 punti cambiano la prospettiva da una giornata all’altra. In autunno i virgiliani hanno avuto un andamento a scosse: qualche colpo prezioso (come il blitz di Marassi contro la Sampdoria) ma anche fragilità nei momenti di tempesta (emblematico lo stop interno con il Frosinone). Numeri alla mano, il Mantova ha sofferto quando la partita si è accesa sulle corsie: cross subiti, metri concessi in uscita, gestione dei raddoppi. Ecco perché inserire un esterno «elastico» come Balcot è più di un semplice ritocco: è la scelta di intervenire nel punto dove l’indice di sofferenza si è fatto più alto.

CHE GIOCATORE ARRIVA: DOTI, LIMITI E MARGINI
Fisicità e accelerazione: con i suoi 1,88 metri, Balcot non è il classico «motorino» leggero. È un long strider: allunghi che divorano metri e capacità di portare palla in uscita anche sotto pressione. Nei duelli aerei è un fattore, soprattutto difendendo il secondo palo sui cross opposti. Letture migliorate: la prima parte della carriera in Italia lo ha costretto a «studiare» la fase difensiva. Oggi la postura aperta sul corpo e la gestione delle diagonali sono più pulite rispetto a un anno fa. Ha ancora bisogno di consolidare il tempo del contrasto quando l’avversario gli entra alle spalle, ma l’apprendimento è evidente. Cross e rifinitura: non è un crossatore seriale. Preferisce la palla rasoterra forte o il passaggio di rimorchio anziché il traversona dalla trequarti. Un aspetto su cui lo staff del Mantova potrà lavorare, senza snaturarne le caratteristiche. Tenuta mentale: ha affrontato in pochi mesi due spogliatoi diversi (Trieste e Terni) e ha risposto sempre con atteggiamento e adattamento. Un segno utile in un contesto che chiede prontezza più che curriculum.

DOVE E COME PUÒ SPOSTARE GLI EQUILIBRI NEL MANTOVA DI MODESTO
1) Esterno a tutta fascia nel 3-4-2-1: in questa struttura, Balcot può garantire ampiezza in possesso, con la mezzala pronta a dialogare dentro al campo e uno dei due trequartisti ad attaccare lo spazio alle sue spalle. Senza palla, la linea si schiaccia a cinque e la sua fisicità diventa preziosa sui cross opposti. 2) Terzino «aggressivo» nel 4-3-3 di situazione: quando la partita chiede baricentro più alto, il francese può interpretare il terzino «alto», rincorrendo l’attacco alla seconda palla e lavorando nelle transizioni positive per accorciare la squadra. 3) Gestione dei finali: nei 15-20 minuti conclusivi, con le squadre allungate, il suo allungo e la capacità di risalire il campo in conduzione possono valere metri, falli guadagnati e ossigeno. Dettagli che fanno classifica. Il campo, come sempre, darà poi il suo verdetto. Ma la direzione è chiara.

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