Serie D
15 Gennaio 2026
LUPARENSE SERIE D - Manuel Antoniazzi, centrocampista classe 2000, nella stagione in corso con l'Arzignano Valchiampo in Serie C conta 2 presenze in campionato e una in Coppa Italia
Era il minuto finale di un allenamento di rifinitura, una di quelle sedute in cui si spengono i telefoni e si accendono i dettagli. Un contrasto, un appoggio storto, un dolore che ghiaccia l’aria. Il ginocchio di Manuel Antoniazzi non è un dato statistico, ma un bivio. Da quella lesione al crociato che lo ha strappato alla continuità in Serie C a dicembre 2024, fino alla scelta di ripartire dalla Luparense a titolo definitivo: una traiettoria che racconta più della sua carriera, dice chi è e dove vuole tornare. I rossoblù lo hanno preso dall’Arzignano Valchiampo con un’idea semplice e ambiziosa: affidargli bussola, ritmo e personalità di un centrocampo che cerca l’ultimo scatto in Serie D. È un colpo che pesa, tecnico e simbolico. E che risponde a una logica precisa: mettere al centro un calciatore del 2000, cresciuto nel territorio, già protagonista di due promozioni tra i Professionisti con i giallocelesti, e adesso deciso a rimettersi il futuro in spalla.
UN ACQUISTO «DI CATEGORIA SUPERIORE»
La notizia è arrivata nel cuore del mercato invernale: la Luparense ha definito l’acquisto a titolo definitivo di Manuel Antoniazzi dall’Arzignano Valchiampo. Un affare che, per profilo tecnico ed età, sposta gli equilibri del Girone C e dà sostanza al progetto rossoblù nella seconda parte della stagione. Antoniazzi porta in dote minuti, letture e una naturale inclinazione a dare ordine tra le linee: un centrocampista moderno, capace di interpretare da mezzala o da interno «di governo», con la palla che scorre in verticale e la scelta semplice al momento giusto. Per lui si interrompe l'esperienza in gialloblù dopo ben 9 stagioni. Era arrivato a 16 anni nel 2016.
IDENTITÀ TECNICA, COSA AGGIUNGE ANTONIAZZI ALLA SQUADRA
1) Visione e tempi di gioco: Antoniazzi è abituato a comandare il primo passaggio e a innescare la verticalità corta. La sua è una leadership silenziosa, fatta di linee di passaggio aperte e gestione delle transizioni. 2) Duttilità: può agire da mezzala in un 4-3-3, cucire tra i reparti in un 3-5-2, muoversi da interno nel 4-2-3-1. È un profilo da «tenere dentro» la manovra, più che da strappo sistematico. 3) Letture senza palla: nei migliori anni ad Arzignano è stato spesso il primo a «spegnere» il contropiede avversario, con postura e anticipo. La descrizione non è un esercizio di stile: corrisponde a ciò che Antoniazzi ha mostrato nei cicli giallocelesti, tra D e C, culminati con la doppia cavalcata verso i professionisti e con un ruolo via via più centrale nello spogliatoio.
LE RADICI: UN RAGAZZO DI CHIAMPO CRESCIUTO A DUE PASSI DA CASA
Classe 2000, nato e formatosi calcisticamente a Chiampo, Antoniazzi arriva nell’Arzignano da giovanissimo, esordisce in prima squadra in Serie D addirittura con Vincenzo Italiano, vive la prima promozione in C nel 2018-2019 (sua la rete che spiana la strada all’Este nel penultimo turno) e, dopo una breve parentesi alla Recanatese nel 2020, rientra alla base per la seconda scalata ai Professionisti, quella della stagione 2021-2022. Un filo che lega il giocatore al suo territorio e che spiega la naturalezza della scelta Luparense: cambiano i colori, resta il Veneto profondo e competitivo. Con un'avventura tra i Dilettanti che riparte dopo 3 anni e mezzo consecutivi di calcio Professionistico. Il nome di Antoniazzi aveva fatto capolino addirittura nei taccuini di alcuni club di Serie B prima dell’infortunio: segnali, sondaggi, interesse più o meno caldo. La rottura del crociato ha però interrotto la corsa, non l’idea del calciatore.
PERCHÈ LA LUPARENSE: PROGETTO, PANCHINA, GOVERNANCE
La scelta di Antoniazzi si innesta in un contesto rossoblù in piena «messa a fuoco». In estate Mariano Fernández era stato nominato direttore sportivo, poi il club ha rimodulato l’area tecnica e, a gennaio 2026, ha presentato il nuovo direttore generale Attilio Gementi, dirigente di lungo corso nel Nordest. In panchina c’è Nicola Zanini, richiamato per dare stabilità e impronta dopo aver iniziato la stagione in Serie C alle Dolomiti Bellunesi. In questo quadro, Antoniazzi non è un innesto isolato ma un tassello coerente di un disegno che guarda alla Serie C. I movimenti di gennaio d'altronde sono aggiustamenti che migliorano il «peso specifico» della squadra senza snaturarla. E che si misurano già sul calendario di gennaio-febbraio 2026, quando i punti iniziano a pesare come finali.
IL VALORE SIMBOLICO: UN VENETO CHE RESTA IN VENETO
Non è un dettaglio: Antoniazzi è un prodotto tecnico e umano del Nordest pallonaro. È stato 100 volte gialloceleste prima ancora di spegnere 22 candeline, ha attraversato cicli, allenatori, salvezze e promozioni. In tutto con la maglia dell'Arzignano Valchiampo ha giocato 9 stagioni. Scegliere ora San Martino di Lupari significa restare dentro a una geografia di campi e rivalità che conosce come pochi. Significa darsi una possibilità senza smarrire l’orizzonte: tornare un giorno nei Professionisti da protagonista. La Luparense ha preso Manuel Antoniazzi per questo: per rimettere al centro la semplicità delle cose difficili. Il resto, i numeri, i giudizi, i proclami, verrà da sé. Perché il calcio, quando torna a scorrere nel ginocchio giusto, sa essere sorprendentemente lineare.