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Da peggior acquisto di sempre a risorsa: mezza Serie A sull’ex capitano del Manchester United

In scadenza a giugno 2026, l'inglese cerca minuti in vista del Mondiale ed è stato proposto a diversi club italiani

Maguire, l’ombra che intriga la Serie A: tra proposte, clausole e un futuro da rimettere al centro

Harry Maguire, l’ombra che intriga la Serie A: tra proposte, clausole e un futuro da rimettere al centro

Una sedia vuota nel cuore della difesa di Old Trafford, un tabellino che si è fermato a poche presenze e uno zaino pieno di domande: l’immagine di Harry Maguire in questa stagione è tutta qui, sospesa tra il passato di un trasferimento da record e l’urgenza di un nuovo inizio. Nel frattempo, l’eco è arrivata fino in Italia: il suo nome è stato proposto a diverse società di Serie A, dal Milan alla Roma, dal Napoli all’Inter, fino alla Fiorentina. Ma quanto c’è di concreto? E, soprattutto, chi può davvero permetterselo — tecnicamente ed economicamente — a gennaio, e chi invece potrebbe rimandare il discorso all’estate?

UNITED, IL NODO CONTRATTUALE

All’inizio dello scorso anno solare, il Manchester United ha attivato l’opzione per estendere il contratto fino al 30 giugno 2026. La conferma è arrivata in conferenza stampa dall’allora tecnico Rúben Amorim ed è stata ripresa da canali ufficiali e media internazionali. Traduzione: per liberarlo oggi serve un accordo con i Red Devils (prestito con contributo ingaggio o trasferimento con indennizzo), non una semplice operazione da parametro zero imminente, per la quale è necessario aspettare la fine della stagione. È un dettaglio che incide sia sulle cifre che sulle tempistiche.

Un altro mattone è l’ingaggio: le stime più accreditate collocano Maguire su una fascia di circa £190.000 a settimana lordi, quasi 7 milioni netti all'anno bonus compresi. Una cifra da calibrare con eventuali riduzioni o contribuzioni in caso di prestito e con le normative fiscali italiane. L’asticella retributiva, per molti club di Serie A, impone un lavoro di architettura finanziaria: prestito con opzione, salario spalmato, incentivi al rendimento, oppure un intervento diretto del Manchester United sullo stipendio. Sono variabili che pesano quanto (e più) del cartellino.

PROPOSTO A CINQUE CLUB DI SERIE A

Secondo le informazioni raccolte, il nome di Maguire è stato proposto a Milan, Roma, Napoli, Inter e Fiorentina. Le reazioni? Differenziate.

  1. Il Milan monitora il mercato dei centrali da mesi. La priorità rossonera resta un profilo che unisca affidabilità immediata e sostenibilità economica: Maguire entra nel perimetro dei nomi valutati, specie a fine mercato, ma i rossoneri non hanno ancora affondato. La formula farà la differenza: senza una condivisione dell’ingaggio o un prestito “intelligente”, l’operazione è onerosa.
  2. La Roma ha lavorato a rinforzi offensivi e sugli esterni, ma sa che la gestione dei carichi in difesa può richiedere un innesto d’esperienza. Anche qui, siamo più nel campo delle opportunità “di fine finestra” che del pressing attuale: interesse a fari bassi, in attesa che condizioni ed esuberi aprano una corsia praticabile.
  3. La Fiorentina ha un osservatorio privilegiato sulla Premier League e l’idea di inserire un leader difensivo non dispiace. L’ostacolo principale resta il pacchetto economico complessivo: tra ingaggio e possibili commissioni, siamo in un’area “proibitivi” senza un forte intervento dello United sulla quota stipendio.
  4. L’Inter ha prospettive concrete soprattutto per l’estate. A gennaio le priorità nerazzurre sono altrove (fascia destra ed equilibri di rosa); sull’orizzonte della prossima stagione, invece, il club valuterà con più calma eventuali aggiustamenti nella batteria dei centrali, considerando l’età avanzata di alcuni elementi e i discorsi contrattuali in corso. In inverno, insomma, pista fredda; a luglio, dossier da riprendere in mano se i numeri torneranno.
  5. Il Napoli è la variabile più interessante: l’idea di un centrale di esperienza piace, ma solo a determinate condizioni e, soprattutto, se si creerà spazio salariale e di lista attraverso uscite mirate. Il club ha già aperto corridoi con lo United su altri tavoli e ha dimostrato di saper strutturare operazioni complesse con clausole e condizioni future.

NAPOLI UN'OPZIONE "CONDIZIONATA"

Negli ultimi mesi il Napoli ha costruito un canale molto frequentato con Manchester United. Basti pensare a due operazioni che hanno segnato l’attualità del club:

  1. la cessione di Scott McTominay dai Red Devils al Napoli nell’estate 2024 (accordo definito intorno ai £25 milioni), con lo scozzese subito centrale nel progetto tecnico;
  2. il prestito di Rasmus Højlund alla corte azzurra nella stagione 2025/26, con discussioni su opzioni o obblighi di riscatto e con il danese che ha trovato continuità realizzativa in Serie A.

Questi precedenti non “garantiscono” l’affare Maguire, ma spiegano perché a Castel Volturno conoscano bene dossier, dinamiche e interlocutori di Old Trafford. La posizione, però, è chiara: senza uscite e senza una formula che protegga i conti (prestito con contributo ingaggio e diritti d’acquisto ben calibrati), è difficile immaginare un’accelerazione immediata.

INTER: RIFLESSIONI RIMANDATE ALL'ESTATE 2026

In casa Inter, il pacchetto dei centrali ha retto a lungo grazie all’esperienza di profili come Francesco Acerbi e Stefan de Vrij. Il club valuta rinnovamenti, rotazioni e possibili sostituzioni nel medio periodo, ma a gennaio il focus operativo è tradizionalmente su altre zone del campo. La strategia più realistica vede un riesame a giugno, quando i nerazzurri potrebbero pesare con freddezza età media del reparto, eventuali partenze e opportunità a parametro o con condizioni favorevoli. In questa cornice, Maguire potrebbe tornare tema, ma non è un colpo che l’Inter appare intenzionata a forzare durante la sessione invernale.

PROFILO TECNICO: PRO E CONTRO PER LA SERIE A

Cosa porterebbe Maguire in Serie A?

  1. PRO: fisicità in area, gioco aereo dominante (difensivo e offensivo), esperienza internazionale, capacità di reggere marcature su attaccanti strutturati, attitudine a guidare la linea in contesti di marcature preventive e gestione dell’area. Nel calcio italiano, dove le partite si spostano spesso sui dettagli dei palloni inattivi e sull’ordine nei finali, i suoi centimetri e la sua lettura delle traiettorie sono un plus.
  2. CONTRO: difesa alta, grandi spazi da coprire alle spalle, necessità di compagni rapidi in marcatura sul lato debole. In contesti che chiedono scatti ripetuti in campo aperto, la sua velocità di base lo espone. Per questo l’inserimento giusto è in squadre che alternano fasi di blocco medio a uscite codificate, o che proteggono il centrale con un sistema a tre che riduca metri da difendere.

L'INGOMBRO SALARIALE E LA VARIABILE "LISTA"

Con uno stipendio nell’ordine delle sei-sette cifre mensili lorde, Maguire è un impegno “da big”. In Serie A, oggi, i club che possono reggere da soli quell’assegno sono pochissimi. La soluzione più credibile a gennaio resta un prestito con forte contribuzione inglese sull’ingaggio, magari legato a bonus di rendimento (presenze, obiettivi di squadra) e ad opzioni/obblighi di riscatto in caso di traguardi centrati.

Non va dimenticato il tema liste (campionato ed europee) e delle quote per i calciatori extracomunitari in Serie A: un club che inserisca Maguire a gennaio deve liberare uno slot o rinunciare ad altro, oltre a ribilanciare la lista UEFA in vista delle fasi a eliminazione. La somma di questi vincoli spiega perché molte società guardino al giugno 2026 come snodo per un eventuale affondo definitivo, quando la pianificazione di bilancio è più ampia e ordinata.

NEWS DALL'INGHILTERRA

Dal fronte Manchester United emerge un dato chiave: l’estensione contrattuale al 2026 annunciata nel gennaio 2025. È un’informazione che “raffredda” le voci su una liberatoria a costo zero nell'immediato e che riallinea le pretese del club. Nel contempo, parte della stampa britannica segnala complicazioni tecniche e gerarchiche nello United di questi mesi, con rotazioni e piccoli infortuni che hanno limitato il campo per Maguire.

Sul versante rumor, in UK circola l’idea di un interessamento concreto di Napoli, Inter e Fiorentina: si tratta di indiscrezioni (talvolta rilanciate da aggregatori e rubriches di mercato), utili per misurare la temperatura, ma da prendere con cautela quando si tratta di cifre e certezze operative.

LE CONDIZIONI PER CHIUDERE GIÁ A GENNAIO

Riassumendo, quali sono gli ingredienti minimi perché l’operazione Maguire vada in porto entro il 2 febbraio 2026, data di chiusura del mercato invernale?

  1. Formula flessibile: prestito con contributo ingaggio dello United e opzione (eventualmente condizionata) per l’acquisto a fine stagione.
  2. Spazio in lista: adeguamenti immediati su tesseramenti e registrazioni UEFA/FIGC.
  3. Uscite mirate: soprattutto per Napoli e Fiorentina, liberare un ingaggio medio-alto è passaggio obbligato per non stressare il monte salari.
  4. Idoneità fisica: i club italiani vogliono garanzie sulla continuità atletica dopo settimane di stop. Un pacchetto di test medici e un piano di gestione carichi può diventare parte dell’accordo.

CHI É DAVVERO AVANTI AD OGGI

  1. Napoli: opzione possibile, a patto di un’uscita nel reparto e di una formula “protetta”. Il canale aperto con lo United per Højlund e la precedente operazione McTominay agevolano i dialoghi, ma i partenopei non forzeranno senza condizioni favorevoli.
  2. Inter: dossier da monitorare per l’estate. A gennaio, focus su altre priorità e nessuna volontà di caricare il monte ingaggi con un profilo così pesante senza necessità impellenti.
  3. Milan: interesse tattico potenziale, ma margini ridotti se non arriva una finestra economica chiara (contributo ingaggio + opzione di riscatto ai giusti numeri).
  4. Roma: valutazione “da opportunità”, che può diventare concreta solo a fine finestra e con incastri perfetti sui costi.
  5. Fiorentina: curiosità reale, ma con costi oggi difficili da incastrare.

LA PROSPETTIVA DEL GIOCATORE

A 33 anni da compiere il 5 marzo 2026, Maguire sa che il prossimo passo deve essere quello giusto: tornare a giocare con continuità per difendere la maglia della Nazionale e presentarsi al meglio nell’anno che porta al Mondiale. La Serie A gli offrirebbe un contesto tattico più “ordinato”, attento alla fase posizionale e ai dettagli sui piazzati, dove le sue qualità nel duello aereo e la sua esperienza potrebbero pesare fin da subito. Il rovescio della medaglia è la necessità di integrarsi rapidamente in sistemi difensivi con automatismi rigidi: qui il bagaglio di Premier e coppe europee diventa un alleato, ma serve gamba e tenuta negli impegni ravvicinati.

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