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Esonerato l'allenatore, in panchina ecco il giocatore simbolo dei bei tempi della Serie A: il club sceglie il cuore

Una decisione forte nel mezzo della tempesta: la società affida la squadra a una sua bandiera mentre sullo sfondo scorrono nomi «pesanti»

MESSINA SERIE D - ALESSANDRO PARISI

MESSINA SERIE D - Alessandro Parisi allenerà ad interim il club giallorosso dopo avervi giocato dal 2003 al 2008 in Serie A e nella stagione 2015-2016 in Lega Pro (foto FB ACR Messina)

È l’ora di cena a Messina quando nello spogliatoio del «Franco Scoglio» si spengono le luci, ma la scena resta impressa: un uomo in tuta giallorossa, lo sguardo fisso sul campo vuoto, ripete a bassa voce le uscite dal basso. È il primo allenamento «da capo» di Alessandro Parisi. Il sinistro che fece innamorare un’intera città si accomoda sulla panchina più scomoda di Serie D. Domenica, contro il Gela, quel sinistro diventa un’idea di gioco, una responsabilità, un messaggio. E, per la prima volta, un banco di prova. Il club lo ha scelto per guidare la squadra «subito», senza attendere: sarà lui a sedersi in panchina nel prossimo turno, affiancato da Domenico Bombara e con Giuseppe Savanarola confermato nello staff. Un segnale chiaro, mentre i telefoni della dirigenza restano caldi: contatti con Emanuele Pesoli, colloqui con Vincenzo Feola, suggestione Walter «El Rifle» Pandiani. Ma, intanto, campo. E un avversario con ambizioni e assenze pesanti.

LA SVOLTA: L'ESONERO DI ROMANO E LA PROMOZIONE LAMPO DI PARISI
La settimana si è aperta con una decisione destinata a segnare la stagione: l’esonero di Giuseppe Romano. Il comunicato del club ha parlato di «profonda gratitudine» per un lavoro che ha del miracoloso: con una rosa assemblata in ritardo e la zavorra di una penalizzazione di -14 punti, il Messina ha rimesso in carreggiata il proprio campionato, raccogliendo, sul campo, un bottino di 29 punti in 19 giornate. La dirigenza, però, ha scelto di cambiare guida tecnica dopo l’1-1 con la Sancataldese e l’immediato confronto ai vertici. All’indomani della separazione, la società ha affidato l’allenamento a Parisi e Bombara. A stretto giro, un ulteriore tassello: la conferma nell’organico tecnico di Savanarola, che aveva affiancato Romano da vice e che ora garantirà continuità «di campo» all’interno dello spogliatoio. Una scelta che suggella una linea: puntare su tre ex calciatori giallorossi per ricompattare ambiente e squadra, senza scossoni tattici alla vigilia di due settimane chiave.

PANCHINA A PARISI: IL CLUB VALUTA
Non è stato un passaggio immediato. Nelle stesse ore in cui Parisi scendeva in campo con i suoi ragazzi, Morris Pagniello incontrava Vincenzo Feola: summit cordiale, intesa vicina, ma la proprietà, dopo un confronto interno con il presidente Justin Davis, ha scelto di «dare fiducia» a Parisi e al suo braccio destro Bombara. Il club, inoltre, aveva sondato Emanuele Pesoli e lavorato alla pista internazionale Pandiani, ex attaccante simbolo del Deportivo La Coruña: contatti reali, ipotesi non archiviata, ma congelata in nome di una priorità, l’immediata continuità tecnica.

UNO STAFF «DI CASA»
Alessandro Parisi. A Messina non ha bisogno di biglietto da visita. Terzino sinistro di qualità e potenza, 1 presenza in Nazionale maggiore (17 novembre 2004, amichevole vinta 1-0 contro la Finlandia proprio al «Celeste»), 14 reti in Serie B nella storica stagione 2003-2004, protagonista dell’epopea che riportò il club in Serie A e del 7° posto nell’annata successiva. Dopo il ritiro, ha intrapreso un percorso formativo chiaro: da team manager a tecnico del settore giovanile, fino alla Licenza UEFA A conseguita a Coverciano, abilitazione che certifica competenze e metodo. Ora la prima squadra. E il primo esame. Domenico Bombara. Messinese, difensore cresciuto nel Football Club Messina, esordio in Serie A nel 2005-2006 e una carriera che ha abbracciato anche Serie B e C, prima di dedicarsi alla formazione dei giovani. Conosce ambiente e dinamiche locali. Giuseppe Savanarola. Ex attaccante (goleador in Serie D e simbolo ad Acireale), a Messina nel 2012-2013 contribuì alla promozione in C. È entrato nello staff la scorsa estate, inizialmente al fianco di Romano, e rappresenta un ponte tra «spogliatoio» e «panchina», grazie a una leadership mite ma riconosciuta. 

DOVE PUÒ INCIDERE SUBITO PARISI
L’eredità è impegnativa ma leggibile. Il Messina di Romano ha costruito la sua risalita su principi chiari: blocco corto, aggressività sulle seconde palle, attacchi rapidi una volta riconquistato il possesso. Con Parisi si può immaginare un’attenzione maggiore alla «pulizia» dell’uscita dal basso e alle catene laterali, dove il nuovo tecnico, per storia e sensibilità, tenderà a cercare ampiezza e traversoni «da corsa», invitando gli esterni a lavorare con sincronia su sotto e sovrapposizioni. La scelta di Bombara come collaboratore rafforza la dimensione «di campo», con esercitazioni individuali volte a migliorare la qualità del primo controllo e della postura del corpo nelle ricezioni, soprattutto dei più giovani.

IL VALORE SIMBOLICO DEL DEBUTTO
Al di là degli schemi, c’è un filo emotivo che in queste ore unisce città e squadra. Parisi non è solo un ex: è un frammento dell’identità calcistica di Messina. Le sue punizioni, i gol «da terzino goleador» (6 centri in Serie A 2004-2005) e quella notte in Nazionale al «Celeste» appartengono a un patrimonio condiviso. Oggi quel patrimonio diventa competenza, metodo, responsabilità. La “prima» a Gela è anche una chiamata al pubblico: riconoscere una storia e stringersi attorno a una panchina che parla il dialetto della Curva. Il campo, come sempre, deciderà il resto.

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