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Serie C

Esordì in Serie B a 16 anni, ora vuole prendersi la città sull'Adriatico: l'attaccante è un pezzo da novanta

Un acquisto che promette identità, intensità e gol, la sfida del nuovo giocatore: «Voglio fare vedere il mio valore»

SAMBENEDETTESE SERIE C - MATTEO STOPPA

SAMBENEDETTESE SERIE C - Matteo Stoppa, attaccante classe 2000, arriva dal Catania e la sua esperienza in prima squadra era iniziata al Novara giovanissimo nella stagione 2016-2017

Una fila di ragazzini dietro la rete del «Riviera delle Palme» allunga taccuini e sciarpe verso un volto nuovo. La penna scorre rapida, la foto è d’obbligo. Poi la frase che resta: «Sarà una bella sfida venire alla Samb per continuare il mio percorso di crescita. Voglio far vedere quello che è il mio valore». La dice con naturalezza, senza spacconeria, Matteo Stoppa, classe 2000, appena sbarcato alla Sambenedettese in prestito dal Catania. E aggiunge un concetto semplice, ma cruciale per chi vive d’area: «Il gol degli attaccanti arriva quando c’è tutto il lavoro della squadra». È una dichiarazione d’intenti che parla al gruppo prima ancora che alla classifica. E che definisce la scommessa tecnica di gennaio dei rossoblù.

CHI È MATTEO STOPPA, PERCORSO E IDENTITÀ TECNICA
Nato a Biella, cresciuto nel vivaio del Novara, Stoppa ha messo piede tra i Professionisti giovanissimo: esordio in Serie B a 16 anni (18 maggio 2017, Carpi-Novara 2-0). Poi una trafila ricca di tappe formative: settore giovanile tra Juventus e Sampdoria, prestiti mirati in Serie C con Pistoiese e il brillante biennio tra Juve Stabia e Vicenza. Estate 2024: il passaggio a titolo definitivo al Catania, con contratto triennale. Nel 2024-2025 in rossazzurro, in terza serie, mette in cascina continuità e produttività con 25 presenze e 4 gol, dati che fotografano un attaccante associativo, abile fra le linee e nelle ricezioni alle spalle del centrocampo avversario. Che tipo di giocatore è? Non è un «9» statico: Stoppa predilige il mezzo spazio destro da seconda punta/trequarti, attacca la profondità se vede la difesa scoperta e sa rifinire nello stretto. Con palla, cerca spesso la conduzione a testa alta e il tiro a giro dal limite; senza palla, legge bene gli smarcamenti «a uscire» per ricevere tra le linee e far salire la squadra. È il classico profilo che può far da cerniera tra centrocampo e attacco, una necessità chiara nella Sambenedettese dell’ultimo mese.

PERCHÈ PROPRIO LA SAMB, CONTESTO TECNICO E FAME DI GOL
Non è un mistero: il rendimento offensivo rossoblù ha chiesto rinforzi. Lo si è visto anche nel recente 0-0 con il Gubbio (11 gennaio 2026), dove la squadra ha creato ma non ha trovato la zampata, davanti a 4.343 spettatori. In questo scenario, un profilo come Stoppa, capace di finalizzare ma soprattutto di innescare i compagni, è un moltiplicatore potenziale del gioco di rifinitura. La Sambenedettese è inserita nel Girone B di Serie C 2025-2026: un raggruppamento con tradizione, dove il margine d’errore è sottile e ogni flessione si paga in classifica. La forza del girone sta nell’intensità e nella varietà tattica: dalle pressioni alte delle neopromosse aggressive agli incastri delle grandi piazze. Per la Samb, rientrata nel Professionismo e chiamata a consolidarsi, la sfida è dare continuità a un’identità sempre riconoscibile.

UN MERCATO CON UN FILO ROSSO: QUALITÀ SUGLI ESTERNI E RESPONSABILITÀ AI GIOVANI
L’arrivo di Stoppa si inserisce in una finestra di gennaio costruita con logica: insieme a lui è sbarcato Vittorio Parigini (contratto fino al 2027), esterno capace di strappo e uno-contro-uno, con esperienza in Serie A e curriculum pesante nelle Nazionali giovanili. A inizio stagione erano arrivate pedine funzionali come Pasquale Marranzino (fino al 2027), mentre la dirigenza ha blindato profili-cerniera quali Kevin Candellori (fino al 2027) e il talento Moussa Touré (fino al 2027). È la traccia di un progetto tecnico che mescola esperienza, gioventù e contratti medio-lunghi, segno di una programmazione che guarda oltre il breve periodo.

COSA PORTA SUBITO STOPPA
1) Più linee di passaggio interne: Stoppa ama ricevere tra le linee; la Sambenedettese guadagna una «sponda» credibile per collegare la costruzione a tre con il tridente offensivo. Nei momenti di blocco, è un’uscita sicura per provocare raddoppi e aprire il lato debole. Questa qualità è particolarmente preziosa contro avversari che difendono bassi, come accaduto di recente in gare a ritmi spezzati. 2) Più varietà nella rifinitura: nel 3-4-2-1/4-3-3 che si è visto alternare, Stoppa può agire da sotto-punta o da esterno a piede invertito. Con Parigini dall’altro lato, le difese rivali devono scegliere il veleno: concedere l’uno-contro-uno esterno o chiudere il centro lasciando spazio al cambio gioco sul lato debole. 3) Più pericolosità nelle seconde palle: la reattività sulle respinte, unita al tiro dal limite, aggiunge una dimensione che è mancata nelle fasi in cui la Samb ha schiacciato gli avversari senza raccogliere. E qui torna il concetto chiave espresso dal giocatore: il gol nasce da un meccanismo collettivo efficace.

IL MESSAGGIO AI TIFOSI: REALISMO E AMBIZIONE
L’arrivo di Matteo Stoppa non è il colpo di teatro che promette miracoli; è, più semplicemente, la scelta coerente di un club che ha letto le proprie necessità e ha individuato un profilo in grado di alzare il tasso di pericolosità senza snaturare il progetto. E il giocatore ha già messo il carico, con parole che pesano nella quotidianità: «Sto bene fisicamente, sono pronto. Sono a completa disposizione del mister e non vedo l’ora di giocare». La promessa è concreta: lavoro di squadra, intensità e contributo nelle due fasi. Il resto, i gol, gli assist, i punti, verrà con il tempo e con il ritmo delle partite. Se la Sambenedettese riuscirà a «mettere in vetrina» il valore del suo nuovo attaccante, come Stoppa ha chiesto di fare con sé stesso, allora la frase del primo giorno non resterà uno slogan, ma diventerà un pezzo di identità collettiva. E i gol, come sempre, saranno la naturale conseguenza di un meccanismo condiviso.

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