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Serie D

Ha 18 anni, viene blindato fino al 2028 dal club che domina il campionato e viene girato subito ad una storica squadra

Un percorso strategico per il classe 2007, il prestito nei Dilettanti sarà la sua prima vera prova nel calcio dei grandi

VADO SERIE C - FILIPPO ROSA

VADO SERIE C - Filippo Rosa, centrocampista classe 2007, ha debuttato in prima squadra in Coppa Italia in questa stagione nel match contro la Pro Vercelli (foto FB L.R. Vicenza)

La scena è questa: un ragazzo alto quasi due metri, Filippo Rosa, entra nella sede di L.R. Vicenza e mette la firma su un contratto che lo porterà nel mondo dei «grandi» fino al 30 giugno 2028. Poche ore dopo prepara la borsa, saluta compagni e allenatori del settore giovanile e imbocca l’autostrada verso Vado Ligure. Destinazione: Vado F.C. 1913, Serie D Girone A. In tasca non c’è il romanticismo delle promesse, ma una scelta concreta: il prestito fino al termine dell’attuale stagione per inseguire minuti veri, contrasti veri, pressioni vere. È l’istantanea di una strategia che nel calcio italiano funziona quando è seguita con metodo: blindare il talento con un accordo lungo e affacciarlo al mondo senior nel contesto giusto.

UN PASSAGGIO CHIAVE PER UN CLASSE 2007 PROMETTENTE
Nel profilo di Rosa spiccano alcune caratteristiche è un classe 2007 che nasce come esterno di centrocampo, con predisposizione per la corsia sinistra, mancino naturale e adattabile a destra o, all’occorrenza, da terzino. La sua carta d’identità calcistica lo rende un ibrido interessante per il calcio contemporaneo: passo lungo, struttura per reggere i duelli, ma anche la necessità, tipica dei prospetti di spessore, di cucire meglio gli appoggi corti e i cambi di direzione nello stretto man mano che si alza il livello. 

PERCHÈ VADO? È LA PALESTRA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Per chi si domanda perché un prospetto con contratto lungo scelga la Serie D, la risposta è nell’equilibrio tra competitività e spazio. Il Vado milita nel Girone A della quarta serie italiana, campionato nazionale organizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti, storicamente popolato da realtà solide del Nord-Ovest e noto per fisicità, ritmi alti e viaggi ravvicinati che creano un ciclo gara-recupero-gara molto simile ai Professionisti. È il terreno ideale per capire se un 18enne è pronto a reggere impatti e letture da adulto. In più, il Vado ha una storia che «educa» alla pressione: è il club che nel 1922 alzò la prima Coppa Italia della storia, battendo l’Udinese. Una memoria lunga che, in una società attenta al territorio, si traduce in aspettative e cultura del lavoro.

UN VIVAIO CHE LAVORA: COSA SIGNIFICA PER IL VICENZA
Per L.R. Vicenza, la promozione interna di Rosa a Professionista si inserisce in una linea già visibile: valorizzare chi arriva dalla cantera, affiancandolo a un gruppo di riferimento esperto. Negli ultimi anni, i biancorossi hanno consolidato profili chiave con rinnovi significativi, si pensi, per esempio, a elementi come Filippo De Col e Filippo Costa, architravi di uno spogliatoio che ambisce alla stabilità, e parallelamente hanno alimentato la filiera giovanile con sbocchi mirati tra Primavera e prestiti in piazze selezionate. È in questo ecosistema che si colloca la scelta su Rosa: contratto lungo per dare prospettiva, prestito per accelerare apprendimenti e responsabilità.

UN PRESTITO IN SERIE D CHE È MEGLIO DI UN ANNO DA FUORIQUOTA IN SERIE D
La tentazione di restare in Serie C come «aggregato» è frequente, ma spesso illusoria: pochi minuti, tanto allenamento, ritmo-partita intermittente. In Serie D, invece, c’è una richiesta immediata: correre, reagire, capire i tempi delle seconde palle, misurarsi con avversari esperti che conoscono il mestiere. È un calcio senior a tutti gli effetti, dove un diciottenne di qualità, se sostenuto da un ambiente che lo responsabilizza, può macinare 20-25 presenze e tornare in estate con un bagaglio che nessun contesto Primavera può replicare. La scelta Vicenza-Vado va letta così: meno «vetrina», più contenuto.

UN PONTE TRA STORIA E FUTURO
L’immagine finale è quasi cinematografica: Rosa che corre sulla fascia del «Chittolina», lo stadio del Vado, con la stella al centro dello stemma che ricorda la prima Coppa Italia. Cento e più anni separano quel trofeo dall’oggi, ma il senso del gioco resta uguale: sfruttare il momento, imparare in fretta, prendersi responsabilità. Se il percorso in Liguria offrirà ciò che promette, a Vicenza arriverà un esterno più pronto, consapevole, competitivo. E quella firma fino al 2028 avrà il valore che deve avere: progettazione, non slogan. Il biglietto è stato staccato: Vado Ligure come prima stazione, Vicenza come casa. Con una data ben segnata in agenda: 30 giugno 2028, la scadenza di un contratto che vuole essere soprattutto un progetto.

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