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Serie C

Nelle ultime 10 partite solo 3 punti, 5 gol fatti e 16 presi: il difensore da oltre 350 gare tra i Prof è già essenziale

Dalla provincia bergamasca alla ribalta della Serie C per anni, il centrale del 1993 porta tantissima esperienza e letture

PERGOLETTESE SERIE C - LUCA MILESI

PERGOLETTESE SERIE C - Luca Milesi, difensore classe 1993, nella prima parte di stagione ha giocato con le Dolomiti Bellunesi disputando 12 partite di campionato

L’aria di Crema è tagliente, le mani si scaldano a bordo campo. Poi, quel rumore che mancava: il rimbalzo secco del pallone sullo scarpino di un centrale che conosce il mestiere. È il primo allenamento in gialloblù di Luca Milesi: postura bassa, tempi d’uscita, voce che ordina la linea. Non ci sono effetti speciali, solo il linguaggio sobrio di chi è abituato a reggere la baracca nelle giornate difficili. La Pergolettese lo ha annunciato con una nota asciutta, lasciando che a parlare fosse il curriculum: oltre 350 presenze tra i Professionisti, una carriera costruita mattone su mattone, in club storici della terza serie e con un passaggio in Serie B. Per una squadra che ha bisogno di stabilità dietro, non è un dettaglio: è una risposta concreta a una domanda che il campionato pone ogni domenica.

CHI È MILESI, L'UOMO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO
Classe 1993, nato a San Giovanni Bianco (provincia di Bergamo), Milesi è un difensore centrale di struttura (circa 1,88 m, piede destro), cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, una scuola che sforna marcatori con senso dell’anticipo e pulizia tecnica. Il suo percorso tra i grandi parte presto e attraversa piazze calde e contenitori tattici differenti: Benevento, Arezzo, Modena, Vicenza, Piacenza, Carrarese, Siena e, soprattutto, AlbinoLeffe, dove resta a lungo diventando riferimento della retroguardia. In mezzo, la parentesi in Serie B con la Pro Vercelli, esperienza che aggiunge ritmo e velocità di pensiero. Sono tappe che raccontano un profilo affidabile e adattabile, capace di tenere il livello quando la categoria si alza e di guidare i compagni quando serve governo della pressione. Nella stagione scorsa, 2024-2025, Milesi ha chiuso con il Potenza una stagione corposa (il bilancio più citato parla di oltre 30 apparizioni e 1 gol), prima del passaggio estivo alla Dolomiti Bellunesi, con cui ha totalizzato 13 presenze nella prima parte del campionato successivo. 

COSA AGGIUNGE ALLA PERGOLETTESE: LEADERSHIP SILENZIOSA E GEOMETRIE SEMPLICI
Nel calcio di Serie C, dove la velocità della transizione spesso prevale sulla finezza del palleggio, la priorità di una retroguardia è ridurre il caos. Milesi lo fa con strumenti semplici e ripetibili: 1) letture preventive sull’attaccante che scappa alle spalle; 2) gestione del corpo nei duelli aerei, dove sposta l’impatto dal contatto al tempo di salto; 3)uso misurato del primo passaggio: corto quando la squadra è schierata, verticale se c’è spazio tra le linee. La sua presenza libera il compagno di reparto dall’obbligo di «uscire sempre», perché Milesi sa restare in attesa, scivolare, accompagnare l’azione sul lato debole. Sono piccole economie di gioco che nel medio periodo si traducono in una voce di bilancio: meno errori non forzati, più pulizia dentro l’area, migliore protezione del portiere.

PERCHÈ L'INNESTO ORA, ESIGENZE TECNICHE E CONTESTO DI CLASSIFICA
La cronaca dice che la Pergolettese negli ultimi mesi ha alternato picchi e cali, pagando dazio in alcune gare per dettagli nella fase di non possesso. Gli addetti ai lavori hanno descritto un gruppo in cerca di equilibrio e personalità, con partite girate su episodi e gestione delle seconde palle. L’arrivo di Milesi risponde a due bisogni: dare una gerarchia difensiva chiara e aumentare il numero di «giocatori da situazione» negli ultimi 30 metri dietro la linea della palla, quelli che sanno amministrare un vantaggio o assorbire un momento di pressione. L’operazione, annunciata il 15 gennaio, si inserisce anche in un mini-rimescolamento di organico che ha portato in dote un altro profilo offensivo, a conferma di un mercato mirato sui reparti chiave.

CORNICE TATTICA: COME PUÒ UTILIZZARLO TACCHINARDI
Dentro una linea a 4, Milesi rende al meglio da centro-destra, per aprire il piede verso l’esterno e uscire in diagonale corta. In una linea a 3, può fungere da «braccetto» prudente o da perno centrale, dove la lettura del gioco avversario pesa più della velocità pura. In entrambe le soluzioni, il suo arrivo consente di ricalibrare gli equilibri: chi avrà gamba per accompagnare in avanti potrà farlo con più leggerezza, sapendo che dietro c’è una bussola. E in una Serie C che si gioca spesso sui dettagli dei minuti finali, avere un leader tecnico nella gestione del tempo, quando al 90’ i palloni piovono dentro, è una risorsa che vale punti.

UNA FIRMA DAL SIGNIFICATO TECNICO E SIMBOLICO
La nota ufficiale parla chiaro: la Pergolettese ha cercato e ottenuto «esperienza in difesa». Dietro la formula, c’è una scelta identitaria. In un campionato che non perdona le minime disattenzioni, inserire un profilo come Milesi equivale a comprare minuti di lucidità. Per un club che ha nel radicamento territoriale e nella cultura del lavoro le proprie coordinate – i «Cannibali» del Voltini – è un passo coerente, quasi naturale. Ora tocca al campo: inserirlo nelle rotazioni, accendere le sinergie, trasformare la solidità in punti. Ma per una volta, la sensazione è che il mercato abbia parlato una lingua semplice e utile: quella di un centrale che sa fare il centrale. La fotografia finale è nitida: la Pergolettese non ha cercato l’operazione «di copertina», ma ha messo nel carrello un bene primario del calcio: la competenza difensiva. E quando la stagione entrerà nella sua parte più tattica, quella in cui ogni dettaglio pesa, avere un centrale con più di 350 partite sulle spalle potrebbe essere la differenza tra difendere un punto e perderlo al 93’.

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