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Serie C

Saluta definitivamente l'Atalanta e ritorna nel club che lo considera punto fermo, il viaggio del centrocampista

Un'esperienza-bis che sa di continuità e di ambizione: la scelta del 21enne può cambiare la stagione bianconera

PIANESE SERIE C - MATTEO COLOMBO

PIANESE SERIE C - Matteo Colombo, centrocampista classe 2004, nella scorsa stagione ha totalizzato 35 presenze e 2 reti con la maglia del club toscano prima di tornare a Bergamo

Una porta di spogliatoio che si richiude, la maglia numero 4 appesa e un campo sintetico incorniciato dal Monte Amiata. È da questa immagine che riparte il percorso di Matteo Colombo: il centrocampista del 2004, nato a Bollate, ha scelto di tornare alla Pianese e di legarsi ai bianconeri fino al termine della stagione 2026-2027. Un ritorno che non è nostalgia, ma progetto. E che racconta una storia semplice e potente: quella di un ragazzo cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, capace di ritagliarsi spazio tra i professionisti a Piancastagnaio, poi di misurarsi nei 6 mesi con la seconda squadra nerazzurra in Serie C e infine di scegliere la continuità tecnica e la centralità di ruolo. La notizia è ufficiale e arriva nel cuore del mercato invernale di mercoledì 14 gennaio, con la formula che piace ai club che programmano: accordo fino al 2027 e immediata disponibilità per lo staff di Alessandro Birindelli.

PERCHÈ IL RITORNO DI COLOMBO CONTA (SUBITO)
La Pianese inserisce un profilo interno già collaudato: nel campionato scorso Colombo ha totalizzato 35 presenze e 3 reti in maglia bianconera, dimostrando affidabilità nelle due fasi e una crescita costante nella lettura delle situazioni. Sono numeri che trovano riscontro nei principali database statistici e nelle cronache della stagione. L’esperienza degli ultimi 6 mesi con l’Atalanta Under 23 rappresenta un upgrade metodologico: standard elevati di allenamento, contesto competitivo nel Girone C di Serie C, e un bagaglio di minuti e convocazioni che affinano tempi di gioco e intensità. La scelta della maglia numero 4 è un dettaglio identitario: racconta la disponibilità a prendersi responsabilità in regia e in interdizione, ruoli in cui il classe 2004 si è imposto come mediano/centrocampista centrale.

IDENTIKIT TECNICO: CHE CENTROCAMPISTA È COLOMBO
Regista di ordine con licenza d’interdizione. È così che, con prudenza, si può inquadrare Matteo Colombo oggi. Alto circa 1,82 metri, piede destro, cresciuto nella struttura tattica del settore giovanile nerazzurro, il classe 2004 si muove con naturalezza nello spazio tra le linee di pressione avversarie, offrendo: 1) primo controllo aperto e passaggio di uscita, utile per dare ritmo alla manovra in costruzione bassa; 2) contrasti in avanti e chiusure in diagonale, con discreta pulizia nel tackle; 3) capacità d’inserimento «a rimorchio» che gli è valsa una parte dei 3 gol segnati nella scorsa stagione a Piancastagnaio. La sua collocazione naturale è il ruolo di mediano in un 4-3-3 o in un 3-5-2 come perno davanti alla difesa, con facoltà di alzarsi in seconda costruzione per schermare e aggredire. La definizione è coerente con le schede tecniche pubbliche e con l’utilizzo che ne fecero i tecnici nella scorsa annata.

DOVE LO INSERIRÀ BIRINDELLI: LINEE GUIDA
Dal suo insediamento, il tecnico Alessandro Birindelli ha chiesto una squadra corta, intensa nelle scalate orizzontali e pragmatica nella prima uscita. Nelle sue dichiarazioni d’impianto e nelle scelte di staff, l’ex Juventus ha fissato alcuni principi: verticalità selettiva, catene laterali aggressive, equilibrio posizionale dei tre centrocampisti. In questo quadro, Colombo rappresenta un innesto funzionale per almeno tre scenari: 1) Mediano basso nel 4-3-3. 2) Compiti: raccordo con i centrali, copertura preventiva e riciclo del possesso. 3) Vantaggi: maggiore qualità nel primo passaggio e schermatura dei corridoi centrali. 4) Interno di sinistra nel 3-5-2. 5) Compiti: scaglionamento con play e quinti, inserimento sul secondo palo. 6) Vantaggi: aggiunge corse «in andata e ritorno» e tempi d’inserimento. 7) Doppio schermo nei finali. 8) Compiti: protezione del risultato con due mediani e una mezzala più dinamica. 9) Vantaggi: riduzione degli spazi tra linee e più seconde palle pulite.

UN CLUB PICCOLO CHE PENSA IN GRANDE
La Pianese ha imparato a fare strada in equilibrio tra ambizione e realismo. Basterebbe ripercorrere l’ultima stagione: da neopromossa, la squadra amiatina ha saputo trasformarsi da «outsider» a presenza rispettata in Serie C, conquistando la storica qualificazione ai playoff e superando il primo turno in trasferta a Pineto. Quel giorno, al minuto giusto, è arrivata la firma di Marchesi e, nei titoli di coda, persino un palo timbrato da un Colombo bianconero (omonimo di Matteo). Segnali, più che simboli, di una squadra capace di abituarsi alla pressione dei dettagli. La crescita non è casuale: il club ha ridefinito l’area tecnica nella scorsa primavera, chiuso il ciclo con Alessandro Formisano e affidato la panchina a Birindelli, costruendo attorno a lui uno staff con competenze specifiche in preparazione atletica e match analysis. Una traiettoria coerente con l’idea di una Pianese che sa rinnovarsi senza snaturarsi.

DA BERGAMO ALL'AMIATA: COSA CAMBIA DALL'ESPERIENZA CON L'ATALANTA UNDER 23
Chi passa dall’Atalanta U23 porta con sé abitudini di lavoro: intensità standardizzata, cura dei dettagli, alternanza tra partita e micro-cicli ad alta densità. Pur senza esagerare con numeri, il semestre tra i nerazzurri è un capitale tecnico che si accumula. Nel suo periodo in Girone C, Colombo ha incrociato avversari e contesti diversi da quelli del Girone B: un laboratorio utile per consolidare tempi di pressione e aggressività senza palla. Ora con il classe 2004 i bianconeri guadagnano una risorsa pronta, allineata all’idea di calcio di Birindelli, con margini di crescita e un orizzonte temporale che consente programmazione. In una Serie C dove la differenza la fa la qualità delle scelte e la coerenza tra campo e società, sembra esattamente la mossa giusta.

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