Serie C
16 Gennaio 2026
LECCO SERIE C - Edoardo Duca, centrocampista classe 1997, in prima squadra ha debuttato in Serie D ai tempi della Grumellese (in foto) e arriva in riva al Lago dalla Juve Stabia di Serie B
È l’ora dell’allenamento pomeridiano al «Rigamonti‑Ceppi». La luce invernale disegna ombre lunghe sul sintetico quando una nuova sagoma in casacca bluceleste si stacca dal gruppo e chiede il pallone tra le linee. Primo controllo, corpo aperto, scarico pulito di interno destro: gesto semplice, da chi sa già cosa fare ancor prima di ricevere. Quella sagoma è Edoardo Duca, classe 1997, nato a Milano il 3 maggio, nuovo centrocampista della Calcio Lecco 1912, arrivato in prestito dalla S.S. Juve Stabia fino al 30 giugno 2026. Un innesto ragionato, quasi silenzioso, che parla la lingua del mestiere: posizionamento, appoggi, tempi di pressione, letture preventive. È ciò che il Lecco ha deciso di aggiungere nel cuore del campo per gli ultimi mesi della stagione.
CHI È EDOARDO DUCA, UN PROFILO «COSTRUTTORE» CHE VIENE DA LONTANO
Dietro quel primo controllo ci sono anni di pallone vissuti a tutte le altezze della piramide calcistica italiana. Cresciuto nel settore giovanile dell’Albinoleffe, Duca ha forgiato la sua identità tecnica e mentale scendendo in Serie D con Grumellese, OltrepòVoghera e Pavia, prima della chiamata del Modena nel dicembre 2018, punto di svolta della sua carriera. Con i canarini conquista subito la promozione tra i Professionisti e debutta in Serie C nel settembre 2019. Alto circa 1,78 e centrocampista di piede destro, ha interpretato sia il ruolo di mezzala sia quello di interno in un centrocampo a tre, con spiccata attitudine al gioco «tra le linee» e all’ultimo passaggio. Queste tappe, con dati anagrafici e passaggi chiave di carriera, sono confermate dai profili statistici e biografici più autorevoli.
DALLA SERIE D ALLA SERIE B, PASSANDO PER LA PROVINCIA
Il percorso di Duca è di quelli che insegnano pazienza e costruzione. Dopo gli inizi in Serie D, il trasferimento al Modena lo mette di fronte a un club ambizioso, radicato e competitivo. Nel gennaio 2020 arriva il prestito alla Pergolettese, dove il centrocampista trova minutaggio e continuità: resta fino all’estate 2021, firma 32 presenze e 6 gol, e torna a Modena con uno zaino pieno di fiducia. Nel 2021-2022 contribuisce alla promozione in Serie B e alla vittoria della Supercoppa di Serie C; poi, in cadetteria, mette insieme 58 presenze e 3 reti nelle tre stagioni successive. Sono numeri che certificano affidabilità e abitudine al calcio che conta, e che tornano utili quando si scende di categoria per alzare il livello complessivo del reparto.
L'ULTIMA TAPPA PRIMA DEL LECCO: LA JUVE STABIA
Nell’estate 2025, Duca saluta il Modena e firma con la Juve Stabia un accordo pluriennale fino al 30 giugno 2027. Un’operazione di caratura per una società in crescita, che vede nel centrocampista un elemento di equilibrio. Nei primi mesi della Serie B 2025-2026, però, lo spazio è limitato: appena 3 presenze e 40 minuti complessivi, con una valutazione media sufficiente e nessuna sanzione disciplinare. A fine dicembre 2025 una noia fisica lo ferma, con rientro atteso verso la fine di gennaio 2026; la gestione delle energie diventa un fattore. Da qui nasce l’opportunità-Lecco: prestito fino al 30 giugno 2026, contesto tecnico più «su misura» e la possibilità di rimettere minuti nelle gambe con responsabilità di alto profilo.
IL PERCHÈ DEL LECCO: AFFIDABILITÀ PER UN GIRONE CHE NON ASPETTA
La Serie C 2025-2026 si è rivelata tosta e «compressa», con un Girone A competitivo, piazze calde e seconde squadre a vivacizzare il calendario. Dopo la retrocessione dalla Serie B 2023-2024, il Lecco ha costruito pazientemente una squadra capace di reggere il passo: punti pesanti nel 2025 e continuità di risultati lo raccontano. In alcuni segmenti della stagione, i bluceleste hanno viaggiato nelle zone alte della classifica, fotografando ambizioni e margini di crescita. In questo scenario, Duca è l’innesto funzionale per consolidare il possesso, migliorare la qualità delle uscite dal basso e alzare il livello delle scelte in rifinitura.
COSA PORTA DUCA AL LECCO
1) Intelligenza posizionale. Duca occupa bene i corridoi interni, si offre in appoggio corto e funge da «snodo» nella costruzione bassa. È il centrocampista che «vede» la giocata semplice, quella che velocizza. 2) Concetto chiave: uscita pulita. Lettura senza palla. La sua prima corsa è spesso per tagliare la linea di passaggio avversaria, non per «andare sull’uomo». Concetto chiave: prevenzione. 3) Continuità. I minuti in B col Modena raccontano una disponibilità al lavoro «sporco» e al sacrificio. Concetto chiave: affidabilità. 4) Palle inattive. Non è uno specialista, ma ha gamba e tempo d’inserimento sulla seconda palla. Concetto chiave: seconda giocata. Queste caratteristiche, osservate lungo il suo percorso tra D‑C‑B, trovano riscontro nel suo utilizzo come mezzala o interno con compiti di connessione, ruolo che a Lecco può armonizzarsi con i profili già in rosa e con i recenti innesti in mezzo al campo. In un Girone A che ha già dimostrato di non lasciare margini agli errori, è un innesto che ha senso tecnico e logico. Adesso, come sempre, parlerà il campo.