Serie C
16 Gennaio 2026
UNION BRESCIA SERIE C - Alessandro Lamesta, centrocampista classe 1996, nella prima parte di stagione con la Giana Erminio ha collezionato 20 presenze e 3 gol
È un pomeriggio freddo al Rigamonti e sulle gradinate c’è quel brusio tipico dei giorni di mercato: si incrociano aspettative e ricordi, promesse e scetticismi. Mentre la città metabolizza un progetto sportivo risorto con forza, un ragazzo che ha passato quasi un decennio sui campi della Serie D posa la penna su un foglio e scrive il proprio futuro: Alessandro Lamesta è un nuovo calciatore dell’Union Brescia, a titolo definitivo, con un accordo fino al 30 giugno 2027. Non è un colpo da copertina, è qualcosa di più sottile e profondo: l’idea che un club ambizioso sappia pescare merito, carattere e rendimento dove altri vedono soltanto «categoria».
UN PROFILO PRECISO: CHI È LAMESTA
Nato a Vaprio d’Adda il 29 dicembre 1996, Lamesta è un calciatore che ha costruito la propria identità lontano dalle luci dei riflettori. È cresciuto tra i Dilettanti nel Caravaggio, dove ha imparato a unire disciplina e coraggio tecnico giocando per diverse stagioni in prima squadra in Serie D. Nelle ultime stagioni è diventato un punto di riferimento della Giana Erminio, con cui ha conquistato la promozione in Serie C nella stagione 2022-2023 e ha accumulato minuti, fiducia e leadership. Per caratteristiche, Lamesta è un centrocampista/esterno di sinistra con spiccata propensione offensiva: piede mancino, corsa continua, capacità di lavorare sul binario ma anche di stringere verso dentro per creare superiorità, cercare la rifinitura e liberare il tiro.
I NUMERI CHE SPIEGANO IL PERCHÈ DEL SUO ARRIVO
Nei professionisti, Lamesta ha totalizzato circa 100 presenze tra campionato e Coppa, con 11 gol: non un solista, ma un interprete moderno delle corsie, capace di contribuire alla costruzione e di incidere nell’ultimo terzo. Con la Giana Erminio, tra tutte le competizioni, ha superato quota 150 presenze con 15 reti, diventando un perno tecnico e mentale, fino a essere indicato come figura rappresentativa del club. Numeri «lineari», distribuiti con costanza: segnali di affidabilità. Se si guarda alla stagione più recente con la Giana, Lamesta ha messo insieme minutaggio importante, un pacchetto di gol (6) e assist utile per una squadra abituata a vivere di organizzazione e ripartenze. La sua «produzione offensiva» non dipende soltanto dalle finalizzazioni: c’è molto lavoro «tra le linee», cross tagliati, conduzioni che piegano la pressione avversaria e inviti dentro l’area. È quel tipo di esterno che allarga il campo e, nel contempo, consente alla mezzala di attaccare lo spazio alle sue spalle.
COSA PORTA ALL'UNION BRESCIA: IL DETTAGLIO TATTICO
Versatilità funzionale: la possibilità di interpretare il ruolo da esterno a tutta fascia o da «quasi trequartista» laterale, modulando la struttura in 4-3-3, 4-2-3-1 o in un 3-5-2 con compiti dedicati sulla corsia mancina. Lettura delle transizioni: Lamesta ha dimostrato di saper ribaltare l’azione con pochi tocchi, fondamentale in una Serie C in cui gli episodi sulle seconde palle spostano gli equilibri. Peso specifico sulle palle inattive: mancino educato, è credibile sia dalla bandierina sia su calci piazzati laterali; un vantaggio in termini di «expected assist» anche in gare bloccate. Abitudine al sacrificio: anni in Serie D e poi il consolidamento in C lo hanno reso un giocatore abituato alla doppia fase. La struttura dell’Union Brescia, oggi guidata da un impianto tecnico che chiede intensità dentro e senza palla, potrà valorizzare proprio questa completezza.
DAL CARAVAGGIO ALLA SERIE C, LA SCALATA SILENZIOSA
Il filo rosso di questa storia passa da Caravaggio. Tenacia, abitudini, senso del lavoro: sono parole che spesso usurano il linguaggio sportivo, ma qui tornano a significare. Lamesta ha raccolto minuti e cicatrici nei campi di provincia, affrontando avversari, campi pesanti e marcature «vecchia scuola». È lì che ha imparato a proteggere palla, a resistere al contatto, a muoversi con economia di tocchi. La chiamata della Giana Erminio lo ha proiettato nella dimensione professionistica: prima la promozione e poi la conferma della tenuta in Serie C, fino a indossare, in più di una gara, i gradi di vicecapitano. Un riconoscimento di status, ma anche di affidabilità quotidiana.
UN INNESTO CHE PARLA AL PUBBLICO
Il calcio, a Brescia, non è solo un passatempo: è identità cittadina. L’arrivo di un calciatore che ha fatto gavetta, che non porta in dote solo curriculum ma anche racconti di spogliatoi di provincia, è un messaggio chiaro alla tifoseria: qui si costruisce con pazienza, si premia il merito, si crede nel lavoro. È il tipo di narrativa che una piazza calda e competente sa abbracciare senza indulgenze: il sostegno c’è, il giudizio si dà sul campo. Ed è esattamente lì che Lamesta ha sempre voluto parlare. Ad attenderlo ci sono dunque un pubblico esigente, una squadra in corsa e uno staff che sa come cesellare profili duttili. Da oggi, ogni pallone giocato sul lato mancino del Rigamonti avrà un nuovo interprete. E spesso, nei campionati che si decidono su dettagli e percentuali, è proprio l’interprete giusto, non il nome più rumoroso, a spostare l’esito della stagione.