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Ha già esordito in Serie A, ora sarà allenato dall'ex CT della Nazionale: il 19enne cambia squadra e corre veloce

Il club ingaggia il capitano della Primavera giallorossa per dargli campo e responsabilità senza mettergli addosso etichette

SPEZIA SERIE B - ALESSANDRO ROMANO

SPEZIA SERIE B - Alessandro Romano, centrocampista classe 2006, nella stagione in corso conta 2 presenze in Serie A con la Roma e 13 presenze con 3 gol in Primavera

La scena è questa: mattinata frizzante al «Comunale» di Follo, il campo che disegna linee nette nell’aria d’inverno e una maglia bianca con il numero in nero. Sulla schiena, 60. Sulle spalle, attese non banali. Il ragazzo che esce dagli spogliatoi sorride poco, stringe la mano ai compagni e comincia a chiedere palla come se fosse lì da sempre. È Alessandro Romano, classe 2006, regista svizzero cresciuto a Winterthur, diventato riferimento del vivaio della Roma e oggi nuovo centrocampista dello Spezia. Prestito secco, obiettivo chiaro: minuti veri, compiti veri, crescita vera. Ufficiale nel primo pomeriggio di 16 gennaio 2026.

DALLA SVIZZERA ALLA CAPITALE
Nato a Winterthur il 17 giugno 2006, Romano è un prodotto del FC Winterthur: con la Roma arriva nel 2022, quando i giallorossi ne monitorano qualità e margini durante le gare delle nazionali giovanili svizzere. A Trigoria, con la Primavera, la crescita è costante: guida della manovra, tempi di gioco, sinistra educata sulle palle inattive. Numeri alla mano: con i giovani giallorossi accumula complessivamente 56 presenze, 11 gol diventandone un punto di riferimento e, in diverse fasi, uomo-fascia del gruppo. Sono dati riportati dallo stesso comunicato spezzino che certifica il percorso. Nel frattempo, il rapporto con la prima squadra si consolida: ritiro estivo 2025, allenamenti costanti con i «grandi» e, finalmente, il battesimo in Serie A: 6 gennaio 2026, Lecce-Roma 0-2, ingresso al minuto 86’ al posto di Dovbyk, un fallo tattico in mezzo e la gestione di qualche pallone caldo in un finale già indirizzato.

IL CONTESTO SPEZIA: PRESTITO CON LOGICA
Per lo Spezia: inserire un regista di piede mancino con abitudini da «metronomo» facilita il salto di qualità nel possesso iniziale e offre un’alternativa pericolosa sul medio-corto. Con Roberto Donadoni in panchina, tecnico che pretende ordine in costruzione e aggressività sulle seconde palle, il profilo si incastra bene. Non è un caso che il club parli esplicitamente di «responsabilità» e «continuità»: tradotto, non un semplice tappabuchi ma un protagonista potenziale del girone di ritorno. Per la Roma: il passaggio in Serie B è lo step naturale dopo l’esordio: un campionato che alterna partite di lotta e momenti di qualità, ideale per misurare personalità, letture e resistenza ai contrasti. Il club giallorosso, che nel febbraio 2025 gli ha prolungato il contratto fino al 2027, sceglie la strada del prestito per accelerare il processo senza disperdere patrimonio tecnico. Per Romano: continuità e centralità. Una fascia di capitano in Primavera pesa relativamente; un quarto d’ora difficile in Serie A è una vetrina; ma 1.000-1.500 minuti in Serie B nel giro di cinque mesi cambiano la carriera. Qui il test non è più «se sa giocare»: è «quanto spesso riesce a imporre il proprio gioco». Concetti chiave: rapidità di pensiero, scaglionamenti, pressing dopo palla persa.

UN CAPITALE GIOVANE GIÀ PATRIMONIALIZZATO
La Roma ha blindato Romano con un rinnovo fino al 2027 (opzione un anno), segnando nero su bianco il valore strategico del centrocampista. Il giocatore ha già accumulato minuti e leadership in Primavera 1 e, nei mesi addietro, era stato al centro di interessi di mercato (anche italiani), poi non concretizzati. Il senso del prestito allo Spezia è chiaro: rientrare a Trigoria a giugno con uno zaino di esperienze da professionista e una «taglia» diversa. Tra 2025 e inizio 2026, le rilevazioni delle piattaforme statistiche dedicano a Romano un set di numeri coerenti con il ruolo: utilizzo continuativo in Primavera 1 (da titolare), contributo in gol e assist, e prime presenze aggregate alla prima squadra. È un campione che racconta impatto e affidabilità con i pari età, propedeutico alla prova della Serie B.

LA DIMENSIONE INTERNAZIONALE
L’etichetta «svizzero-italiano» non è un semplice tratto biografico. Con le nazionali giovanili della Svizzera, Romano ha percorso tutta la trafila: Under 16, Under 17, poi Under 18-Under 19 fino all’Under 20. Nel marzo 2023 ha firmato reti pesanti nel girone élite di qualificazione all’Europeo Under 17: gol alla Lettonia nel 5-2 e pareggio contro l’Albania. La Svizzera si qualifica e Romano approda alla fase finale, toccando con mano il contesto delle grandi rassegne. Sono tasselli che spiegano perché, oggi, parliamo di un 2006 con una memoria di gara già formata per le pressioni.

CHE SPEZIA RITROVA DONADONI CON ROMANO IN REGIA
L’arrivo di Roberto Donadoni ha riallineato lo Spezia su un canone preciso: identità, compattezza, ritmo. In questo contesto, un play 2006 che ha già letto ritmi europei giovanili e l’aria della Serie A può accelerare l’apprendimento collettivo. Se «regia» significa anche «responsabilità», il prestito di Romano è un messaggio forte al gruppo: si cresce con coraggio, ma senza avventurismi. Il 60 sulle spalle non è un vezzo. È un promemoria: volteggiare tra Primavera e prima squadra serve a capire chi sei; la Serie B ti dice chi puoi diventare. Oggi Alessandro Romano è lo spartito che Spezia e Roma hanno scelto di suonare insieme per i prossimi mesi. Il resto, lo scriveranno le sue scelte a due tocchi.

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