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Juve a 'Pugno' duro nel derby d'Italia, continua la maledizione Vinovo per l'Inter

Durmisi entra e spacca la partita, segnando il gol della sicurezza. I nerazzurri non vincono a Torino da 4 anni

Juve a 'Pugno' duro nel derby d'Italia, continua la maledizione Vinovo per l'Inter

Primavera 1 - Diego Pugno, numero 43 della Juventus, apre le danze del derby d'Italia; Matias Mancuso uno dei migliori per l'Inter

Il Duomo e la Mole, la Zebra e il Serpente. Simboli dell’eterna sfida, una delle più affascinanti del nostro calcio e non è un caso se tutti lo chiamano il “Derby d’Italia”. Quando Juventus e Inter si incontrano il terreno di gioco si trasforma in uno specchio delle tradizioni centenarie di queste due squadre e di questo speciale derby. Alla fine, è sempre questione di storia, che si ripete: come 113 giorni fa, ad avere la meglio sono i bianconeri, che superano la Beneamata con due gol di scarto. Decisivi i due bomber: Diego Pugno, che apre le danze nel primo tempo e Arman Durmisi, il quale entra dalla panchina e "spacca", firmando il 2-0. Continua il tabù Vinovo per l'Inter: il la sua ultima vittoria sul campo della Juventus è arrivata il 26 febbraio 2022, ben 4 anni fa.

Un Pugno duro

L’approccio dell’Inter è perfetto e inizia in modo scatenato lì davanti: sulla destra Mosconi prova ad illuminare con qualche sgasata, ma la prima occasione arriva dall’altro lato con una bella mina di Mancuso al 3’, ben vista e respinta da Huli. Risponde poco dopo la Juve, che ora sembra aver alzato giri del motore: Finocchiaro al 7’ disegna ad uscire con il suo sinistro dalla bandierina e trova, sul secondo palo, la testa di Vallana, che costringe Farronato a volare e, in sostanza, a compiere un miracolo. La partita vive di duelli costanti: quello tra Verde e Iddrissou, il più bello, allo stesso modo della “sfida” tra Rizzo e Mancuso, vinta per adesso tutta dal nerazzurro. Ma quel che sembra evidente è che sarà solo un dettaglio, una disattenzione fatale a poter sbloccare il derby d’Italia. Dopo un ping pong di continui possessi persi e riconquistati e, dunque, un grande equilibrio che regge, alla mezz’ora c’è più Inter, che ritorna sulla falsariga dei primi minuti: al 29’ Della Mora prova con una sassata dalla distanza ad incrociare il suo destro, la palla sembra ben indirizzata, ma termina in out: resta solo l’illusione. L’occasione più grande dell’Inter arriva quasi al fotofinish, al 42’ ed è tutta per l’Inter: cross dalla destra di Venturino, Mosconi colpisce di testa, ma becca in pieno la traversa e poi la riga di porta. E quel quasi che fa tutta la differenza del mondo: proprio all’ultimo giro di lancette, Tiozzo s’invola sulla destra, alza la testa e vede sul secondo Pugno; la difesa interista si addormenta (non la prima volta in questo match), il 43 è sveglissimo e buca sul primo palo lo specchio mal protetto da Farronato. È un gol d’oro quello di Pugno, che permette alla sua Juve di chiudere in vantaggio il tempo.

"Entro e spacco"

Si rientra senza nessuna modifica in campo, il ritmo della ripresa è piuttosto blando: l’Inter lascia tanti spazi in mezzo e la manovra risulta sempre più macchinosa; anche la Juve, tra i tanti contrasti, sviluppa solo sporadicamente dal basso, ma quando ci riesce il livello di pericolosità è sempre elevatissimo. Un esempio? Leone sfiora l’eurogol da fuori al 14’, cerca di pescare il jolly con un bel destro incrociato, che esce di pochissimo. La stanchezza inizia a farla da padrona e le prime sostituzioni sono quasi obbligate: sponda bianconera, vuole mettere gas con l’ingresso di Elimoghale; Carbone si affida alla freschezza di Kukulis e il 10 Manuel Pinotti, che al 33’ prova con la punta del piede a fare un gol in stile calcetto, ma un immenso Verde mura con tutto se stesso. Nel finale l’Inter è chiamata all’all-in e in qualche modo evita anche il raddoppio della Juve al 39’ sul colpo di testa alto del neo entrato Durmisi sul bel cross di un altro cambio, Grelaud. Padoin in panchina si fa trascinare e fa quasi il quarto uomo, dirigendo i suoi dalla metà campo, ben oltre dall’area tecnica. La grinta degli 11 juventini è la stessa del loro allenatore; l’Inter si complica anche la vita quasi da sola, dato che al 44’ Nenna, già ammonito, ferma Durmisi, entrato benissimo, in campo aperto, trovando il secondo giallo e allora l’espulsione. Ora è l’Inter che insegue contro una Juve che assedia e colpisce nuovamente: Repciuc batte bene un angolo, stacca di testa Durmisi, che non sbaglia al 47’.

E con questa fotografia si chiude un bellissimo Derby d’Italia: la Juve batte, come all’andata, l’Inter sempre con due gol di scarto e vola a 28 punti in classifica. Cadono i nerazzurri, che scivola al terzo posto, aspettando il risultato della Roma impegnata contro il Cagliari domenica.


IL TABELLINO

JUVENTUS-INTER 2-0
RETI: 46' Pugno (J), 48' st Durmisi (J).
JUVENTUS (3-4-2-1): Huli 6.5, Rizzo 5.5, Verde 7, Van Aarle 6.5, Leone 6 (30' st Repciuc sv), Vallana 7, Keutgen 6, Contarini 6.5 (37' st Grelaud sv), Tiozzo Pagio 7.5 (30' st Milia sv), Finocchiaro 7 (19' st Elimoghale 6), Pugno 7.5 (37' st Durmisi 7). A disp. Nava, Montero, Lopez Comellas, Sylla, Merola, Borasio. All. Padoin 7.5.
INTER (4-3-3): Farronato 5.5, Della Mora 6.5, Nenna 6.5, Mackiewicz 6, Marello 6.5, Venturini 6 (23' st Pinotti 6), Cerpelletti 6, Zarate 6.5 (43' st Virtuani sv), Mosconi 7 (36' st El Mahboubi sv), Iddrissou 7 (23' st Kukulis 6), Mancuso 7 (36' st Putsen sv). A disp. Pentima, Conti, La Torre, Sorino, Breda, Peletti. All. Carbone 6.
ARBITRO: Zago di Conegliano 6.5.
COLLABORATORI: Gentile di Isernia e Tempestilli di Roma 2.
AMMONITI: Contarini (J), Nenna (I), Nenna (I), Mosconi (I).
ESPULSI: 44' st Nenna (I).
NOTE: Come da disposizione della Figc, prima dell'inizio della partita è stato osservato un minuto di silenzio nella memoria di Rocco B. Commisso, presidente della Fiorentina.


LE PAGELLE

a cura di Niccolò Tuzzolino

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