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Serie C

Preso il trascinatore dell'ultima Serie D, la squadra che vuole salvarsi piazza il colpaccio in attacco

Ecco un giocatore cresciuto nei vivai professionistici, passato in Inghilterra e reduce da un anno davvero stellare

BRA SERIE C - FRANKLYN AKAMMADU

BRA SERIE C - Franklyn Akammadu, attaccante classe 1998, nella prima parte di campionato 19 presenze e 2 gol con la Giana Erminio

C’è un fotogramma che racconta il nuovo acquisto del Bra meglio di mille parole: minuto 81 e poi 90+3, un doppio graffio che ribalta la partita. Il protagonista è Franklyn Akammadu, allora maglia della Giana Erminio, 2 reti in rimonta al Lumezzane in Serie C. È ottobre 2025, è la conferma che quell’attaccante nato a Padova nel 1998 ha piedi caldi e testa fredda quando il cronometro corre veloce. Oggi quel fiuto del momento giusto si trasferisce in Piemonte sperando di fare ancora meglio della prima parte di stagione: il Bra lo ha preso a titolo definitivo per dare peso, profondità e alternative al reparto offensivo di Fabio Nisticò.

UN PROFILO COSTRUITO A FIRENZE, LANCIATO A CESENA E TEMPRATO IN INGHILTERRA
Nato l’11 agosto 1998, Franklyn Obunike Akammadu si forma nel vivaio della Fiorentina, poi completa la crescita alla Primavera del Cesena. Il debutto tra i grandi arriva in Serie B il 18 maggio 2017 contro l’Hellas Verona: subentra e assaggia la velocità del professionismo, tappa simbolica di un percorso che lo porterà a confrontarsi con più contesti e sistemi di gioco. La stagione seguente mette in bacheca minuti ed esperienza in Serie C con Fermana e Prato, quindi la parentesi all’estero: Tranmere Rovers in League Two, chiamata con cui amplia il bagaglio, affronta una diversa cultura tattica e un calcio più diretto. I Rovers lo annunciano nell’estate 2018, e pur con poco spazio in campionato, il classe 1998 lascia traccia anche nelle coppe locali. È un passaggio che pesa sulla maturità del giocatore, perché aggiunge fisicità e letture da area inglese alle qualità già note nel suo repertorio.

IL VIAGGIO IN ITALIA
Rientrato in Italia, Akammadu trova minuti con l’Alessandria in Serie C, poi scende tra i dilettanti dove diventa un riferimento: tappe a Prato, Forlì, Campodarsego, Chieti, Sangiovannese, Scandicci, Montebelluna, Certaldo. Il rilancio definitivo arriva a Crema: stagione 2024-2025, chiude con un bottino da centravanti vero, 22 gol in 38 presenze tra campionato e coppa. Numeri che non passano inosservati ai tecnici della Giana Erminio, che nell’estate 2025 lo riportano in Serie C con un contratto fino al 30 giugno 2026.

LA PRIMA PARTE DI STAGIONE ALLA GIANA ERMINIO
Nella prima metà del 2025-2026 con la Giana Erminio, Akammadu mette insieme presenze regolari e sigla 2 reti in campionato. La fotografia è quella di una punta disponibile a giocare spalle alla porta, attaccare la profondità e muoversi dentro le rotazioni del tridente. Ha struttura compatta, corsa potente, primo passo utile per aggredire lo spazio: qualità che in Serie C pesano contro difese organizzate e campi spesso «stretti» per tempi e duelli. L’uso del piede destro, la protezione della palla e la capacità di reggere il contatto sono tratti consolidati. Doti da 9 e da esterno. Pur nascendo punta centrale, Akammadu ha ricoperto anche il ruolo di esterno d’attacco, allargando il campo e attaccando il secondo palo. Questo gli consente di coesistere con un’altra prima punta o di fungere da riferimento avanzato in un 4-3-3 o in un 3-4-2-1.

IL BRA E LA RICHIESTA TATTICA: DOVE PUÒ INCIDERE
Il Bra di Fabio Nisticò ha costruito la sua identità su intensità, compattezza tra i reparti e attacchi rapidi della profondità. In Serie D, prima della promozione, i giallorossi avevano già mostrato una progressione costante di risultati e una capacità di stare nella parte alta della classifica nel lungo periodo. Il salto in Serie C ha imposto un riadattamento, ma l’ossatura e i principi sono rimasti chiari: gara dopo gara, l’idea è quella di limitare i rischi in uscita, sfruttare la riconquista e colpire con verticalità. In questo quadro, Akammadu offre tre opzioni: 1) Terminale di sponda per risalire campo. Con la sua fisicità può fungere da «calamita» su lanci e seconde palle, liberando gli inserimenti delle mezzali. 2) Attaccante di profondità per spaccare le difese a cinque. Il movimento a «tagliare» tra braccetto e centrale avversario è un suo marchio; con tempi giusti dei compagni, diventa un’arma contro chi difende basso. 3) Esterno di gamba per alzare i ritmi nella ripresa. In gare bloccate, spostarlo largo per duellare nell’uno contro uno può cambiare la partita.

UN'OPERAZIONE GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Il profilo è coerente con gli obiettivi del Bra in questa fase storica: serviva un attaccante con gamba, capace di «allungare» le difese e allo stesso tempo di lavorare spalle alla porta. Serviva qualcuno abituato a reggere la pressione del risultato e con gol recenti nel curriculum, non soltanto ricordi lontani. Serviva, infine, una storia di resilienza: da Firenze a Cesena, dall’Inghilterra a un’annata da trascinatore in Serie D, fino al ritorno in C. Tutti tasselli che compongono un giocatore che, a 27 anni, entra nel prime atletico e competitivo. La scommessa del Bra non è solo aritmetica da tabellino: è anche una scelta di leadership offensiva e di mentalità. Se il gruppo riuscirà a innescarlo con costanza dentro e fuori area, Akammadu può cambiare la percezione della squadra nelle partite punto a punto. E in Serie C, dove un rinvio sporco o un taglio sul primo palo spesso valgono più di un possesso prolungato, avere un attaccante che «sente» il gol negli ultimi 10 minuti fa tutta la differenza del mondo.

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