Cerca

Il Pungiglione

Quando il gioco di possesso si arrende alle giocate POMO

In bilico tra tiki-taka e long balls: il rebus dei nostri allenatori

Quando il gioco di possesso si arrende alle giocate POMO

IL PUNGIGLIONE • Da Mourinho a Gasperini, gli ultimi disperati minuti di partita diventano occasione per compensare una sconfitta con il lancio di una giovane promessa come Antonio Arena

Con l'occhio attento del Pungiglione, osservo le partite del nostro campionato italiano di Aerie A,B,C, trasmesse dai vari canali televisivi, e sui campi, quelle del settore giovanile dilettantistico. Ed è proprio con un pizzico di sarcasmo che vorrei esprimere le mie riflessioni su ciò che succede in questa new era del calcio.
Quando il risultato è in bilico, gli allenatori vengono messi alla prova, dovendo gestire la pressione e trovare soluzioni per sbloccare la partita. A 20 minuti dalla fine, la musica cambia, saltano tutti gli schemi, e tutto ciò che si è provato in settimana viene gettato al vento, si cade nel panico, si pensa solo a fare punti. Dopo un breve consulto con l'analyst match, si aprono le porte girevoli come in un gran hotel  e via! Danno un pacca sulla spalla a chi entra, e stringono la mano a chi esce. Quando si intuisce una inevitabile sconfitta, e c'è un giovanissimo in panchina, lo si inserisce per compensazione. Perdo, ma almeno lancio un giovane, anche se non è ancora il suo momento. È un calcolo cinico, più aziendalista che tecnico. Così facendo si guadagnano solo poche settimane in più di sopravvivenza. Non ci vuole un genio per capirlo.
Anche Gasperini, con la sua Roma in svantaggio, e Ranieri in tribuna a controllare ogni mossa, a una manciata di minuti dalla fine con in gioco l’eliminazione diretta dalla Coppa Italia, avrà fatto un ragionamento di compensazione. Fa entrare Arena, Under 17, realizza subito il pareggio e sfiora un altro gol. Ma il Dio del calcio dice 'no' e premia il Torino, che segna a tempo quasi scaduto. I fischi per Gasperini si trasformano in applausi per il coraggio dimostrato. Ricordate José Mourinho nel suo periodo alla Roma? Il 21 novembre 2021 fece lo stesso. Durante il secondo tempo, per calmare il malumore dei tifosi, buttò dentro il diciottenne Felix Afena-Gyan al posto di Shomurodov. Il giovane rispose alla grande, realizzando addirittura una doppietta contro il Genoa. Fu proprio in quell'occasione che Mourinho gli promise un paio di scarpe da 800 euro se avesse segnato un gol. Attualmente Felix, avendo trovato difficoltà nella Cremonese - proprietaria del cartellino - e nella Juventus Under 23, gioca per l'Amedspor nella seconda divisione Turca.
Ho notato  inoltre che, l'attenzione dei nostri allenatori a un certo punto della partita si sposta tutta sulle aree di rigore, dove si creano le occasioni da gol e si decidono le sorti della gara. È li  che i giocatori mostrano la loro pericolosità, e gli spettatori si divertono di più. La ricerca del gol o la paura di subirlo crea forti emozioni che uniscono i tifosi alla squadra. Il centrocampo, zona strategica detta da tutti la più importante per dominare il gioco passa in secondo piano. Lì non si fa gol e non lo si subisce, necessita per forza saltarlo, è una perdita di tempo dialogare a metà campo. E come lo si salta? Semplice, tutti lo fanno e nessuno lo dice. Si affidano tutti, - magari anche senza saperlo - a un concetto sviluppato da Charles Hughes, un ex allenatore inglese e direttore del centro allenatori in Inghilterra (scomparso nel 2024 a 95 anni) da me chiamato in causa  in un mio precedente articolo. Hughes sosteneva, dopo un suo approfondito studio statistico, che la maggior parte dei gol sono segnati con meno di tre passaggi, quindi è importante giocare la palla velocemente in avanti nelle posizioni di massima opportunità chiamata a con l'acronimo giocate POMO. Raggiungere le aree di rigore con lanci lunghi e mirati dove si hanno maggiori possibilità di segnare aumenta le opportunità di tiro, cross, calci d'angolo, punizioni, rigori, rimesse laterali - ricordiamoci che in Inghilterra una rimessa laterale in zona POMO viene accolta con grandi applausi dai tifosi -. È proprio lì, come dice Hughes, che il 90% dei gol avvengono per caso.
Anche il nostro compianto Gianluca Vialli quando sostituì nel 1998 Rud Gullit come allenatore-giocatore del Chelsea utilizzò pressing alto, long balls, aggressività, e smarcamento nelle zone POMO.  Vinse 5 trofei: Coppa delle Coppe, Coppa di Lega, Supercoppa Europea, Charity Shield e Coppa d'Inghilterra. Tuttavia, gli amanti della costruzione dal basso, del gioco di possesso , degli assist-gol, dovrebbero essere coerenti con le proprie idee e imitare Pep Guardiola fino alla fine. Passare al metodo POMO a gara in corso non passa inosservato. Allenatori, scegliete da che parte stare, o gioco di possesso o long ball. Ma ormai, i nostri bravi tecnici sanno navigare nei mari tempestosi del calcio, dove i presidenti, con i loro esoneri, sono più pericolosi delle gigantesche onde.
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter