Serie C
20 Gennaio 2026
FORLÌ SERIE C – Davide Macrì, fantasista classe 1996, nel campionato in corso conta 21 presenze e 3 gol con i colori biancorossi
Immaginate un foglio sul tavolo della sala riunioni allo stadio Tullo Morgagni, in un pomeriggio d’inverno. Una penna scorre e, in fondo alla riga, compare una data: 30 giugno 2028. Non è solo una scadenza. È la cartina di tornasole di un’idea, di un club che non vuole limitarsi a «stare» tra i Professionisti ma a «pesare». Con quell’autografo, il Forlì FC blinda il fantasista Davide Macrì e manda un segnale chiaro: continuità tecnica, fiducia in chi ha trascinato la risalita, e orizzonte lungo. Un messaggio che vale dentro e fuori dal campo.
MACRÌ, UN ESTERNO OFFENSIVO CON PIEDI «DA LEADER»
Definire Davide Macrì solo «esterno offensivo» è riduttivo. Mancino naturale, capace di partire da destra per rientrare e rifinire, ma a suo agio anche tra le linee da trequartista, il classe 1996 coniuga passo, visione e qualità sul primo controllo. La mappa del suo profilo, ruolo prevalente, piede preferito, altezza e percorso, conferma la duttilità: esterno destro e fantasista le principali collocazioni, piede sinistro l’architrave tecnico del suo repertorio. Questa versatilità ha reso Macrì una pedina preziosa già in Serie D, ma è soprattutto nella stagione della promozione che il suo peso specifico si è visto senza filtri: con gol pesanti (arrivati anche in derby ad alta tensione) e un volume di giocate utili alla squadra, il numero cresciuto all’interno dell’idea di Alessandro Miramari si è guadagnato i gradi di riferimento tecnico.
IL RINNOVO NON È SOLO UN PREMIO
In Serie C le stagioni non si vincono soltanto a gennaio o in agosto: si pianificano. Tenere in casa un calciatore che ha già dimostrato di poter «spostare» nelle due fasi, rifinitura e ultima scelta, significa assicurarsi un asse tecnico su cui costruire automatismi e continuità. Il Forlì FC lo fa blindando Macrì fino al 2028, allineando la traiettoria del club alla crescita di un giocatore nel pieno della maturità. E lo fa in un contesto in cui la programmazione è diventata marchio di fabbrica: dall’iscrizione formalizzata in giugno alla cura dell’infrastruttura-stadio, fino alla valorizzazione di un gruppo con un mix calibrato tra esperienza e giovani. Il rinnovo ha anche un portato simbolico: chi ha guidato la scalata resta per consolidare la categoria. In un campionato storicamente selettivo come la Serie C, la stabilità del nucleo tecnico non è un dettaglio: è un moltiplicatore competitivo.
LE CIFRE CHE RACCONTANO L'IMPATTO
Nella sua «prima volta» tra i Professionisti, Macrì non ha cambiato il proprio registro: ha soltanto aumentato la soglia di attenzione, scegliendo con più cura quando accelerare e quando rifinire. I 23 gettoni messi insieme sin qui, con 4 reti, non sono un semplice bilancio contabile: sono la fotografia di un calciatore che partecipa alla manovra, attacca la profondità senza fissarsi alla linea e si rende utile anche a palla ferma. Un dettaglio spesso sottovalutato è la distribuzione del contributo: nei 21 match di campionato ha già portato in dote 3 gol, cui si sommano marcature e rifiniture in altre competizioni, a conferma di una continuità trasversale agli impegni.
DAL GIORNO DELLA PROMOZIONE ALLA ROUTINE DELLA SERIE C
Il salto dalla Serie D alla Serie C è tutt’altro che scontato. Le velocità aumentano, i margini d’errore si assottigliano, gli avversari puniscono ogni lettura sbagliata. Eppure, per il Forlì, la transizione ha ricalcato il metodo che aveva portato alla vetta: organizzazione, ruoli chiari, responsabilità condivise. La promozione del 17 aprile 2025, conquistata con due giornate d’anticipo, non è stata il capolinea, ma il bivio da cui ripartire con la stessa ambizione. Nel racconto della cavalcata, i numeri parlano di 12 vittorie consecutive e di un gruppo capace di primeggiare per gol fatti e subiti, con Macrì volto riconoscibile della fase creativa. Tra i momenti-chiave, il 3-2 nel derby di ritorno col Ravenna, deciso anche da una sua zampata, ha segnato la spallata definitiva al campionato. Sono cartoline che spiegano perché il suo rinnovo oggi somigli a una scelta naturale.
L'IMPRONTA DI MIRAMARI E L'INCASTRO TECNICO
Nel 4-3-3 di Alessandro Miramari, tecnico che ha trapiantato nel calcio a 11 alcune idee di fluidità e occupazione razionale degli spazi, Macrì interpreta il ruolo di esterno «a piede invertito» con licenza di accentrarsi. Quando riceve tra le linee, orienta il corpo sul sinistro e apre due scenari: l’imbucata centrale sul taglio dell’ala opposta o del 9, oppure l’uno contro uno a uscire per il cross a rientrare. È nella gestione di queste biforcazioni che il suo QI calcistico fa la differenza. Il suo contributo ha ricadute su tutta la catena laterale: i movimenti «dentro» del mancino liberano la corsia al terzino, favoriscono lo scambio corto col mediano e consentono sovrapposizioni «cieche» alle spalle del terzino avversario. Non è un caso che, già in D, i biancorossi abbiano trovato continuità di produzione con assist e «pre-assist» provenienti proprio dal suo lato. A volte, per capire dove vuole andare una società, basta leggere una data in fondo a un contratto. In questo caso dice 2028. E racconta già molto.