Serie C
20 Gennaio 2026
GIUGLIANO SERIE C - Ezio Capuano era subentrato a Mirko Cudini, che a sua volta aveva preso il posto di Gianluca Colavitto
C’è un’immagine che spiega meglio di qualsiasi tabellino l’addio di Eziolino Capuano al Giugliano: minuto 99’ allo Zaccheria, il pallone sul dischetto per il possibile pari, l’esecuzione di Ogunseye, il volo di Perucchini e la parata che spegne la rimonta. Pochi istanti, poi il silenzio sulla panchina ospite. È l’ultima istantanea del ciclo di Capuano: la sconfitta per 2-1 con il Foggia e quell’occasione fallita in extremis hanno fatto da spartiacque. La società ha comunicato l’esonero del tecnico, insieme al suo vice Antonio Marino, affidando la ripresa degli allenamenti al collaboratore tecnico Luca Tulino in vista del prossimo impegno. Una scelta maturata al termine di una serie nera: solo un punto nelle ultime 10 partite, ultimo posto e fiducia azzerata.
I NUMERI DELLA CRISI
Dopo l’ultimo successo esterno dell’8 novembre 2025 a Caravaggio, Atalanta Under 23–Giugliano 0-1, la squadra non è più riuscita a rialzarsi. L’unica interruzione del blackout è lo 0-0 del 4 gennaio 2026 a Potenza, conquistato peraltro in inferiorità numerica per oltre mezz’ora. Il resto è una sequenza di passi falsi che ha trascinato i gialloblù sul fondo della classifica del Girone C. I dati, nudi e crudi, raccontano un trend che ha reso inevitabile la svolta. 1) L’ultima vittoria: 8/11/2025, rete di Isaac Prado dopo 30 secondi della ripresa, decisiva per lo 0-1 a Caravaggio. 2) L’unico punto nel filotto negativo: 4/01/2026, Potenza–Giugliano 0-0 (espulsione di Prezioso al 58’). 3) Il ko che ha chiuso il cerchio: 18/01/2026, Foggia–Giugliano 2-1, doppietta su punizione di Petermann e rigore parato a Ogunseye al 90’+9. Il colpo allo Zaccheria ha avuto anche un valore simbolico: contro una diretta concorrente, con la possibilità concreta di strappare almeno un pari, la squadra ha pagato di nuovo dettagli e gestione dei momenti, quello che nel gergo degli allenatori si chiama «peso specifico degli episodi». Per una formazione in cerca di salvezza, sono punti che non tornano.
DAL BENVENUTO ALL'ADDIO: 3 MESI INTENSI
Il 24 ottobre 2025 il Giugliano Calcio 1928 annunciava Ezio Capuano come nuovo allenatore con un accordo annuale e opzione, dopo l’avvio complicato e l’addio a Mirko Cudini. A sua volta subentrato a Gianluca Colavitto. Curriculum infinito, oltre 600 panchine tra i professionisti, e la fama di tecnico capace di dare identità in contesti difficili: l’investitura era stata netta. Nella presentazione, Capuano parlò di entusiasmo e di «battaglie calcistiche» da affrontare con la solita grinta. La sua idea tecnica, una struttura a tre dietro con densità centrale e aggressività sulle seconde palle, era chiara sin da subito. L’8 novembre la risposta più brillante: 0-1 sul campo dell’Atalanta U23, una vittoria pesante contro una Under in buona striscia. Quella partita, decisa dalla rapidità di Prado e dalla tenuta della linea arretrata, doveva essere un mattone per ripartire. Ma non è stata la scintilla attesa: nelle settimane successive, tra infortuni, equilibri ancora precari e un mercato di riparazione non immediatamente risolutivo, la squadra è scivolata in una spirale dalla quale non è riuscita a uscire.
IL COMUNICATO E IL DOPO CAPUANO: TULINO TRAGHETTATORE
La decisione è arrivata in serata: esonero di Ezio Capuano e del vice Antonio Marino, squadra subito al lavoro «agli ordini del collaboratore tecnico Luca Tulino» in vista del prossimo impegno con la Cavese 1919. È la soluzione-ponte che il club ha adottato per non fermare la macchina mentre valuta il profilo giusto cui affidare la risalita. In passato, Tulino aveva già guidato il gruppo in emergenza. L’agenda è serrata e il margine di manovra, con il calendario che non aspetta, è strettissimo. I gialloblù si ritrovano all’ultimo posto, con un totale di 16 punti e un cammino che, nel 2026, doveva cambiare ritmo e invece ha aperto l’anno con un pareggio e 2 sconfitte. La concorrenza nella zona calda è feroce: il Foggia ha mosso la classifica, squadre come Cavese, Siracusa, Trapani e Picerno cercano continuità, e la fascia playout si comprime in pochi punti. In un Girone C che spesso si decide su episodi e tenuta mentale, la sensazione è che servisse un segnale forte. La scelta di cambiare guida è arrivata in quel solco.
COSA RESTA DEL CICLO CAPUANO
Resta l’eco di alcune prestazioni organizzate, soprattutto lontano da casa, e la capacità, a tratti, di rimanere in partita anche contro avversari più in forma. Resta la vittoria a Caravaggio, significativa per qualità e temperamento, e il punto di Potenza strappato in 10 contro 11. Ma restano anche i numeri che decidono i destini: le 9 sconfitte su 10 gare nell’ultimo blocco, la difficoltà nel creare occasioni «pulite» contro difese schierate, la sofferenza sulle seconde palle. Il calcio, a quei livelli, ha tempi stretti: quando la forbice con le avversarie si apre, l’esonero diventa la leva più rapida.
CONCLUSIONE: LA SCELTA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Il calcio non aspetta. Il Giugliano ha aspettato, ha provato a proteggere il lavoro dell’allenatore, ha dato segnali pubblici di fiducia a dicembre, poi ha dovuto constatare che la curva dei risultati non cambiava. L’esonero di Eziolino Capuano dopo poco meno di tre mesi è una decisione dura ma coerente con l’urgenza di salvare la categoria. L’ultima immagine di Foggia non è solo una beffa: è un promemoria crudele di quanto poco basti, in Serie C, per cambiare la storia di una partita, e di una stagione. Da lì riparte il Giugliano: compatto, pratico, senza fronzoli. Con una certezza: d’ora in avanti, ogni pallone peserà doppio.