Cerca

News

Dalla "luce" al "torso offside", come una delle regole più impattanti del calcio moderno può cambiare il gioco

La proposta di Arsène Wenger è già stata bocciata dall'IFAB che ha elaborato una soluzione alternativa: al centro il concetto di vantaggio più realistico

Dalla "luce" al "torso offside", come una delle regole più impattanti del calcio moderno può cambiare il gioco

Filippo Inzaghi, ex attaccante del Milan particolarmente famoso per la sua abilita di "galleggiare" sulla linea del fuorigioco e trarre il massimo vantaggio dal minimo errore dei difensori

Poche settimane fa Arsène Wenger, in qualità di responsabile dello sviluppo globale del calcio per la FIFA, si è esposto pubblicamente per ripristinare il principio della “luce” nella regola del fuorigioco, il cosiddetto “daylight offside”. L’IFAB, l’organo custode delle regole del calcio, ha però respinto subito la proposta dell’ex tecnico di Monaco e Arsenal. Il board sta infatti valutando un’alternativa da porre all’ordine del giorno delle prossime riunioni consultive: il “torso offside”.

LA REGOLA ATTUALE E L'IDEA DI WENGER

La normativa vigente stabilisce che l’offside scatti, al momento dell’ultimo passaggio, quando qualsiasi parte del corpo con cui è consentito giocare il pallone e segnare — quindi spalla, ginocchio o anche il tacchetto — superi la linea immaginaria tracciata dall’ultimo difendente. In altre parole, basta anche un solo centimetro oltre il penultimo avversario per determinare la posizione irregolare. La proposta del “fuorigioco daylight”, bocciata dal board, prevedeva di reintrodurre il concetto di “luce”: un attaccante sarebbe stato in fuorigioco solo se l’intero corpo si fosse trovato completamente al di là del corpo dell’ultimo difendente. La “luce” rappresenta lo spazio virtuale tra i punti più esterni dei due calciatori coinvolti nel momento dell’ultimo passaggio.

LA CONTROPROPOSTA DELL'IFAB

L’idea ora allo studio dell’IFAB, il “torso offside”, segnerebbe comunque una discontinuità evidente: si privilegerebbe la posizione del torace rispetto a quella di piedi e testa, perché ritenuta indicativa di un vantaggio effettivo dell’attaccante. In sintesi, se il torso è davanti, significa che lo scatto dell'attaccante è partito prima, procurandosi “illegalmente” un beneficio spazio-temporale rispetto al difendente. La rilevazione dell’infrazione resterebbe millimetrica — ancor più con il fuorigioco semi-automatico — ma cambierebbe l’essenza della regola: verrebbe sanzionato un vantaggio più realistico rispetto a quanto accade oggi.

L'IMPATTO SUL GIOCO

Quante volte ci siamo lamentati, come appassionati e come tifosi, di un gol annullato per un fuorigioco praticamente invisibile?! "Ma è avanti di un'unghia!", "Non ha tratto alcun vantaggio!", solo due delle imprecazioni più comuni da quando è stato introdotto il VAR e successivamente il fuorigioco semiautomatico. Bene, se verrà finalmente rivoluzionata una delle regole più crudeli e di impatto sulle scelte di calciatori e allenatori, il gioco potrebbe davvero subire una modificazione significativa. A rimetterci sarebbero sicuramente in primis i difensori: dagli anni '90 abituati a salire costantemente in avanti e a ragionare "di reparto", più che mai con l'avvento del "guardiolismo" e l'evoluzione fisica sempre più centrale nel calcio moderno. Ebbene, se davvero si passasse alla regola del "torso offside", il margine di errore concesso ai movimenti dei difensori si assottiglierebbe ancora di più rispetto a quanto già non sia attualmente. Ne trarrebbero invece maggiore vantaggio gli attaccanti, specialmente quelli a cui piace in maniera particolare "galleggiare" sulla linea del fuorigioco. D'altronde è chiaro che la tendenza recente è di privilegiare sempre più lo spettacolo, e di conseguenza un maggior numero di gol segnati. Allo stesso tempo, si assisterebbe senza dubbio a un minor utilizzo del VAR da parte degli arbitri, e di conseguenza a meno tempi morti che proprio con lo spettacolo cozzano completamente.

A livello di tendenze, degli allenatori nella decisione del piano-partita e dei calciatori nel comportamento in campo, potremmo assistere a un maggiore abbassamento della linea rispetto agli ultimissimi tempi. È però difficile ipotizzare un ritorno al passato, visto che proprio il coraggio nel tenere la linea alta e nell'essere sempre pronti a "scappare" all'indietro ha contribuito a rendere il gioco più fluido e meno prevedibile. Da un'epoca in cui le due fasi erano interpretate in maniera netta e integrale (o si attacca o ci si difende), si è progressivamente arrivati a un calcio in cui ci si difende attaccando e si attacca difendendo, con un'attenzione sempre più marcata verso il pressing e il recupero del pallone nella trequarti avversaria. Dunque più attenzione sì, ma nessuna inversione di rotta. Una cosa è certa, Pippo Inzaghi vorrebbe tornare a giocare immediatamente.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter