Serie C
20 Gennaio 2026
TRIESTINA SERIE C - Attilio Tesser era tornato in panchina a ottobre 2025 dopo la salvezza ai play out della scorsa stagione
La porta dello spogliatoio si richiude, i rumori dello stadio si spengono e resta soltanto il tonfo sordo di un’altra occasione mancata. Sul tabellino, una sconfitta di misura a Ospitaletto; in classifica, un baratro che si allarga; sul campo, una squadra che fatica a trasformare in punti la propria sofferenza. È in questo fotogramma che la U.S. Triestina Calcio 1918 ha deciso di voltare pagina: l’era di Attilio Tesser si interrompe «con effetto immediato», come comunicato dal club per voce del direttore sportivo Michele Franco, dopo il 4° ko consecutivo e un bilancio di 12 partite con appena 8 punti (2 vittorie, 2 pareggi, 8 sconfitte). Un epilogo che somiglia più a un esonero per necessità che a una scelta meditata: la realtà, scandita da una penalità complessiva di 23 punti, non lascia margini alla nostalgia.
UN DATO CHE FA MALE: 8 SCONFITTE SU 12
Il conto è semplice e implacabile. Dall’ultimo ritorno di Tesser sulla panchina alabardata (fine ottobre), la Triestina ha messo insieme 2 successi e 2 pareggi, cadendo 8 volte. Numeri che, a prescindere dai meriti e dalle attenuanti, fotografano una rotta non invertita. La gara di Ospitaletto, il 4° scivolone di fila, seppur di misura, ha fatto da detonatore a una decisione che il club rimandava da settimane, nella speranza di un segnale che non è arrivato. L’addio al tecnico veneto chiude così un «quarto atto» difficile, nato nel solco della salvezza miracolosa della scorsa stagione ma soffocato dal peso di un debito sportivo che non si gioca sul prato ma si paga alla giustizia sportiva.
IL CONTESTO: UNA CLASSIFICA RISCRITTA DAI TRIBUNALI
Per capire l’esonero di Tesser serve allargare l’inquadratura. La Triestina non è semplicemente ultima: è una squadra che ha iniziato e proseguito il campionato con un macigno regolamentare sulle spalle. Ai 7 punti di penalità determinati in estate (inizialmente 9, poi ridotti in appello), si sono aggiunti a settembre altri 13 punti per inadempienze su stipendi e contributi, e a ottobre ulteriori 3 punti per la fideiussione integrativa tardiva: totale -23. Un’enormità, confermata nei vari gradi della giustizia federale e tuttora oggetto di ricorsi: l’ultimo, depositato al Collegio di Garanzia del CONI, punta almeno a limare l’ultima sanzione di 3 punti, ma il peso resta da record. In campo, senza penalità, i numeri della Triestina sarebbero da metà classifica; con la zavorra regolamentare, ogni pareggio è una boccata d’ossigeno, ogni sconfitta una beffa.
UN CLUB NELL'OCCHIO DEL CICLONE
Il racconto della classifica si intreccia con la geografia del club. A fine ottobre 2025 la Triestina ha vissuto un passaggio istituzionale delicato: le dimissioni del presidente Tom Zelenovic e il subentro operativo del Consiglio di Amministrazione hanno segnato l’ennesima transizione in pochi mesi. La società ha assicurato continuità di progetto e investimenti, ma il quadro, nel frattempo, ha imposto scelte conservative sul mercato. Più uscite che entrate, con l’obiettivo di sopravvivere prima di tutto fuori dal campo. Sul fronte sportivo, l’inverno ha parlato chiaro: cessioni ufficiali di Artur Ionita all’Arezzo e di Domen Crnigoj al Südtirol, due pedine di peso nel cuore del campo; ingressi misurati, idee in incubazione, contenimento dei costi. Lo stesso Michele Franco, ds, ha frenato sullo spauracchio dello «smantellamento» ribadendo la volontà di mantenere competitività laddove possibile, pur tra mille vincoli. La Triestina, insomma, ha un mercato, ma non può permettersi il mercato che vorrebbe: il paradosso di chi deve vendere per respirare e comprare per sperare.
DALLA SCRIVANIA ALLA PANCHINA
L’ennesimo scossone in panchina non va letto come capriccio. Nell’ultimo anno e mezzo la Triestina ha alternato più guide tecniche, spesso in funzione delle emergenze: esonero di Michele Santoni nell’autunno 2024, poi Pep Clotet e appunto Attilio Tesser. In estate ecco la promozione interna di Giuseppe «Geppino» Marino, con ritorno di Tesser nell’ottobre 2025 dopo il nuovo pacchetto di penalità. Le scelte non sono mai arrivate in tempi sereni; hanno sempre avuto il passo del tampone, non la calma della programmazione. È la differenza tra costruire e riparare: quando si ripara sempre, prima o poi manca il pezzo di ricambio.
IL FATTORE SPOGLIATOIO
Il calendario dice che siamo a metà inverno: il tempo per una rincorsa c’è, ma non è infinito. La società ha fatto un calcolo: in 12 gare la media punti con Tesser è rimasta troppo bassa per immaginare un rientro, persino in chiave playout, senza una sterzata netta. In queste condizioni, agire subito significa concedere al nuovo tecnico il margine per costruire una serie positiva prima che sia troppo tardi. È una logica crudele ma inevitabile: se aspetti ancora, rimane solo la matematica. Serve un allenatore capace di comprimere i tempi: pochi concetti, chiari, ripetuti; un’idea di compattezza immediata; una gestione delle energie più che del «bel gioco». Il destinatario, per la Triestina, sembra avere un volto familiare: Marino, che ha iniziato la stagione, conosce rosa e ambiente, e secondo più fonti è pronto a riprendere il timone. Tornare a chi ha tenuto insieme i pezzi nella fase più caotica può essere la soluzione più efficiente, se non la più fantasiosa.