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Serie D

Ha 400 presenze tra i Prof ed è stato al fianco di De Zerbi, l'allenatore ora riparte dai Dilettanti nel rinomato club

Un profilo di campo e di panchina per riaccendere l’ambizione biancazzurra, perso un tecnico valido per la cambiare rotta

FIDELIS ANDRIA SERIE D - PASQUALE CATALANO

FIDELIS ANDRIA SERIE D - Pasquale Catalano in categoria ha già allenato ai tempi del Termoli nel campionato 2014-2015

Nei corridoi dello stadio «Degli Ulivi» è ancora mattina quando, sulla lavagna degli appunti tattici, qualcuno cancella un nome e ne scrive un altro. È un gesto semplice, ma porta con sé un cambio di passo: la Fidelis Andria affida la squadra a Pasquale Catalano. Non uno slogan, non l’ennesimo annuncio di circostanza: la scelta di un tecnico che conosce i campionati italiani per averli vissuti quasi centimetro per centimetro, prima da calciatore, con quasi 400 apparizioni tra i professionisti, poi da allenatore, tra idee chiare, staff consolidati e una rete di esperienze che va dalla Serie A alla Serie D. L’ufficialità arriva nella mattina di martedì 20 gennaio 2026, con un comunicato che segna la fine dell’era Scaringella e l’inizio di una nuova pagina biancazzurra. Si parte da un'anonima posizione di centro classifica con 28 punti in 20 partite, con 4 lunghezze di margine sui play out e con 3 punti di distacco dalla zona play off.

UN CURRICULUM CHE PARLA LA LINGUA DEI CAMPIONATI ITALIANI
Classe 1971, barese, regista in campo e, con il tempo, regista d’area tecnica: Pasquale Catalano è uno di quei profili che sommano pratica e metodo. Da giocatore ha calcato a lungo i campi di C1 e C2 (oggi Serie C), indossando maglie dense di storia come Trapani, Arezzo, Giulianova, Messina, Spezia, Catanzaro, Foggia, Teramo e Cavese. Le sue presenze totali nei campionati Professionistici sono ben 387, a riprova di una carriera rara per continuità e densità. E si parla di stagioni di alto livello, considerando la Serie C1 e Serie C2 dell'epoca, ben più competitive delle categorie attuali.

IL PERCORSO DA ALLENATORE
Dal 2013 in poi, il salto dall’erba alla panchina è netto. I primi passi sono al Bellaria Igea Marina in Seconda Divisione (allora terzo livello della piramide), quindi il Termoli in Serie D, dove affina un’idea di calcio propositiva e verticale. È il preludio alle chiamate che contano: 2016, Palermo in Serie A nello staff di Roberto De Zerbi; 2017-2018, Prato in Serie C da primo allenatore; 2018, guida della Primavera del Parma; 2019-2020, subentro alla Pianese con playout persi contro la Pergolettese; dicembre 2020-aprile 2021, Imolese in Serie C; 2021, collaboratore tecnico di Pasquale Marino al Crotone in Serie B; giugno-ottobre 2022, primo allenatore del Pontedera in C; 2023-2024, vice di Alberto Aquilani al Pisa in Serie B. Un mosaico che racconta capacità di adattamento, lavoro sul dettaglio e conoscenza dei contesti.

PERCHÈ CATALANO ARRIVA AD ANDRIA ADESSO
La Fidelis Andria vive una fase di riassestamento sportivo e societario iniziata tra marzo e maggio 2025, quando il Comune, con la sindaca Giovanna Bruno, ha fatto da facilitatore nel passaggio di consegne e nella ricapitalizzazione, preparando il terreno alla stagione 2025/26 in Serie D. L’estate ha portato entusiasmo, con numeri d’abbonamento mai visti negli ultimi anni, e la conferma in panchina di Giuseppe Scaringella. Ma il campionato, tra alti e bassi, ha chiesto un cambio. La scelta di Catalano risponde alla necessità di un profilo capace di coniugare gestione del gruppo, conoscenza del girone H e lettura tattica di avversari e momenti. Il comunicato ufficiale che annuncia Catalano sottolinea la volontà di «riaprire un capitolo» con un allenatore che ha attraversato categorie, piazze e pressioni: un bagaglio che, sul breve periodo, può tradursi in pragmatismo e scelte chiare; sul medio, in un’identità riconoscibile. Con lui restano lo staff e le figure di riferimento: Matteo Colangione vice, Michele Ventura preparatore atletico, Ruggiero Damato preparatore dei portieri. Un segnale di continuità operativa prezioso nel cuore della stagione.

LE IMPRONTE TECNICHE: COSA PORTANO IN DOTE MARINO, DE ZERBI E AQUILANI
1) Dall’esperienza al Palermo di De Zerbi (2016) arriva una sensibilità spiccata per i principi: costruzione dal basso, occupazione razionale degli spazi, centralità delle catene laterali e dei «corridoi interni». In un contesto di Serie D, dove le condizioni del terreno e i ritmi sono meno costanti rispetto ai piani alti, questo si traduce in un approccio «a intensità graduata»: giocare quando si può, saltare linee quando si deve. 2) Con Pasquale Marino al Crotone (2021) l’accento si sposta sulla fase di non possesso: compattezza tra i reparti, aggressione del portatore in zona palla, transizioni immediate. Aspetti cruciali per il girone H, storicamente fisico e verticale. 3) Al Pisa di Alberto Aquilani (2023-2024), Catalano ha visto da vicino un’idea moderna di Serie B: occupazione fluida degli half-spaces, esterni alti pronti a lavorare sulle seconde palle, rotazioni in mediana per creare superiorità. 

UN AMBIENTE CHE SPINGE
L’ultimo anno ad Andria è stato segnato da un percorso di ricostruzione: passaggi societari, aumento di capitale e una campagna abbonamenti da numeri robusti per la categoria, con picchi fino a oltre 2.000 tessere stimate nelle fasi clou della prelazione. È benzina emotiva e logistica per un Girone H che, nella stagione 2025-2026, ha alzato l’asticella competitiva con tante panchine rinnovate e club storici ambiziosi. Catalano entra in questo contesto con la missione di ordinare, rilanciare e capitalizzare l’inerzia della piazza. L’immagine di quella lavagna ripulita e riscritta, allora, è più di un simbolo. È la promessa di un lavoro quotidiano, meticoloso, che fa della coerenza la sua cifra. La Fidelis Andria ha scelto di affidarsi a un tecnico che ha consumato campi e panchine d’Italia: adesso la parola passa al campo, agli aggiustamenti, alle partite che contano. In una stagione che ha ancora margini per riscrivere il finale.

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