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Serie D

Ha giocato nella Nazionale e per 10 anni ha fatto il Professionista, l'attaccante ora è ambitissimo tra i Dilettanti

Trovata l'intesa con il blasonato club: l’attacco guadagna chili, centimetri e un passato da protagonista tra Serie B e Serie C

PISTOIESE SERIE D - FILIP RAICEVIC

PISTOIESE SERIE D - Filip Raicevic, attaccante classe 1993, nelle scorse 2 stagioni ha giocato con il Bassano scendendo per la prima volta tra i Dilettanti

C’è una foto che racconta più di mille parole: una maglia arancione appoggiata sul tavolo, il numero ancora da svelare, e un sorriso che è insieme promessa e rivincita. Quello di Filip Raičević, classe 1993, 1,88 di altezza e una carriera disseminata di città che respirano calcio. È lui il nuovo colpo della Pistoiese, un innesto che non strizza l’occhio alle mode ma alla sostanza: quasi 150 presenze in Serie B e una valigia piena di duelli aerei, sponde, lavoro sporco e reti utili. L’ufficialità è arrivata oggi, 19 gennaio 2026, a suggellare una trattativa che consegna a Cristiano Lucarelli una punta centrale «alla vecchia maniera» capace di dare riferimenti e profondità.

CHI È RAICEVIC, UN GIOCATORE DI ALTO PROFILO
1) Montenegrino di Podgorica, Raičević si è formato tra Partizan e un percorso giovanile girovago, prima di spiccare in Italia con Lucchese e poi farsi notare in cadetteria con Vicenza, passando quindi per Bari, Pro Vercelli, Livorno e Ternana. Nel mezzo, una parentesi in Ekstraklasa con lo Śląsk Wrocław. I numeri raccontano una carriera da 300 presenze complessive e 50 gol, con uno zoccolo duro di circa 150 partite in Serie B e 23 reti. 2) Negli ultimi due anni ha indossato la maglia del Bassano, in Serie D: 48 presenze e 11 gol tra il 2023-2024 e il 2024-2025, con un rendimento utile nella lotta-salvezza giallorossa e momenti-chiave che hanno fatto la differenza in gare da dentro o fuori. Non è un profilo di moda, Raičević. È piuttosto l’attaccante che in Serie D può far salire la squadra, «tenere» i centrali, liberare gli incursori e accendere la trequarti. Le sue caratteristiche, fisicità, gioco spalle alla porta, capacità di attaccare il primo palo e proteggere palla, lo rendono un riferimento tattico prezioso quando la partita si incarta e servono centimetri e malizia. 

IL COLPO PISTOIESE, PERCHÈ ADESSO E PERCHÈ LUI
La strategia del club è chiara: inserire profili abituati a gestire la pressione, che portino in dote esperienza, personalità e leadership. L’idea di alzare il livello del reparto offensivo senza snaturare l’identità della squadra. In un girone complesso come il D, dove le partite si sbloccano con dettagli e palloni sporchi, avere un centravanti di riferimento è una plusvalenza competitiva. Il tempismo conta: la Pistoiese è pienamente dentro la corsa di vertice del girone e l’arrivo del montenegrino aggiunge un tassello a un mosaico che nelle ultime settimane ha mostrato solidità e continuità. Il contesto, insomma, è quello giusto per capitalizzare il mix tra struttura fisica del centravanti e qualità perimetrali dei compagni. 

UNA CONOSCENZA CHE ACCORCIA I TEMPI: IL FILO CON LUCARELLI
Un dettaglio che sembra marginale e invece può accelerare l’integrazione: Raičević ha già lavorato con Cristiano Lucarelli, sia al Livorno sia, soprattutto, nella Ternana versione record, quella che nel 2020-2021 dominò il Girone C e centrò la promozione in Serie B con una cavalcata di dati storici (e che valse al tecnico la «Panchina d’oro» di categoria). La memoria tattica condivisa e un lessico comune tra allenatore e attaccante possono trasformarsi in minutaggi utili fin da subito.

DALLA SERIE D ALLA SERIE B, IL PERCORSO E I NUMERI
In Serie B, tra Vicenza, Pro Vercelli e Livorno, Raičević ha complessivamente messo insieme numeri di rispetto: presenze in tripla cifra e 23 gol, con picchi interessanti nel biennio vicentino e una regolarità di utilizzo anche in piazze esigenti come Livorno. È in questi contesti che ha costruito la propria reputazione di attaccante «da squadra», determinante come base d’appoggio e nel dentro-fuori dell’area. La parentesi in Polonia con lo Śląsk Wrocław (rete all’esordio in campionato) e il ritorno in Italia con la Ternana arricchiscono il quadro: esperienze che hanno aumentato il suo bagaglio internazionale e la sua resilienza. Sono dettagli che contano quando si scende di categoria: in Serie D la qualità emerge se accompagnata da mentalità e gestione dei momenti.

LA CHIOSA: IL SENSO DI UN COLPO COERENTE
Nel calcio dei proclami, l’arrivo di Filip Raičević è un colpo che parla a bassa voce ma con chiarezza. La Pistoiese non cerca l’effetto speciale: cerca affidabilità, peso specifico, memoria tattica. Tutte cose che un centravanti con la sua storia può portare subito. Il resto, come sempre, lo dirà il terreno di gioco del Melani e lo diranno i campi del Girone D. Intanto, l’immagine della maglia arancione sul tavolo ha già un significato: è la promessa di un finale di stagione in cui ogni pallone alto, ogni palla sporca, ogni spizzata in area avranno un destinatario naturale. E, spesso, in Serie D, questo fa la differenza.

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