Serie C • Sprint Analyst
20 Gennaio 2026
Nel calcio moderno, trovare portieri giovani affidabili è sempre più una priorità per le squadre che vogliono investire sul futuro. Nel Girone A della Serie C 2025-2026 diversi estremi difensori nati dal 2004 in poi hanno già dimostrato maturità, costanza e personalità, conquistando minuti importanti e mantenendo la porta inviolata in numerose occasioni. Ecco dopo 22 giornate chi sono i talenti più interessanti del campionato che hanno coniugato meglio un certo numero di apparizioni tra i pali con il non aver subito reti.
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1) FEDERICO AGAZZI (ALCIONE), CONTINUITÀ DA SQUADRA ALTA, CLEAN SHEET DA BIG
22 presenze, 1.980 minuti, 8 clean sheet: è la combinazione più «pesante» tra i giovani analizzati. Agazzi (classe 2004) non è solo un portiere sempre in campo: è quello che, fin qui, abbina meglio la titolarità assoluta con la capacità di portare a casa partite «pulite». L’Alcione di Giovanni Cusatis è 6ª a 33 punti, quindi non parliamo di una squadra in piena difficoltà: è un contesto competitivo, dove ogni errore pesa e dove la gestione dei momenti (vantaggio da difendere, finali di partita, gare sporche) è spesso decisiva.
Gli 8 clean sheet su 22 partite significano che in oltre un terzo delle gare l’Alcione ha chiuso senza subire: un dato che racconta due cose insieme. Da un lato, una fase difensiva che funziona; dall’altro, un portiere che non «rompe» il sistema, anzi lo consolida. In altre parole: non è un giovane protetto, è un giovane che regge un ambiente da metà alta.
2) ELIA BOSEGGIA (NOVARA), STESSO MINUTAGGIO DEI PRIMI MA CONTESTO MAGGIORMENTE DURO
Boseggia (anch'egli classe 2004) è un caso interessantissimo perché i numeri di impiego sono identici a quelli del leader: 22 presenze e 1.980 minuti, quindi titolare senza discussioni. Però il suo contesto è completamente diverso: il Novara è 16° con 24 punti, dunque in zona bassa della colonna di destra, dove spesso le partite diventano più tese e ogni dettaglio si amplifica.
Eppure, Boseggia porta a casa 7 clean sheet (di cui 3 nelle uniche vittorie azzurre del campionato, a fronte di ben 15 pareggi): quasi quanto Agazzi. Questo è un indicatore forte, perché in genere una squadra più in difficoltà concede di più e ha meno gare «controllate». Qui invece emerge un portiere che, pur in una stagione complessa, riesce a garantire un numero alto di partite senza subire gol. Tradotto in chiave giornalistica: se l’allenatore non lo toglie mai e lui produce anche clean sheet, significa che è diventato un riferimento, non solo un Under da far crescere.
3) FILIPPO MANFRIN (ARZIGNANO VALCHIAMPO), TITOLARITÀ TOTALE MA MENO CLEAN SHEET
Manfrin (un altro classe 2004) è l’altro tassello del trio «sempre in campo»: 22 presenze, 1.980 minuti. L’Arzignano è 12° a 27 punti, quindi in una fascia di classifica dove spesso le partite sono equilibrate e decise da episodi. Il suo numero di clean sheet è 5, più basso rispetto ai primi due.
Attenzione però: il clean sheet non è un voto al portiere «da solo». Spesso racconta il tipo di partite che fa la squadra: se sei spesso dentro gare aperte o di rincorsa, puoi essere bravo e comunque subire. Quello che resta solidissimo è il messaggio di fondo: l’allenatore lo considera intoccabile. E quando un 2004 diventa intoccabile, significa che ha già affidabilità mentale: gestione dei momenti, comunicazione con la linea, e soprattutto la capacità di non farsi «mangiare» dall’errore. In una posizione di classifica intermedia, questa stabilità è oro.
4) LUCA SONZOGNI (OSPITALETTO), QUASI SEMPRE TITOLARE, PORTE INVIOLATE CHE VALGONO PUNTI
Sonzogni (pure lui classe 2004) segue a ruota: 21 presenze, 1.890 minuti, 6 clean sheet. L’Ospitaletto è 13° con 26 punti, appena dietro l’Arzignano. La differenza chiave è che Sonzogni ha un minutaggio leggermente inferiore (una partita in meno), ma porta a casa un clean sheet in più rispetto a Manfrin.
Questo è il profilo classico del portiere giovane che «fa la stagione»: non perché compia miracoli ogni domenica (cosa che qui non misuriamo), ma perché offre una base affidabile e, ogni tot partite, consegna alla squadra di Andrea Quaresmini la condizione più preziosa: non subire. In una zona di classifica dove spesso si vive di strappi e mini-serie, 6 clean sheet sono spesso direttamente collegati a punti pesanti, perché se non prendi gol basta segnare una volta per portarla a casa.
5) LEONARDO CONSIGLIO (DOLOMITI BELLUNESI), GIOVANISSIMO CON NUMERI DA «GRANDE»
Qui c’è la nota più interessante dell’intera classifica giovani: Consiglio è un classe 2006, quindi ancora più «Under» rispetto ai 2004. E nonostante questo mette insieme 19 presenze, 1.710 minuti e 6 clean sheet. La Dolomiti Bellunesi è 15ª con 25 punti, una posizione che somiglia molto a quella del Novara (anche se con un paio di punti in più), quindi un contesto dove normalmente si cerca esperienza tra i pali.
Invece, i numeri dicono che Consiglio non solo gioca tanto, ma produce anche clean sheet a livelli da alta fascia del gruppo (è alla pari di Sonzogni e vicino a Boseggia). Significa che la squadra, quando riesce a «stare dentro» la partita, con lui ha una buona probabilità di chiuderla senza subire. Per un portiere così giovane, è un segnale di maturità: non tanto tecnica (che non possiamo dedurre dal file), quanto di continuità prestazionale.