Primavera 1
20 Gennaio 2026
foto acmonza.com
A poche ore da Inter-Arsenal, nel firmamento nerazzurro brilla solo una squadra. E non è un agglomerato del biscione, bensì un'altra realtà del gioco. Con due colori diversi, con simil desiderio di scalare le montagne. È il Monza di Oscar Brevi, che entro le mura del Konami Centre ha voluto ulteriormente rinsaldare le proprie ambizioni di alta classifica. Come? Così: battendo proprio la squadra di Benito Carbone, che incappa - pur senza mai demordere - nel secondo ko consecutivo dopo aver perso il derby contro la Juventus. Quei bianconeri che gli stessi biancorossi sorpassano, momentaneamente, in griglia, assestandosi al settimo posto con 31 punti. Ma la forbice è stretta e la lotta estremamente appassionata: dalla vetta della Roma ai brianzoli ballano solamente 5 punti. Nel mezzo, Cesena, Parma, Fiorentina, Genoa e la stessa Inter, che adesso rischia di perdere ulteriore terreno. A conferma di quanto questo campionato non perdoni, anzi.
Inizio, svolgimento, conclusione. È la struttura tripartita che anima ogni tappa del nostro percorso. Dentro, fuori e oltre il campo: non solo quello verde. Ma oggi siamo lì, e quindi ci caliamo nel contesto. Inizio, un fischio che apre le danze. Svolgimento, ciò che segue. Conclusione? La scopriremo solo vivendo. Carbone e Brevi, nel frattempo, scrivono il proprio calcio fatto di tante cose, atte a generare subito bellezza. Parte così, la sfida, e restare connessi è ampiamente consigliato. Perché il primo plot twist della trama di Interello arriva dopo appena 120 secondi e parla...brianzolo. Proprio così: il Monza va subito avanti e rompe di forza gli indugi. Come? Beh, semplice: mettendoci la testa. A svettare sul mondo, per giunta, è il figlio di un ex Inter: Lorenzo Colonnese. Che, davanti a papà Francesco, sbatte in porta la bella punizione pennellata da Mout, che indirizza prontamente flusso e adrenalina, che costringe i nerazzurri a fare i conti con loro stessi. La metà dei ragazzi di casa, difatti, è tutto fuorché esaltante, complice una controparte solida dietro e rapida nelle distese verticali. Conseguenza, la manovra non trova ritmo e il grado di pericolosità resta tenue, fermo alla traversa di Zouin e a qualche sporadico affondo sulle catene. Il resto è un monito lento, spoglio di intensità e coralità, che permette ai biancorossi di stringere le linee e trovare spazi in contropiede.
Spiccano, lato ospiti, un Reita leggiadro tra le linee e prezioso in ripiego e un Fogliaro scattante, nonché tignoso nel pressing e nell'affondo. Mout inventa, e la sinistra corre sulle ali di De Bonis (che avrebbe anche la cartuccia del raddoppio, rimasta però lì). Ciascun interprete rispetta le direttive e la squadra, di pari passo, assorbe la consapevolezza che si può. Al contempo, c'è da dire che la produzione offensiva non alza di molto le sue percentuali, lasciando dunque apertissimo il confronto. L'Inter, dalla sua, pur senza macinare con consistenza prende progressivamente campo, gestisce la sfera e confeziona qualche guizzo. Il lavoro, si sa, paga. Ma servirà quel sano pizzico di fortuna per tramutare il desiderio in concretezza. Minuto 34: il pimpante Zouin batte un corner dalla sinistra, Venturini gira al volo e centra la mano di Diene. Nessun dubbio, è calcio di rigore. Nessun dubbio, lo tira Iddrissou, che spiazza Strajnar e riequilibra il confronto. Dando impattante slancio ai suoi, che negli ultimi 10' frazione crescono quantomeno nella presenza. Ma il Monza è arcigno, e a conti fatti anche più pericoloso: Colonnese tenta un'altra incornata (fuori), Villa per poco non capitalizza un'altra piacevole sortita. Si va a riposo sul pari, eppure l'impressione dilagante è che non durerà ancora molto. Impressione confermata.
E non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Esattamente come successo nei primi scampoli di bagarre, l'Inter entra spossata e si espone presto a rischi crescenti. Il Monza, dalla sua, non perdona. E, dopo 2 minuti di seconda metà, fa centro. Pentima spezza l'inoperosità respingendo il tiro di Reita, poi si attiva ancora su conclusione di Diene, ma il successivo tap-in del succitato 10 ospite lo coglie di soppiatto: palla in rete, i biancorossi sono avanti. Eppure, non sono mai domi e mai danno la sensazione di potersi sfaldare. Il risultato sta quasi stretto, per corsa, spirito e identità. Il risultato sta quasi stretto, e difatti cambierà. Scoccato il 52esimo, la truppa di Brevi marcia concorde verso il tris: a segno, ovviamente, un incontentabile Reita. Che questa volta lo fa bellissimo: parte dalla destra, disorienta Marello, sigilla la doppietta personale e regala sprazzi di estasi agli appassionati accorsi sulle tribune. Gioco, partita, incontro? Sembrerebbe, perché i nerazzurri non riescono a produrre insidie tangibili, pur insistendo sui propri concetti. Ma c'è ancora domani, e il domani indossa la maglia numero 15.
Alt: non è il momento. Perché Carbone, passati due minuti dal terzo scossone, rivoluziona il suo scacchiere. Ne cambia addirittura quattro, tanto per confermarci che qualcosa non è andato: entrano Mosconi, Mancuso, Zarate e Peletti. E quel qualcosa, anche se flebilmente, ritrova senso. La spinta emotiva c'è, la reazione anche: il problema è che non viene sempre condotta con linearità e sincronismi. L'Inter pecca di lucidità in zona luce e nelle retrovie lascia tanto campo. In fin dei conti, però, ha il merito di non mollare: portatore di questa stimmate, esattamente il suo numero 15. Il domani, Leonardo Bovio. Centrale di casa che, al minuto 63, regala una speranza svettando nella mischia su corner di Zarate, bucando di testa Strajnar. 3-2, ennesimo ribaltone. L'ultimo, facendo un rapido calcolo. Anche se le emozioni non termineranno qui.
Né da una parte, né dall'altra. Il Monza, incassato il colpo, antepone il cuore al gesto, stringendo le linee e respingendo ogni piccolo-grande rischio. Per poi cercare affondi verticali rapidi e feroci, che pur senza lasciare graffi scalfiscono la controparte. Quei nerazzurri che, comunque, mantengono il controllo pressoché totale delle operazioni, affidando le chiavi ai subentrati: Mancuso sbraccia tra le linee e tenta un paio di conclusioni, Mosconi strappa sulla destra e crea grattacapi, Kukulis è l'ultimo a provare. Ebbene sì: con il colpo di testa debole del 25 (e la successiva punizione di La Torre respinta dal muro avversario) si spegne anche l'ultima fiammella. I biancorossi resistono alla maniera dei grandi...e si regalano un finale da film. Inizio, un fischio che apre la danze. Svolgimento, ciò che abbiamo appena vissuto. Conclusione? Eroica: ora lo possiamo dire.
INTER-MONZA 2-3
RETI (0-1, 1-1, 1-3, 2-3): 2' Colonnese (M), 34' rig. Iddrissou (I), 2' st Reita (M), 7' st Reita (M), 18' st Bovio (I).
INTER (4-3-3): Pentima 6.5, Conti 6.5, Bovio 7, Mackiewicz 6.5 (10' st Peletti 6), Marello 6.5, Venturini 6 (10' st Zarate 6), La Torre 6.5, Zanchetta 6 (10' st Mancuso 6.5), Pinotti 6 (10' st Mosconi 7), Iddrissou 7, Zouin 7 (34' st Kukulis sv). A disp. Farronato, Cerpelletti, El Mahboubi, Pirola, Pavan, Slatina. All. Carbone 6.
MONZA (3-5-2): Strajnar 7, Villa 6.5, Colonnese 7.5, Albè 7, Bagnaschi 6.5, Buonaiuto 7 (39' st Romanini sv), Diene 6.5, Mout 7 (29' st Ballabio N. 6), De Bonis 7.5 (29' st Castelli 6), Reita 8 (39' st Ganci sv), Fogliaro 7 (44' st Fardin sv). A disp. Montagna, Azarovs, Attinasi, Treffiletti, Iuliani, Zanni M.. All. Brevi 7.5.
ARBITRO: De Angeli di Milano 7.
ASSISTENTI: Arshad di Bergamo e Li Vigni di Seregno.
AMMONITI: Iddrissou (I), Zarate (I), Bagnaschi (M), Diene (M).
INTER
Pentima 6.5 Sui gol è incolpevole, mentre è reattivo in due occasioni. Solido anche nelle uscite.
Conti 6.5 Sulla destra imbastisce una sinergia con Venturini, cercando di affondare l'out e crossare. Non gli riesce spesso, complice un Monza arrembante, e ciò gli arreca qualche disagio nelle transizioni negative. Dietro fatica.
Bovio 7 Ordinato, proattivo e fisicamente predisposto, si distingue. Soprattutto perché segna il gol del 3-2, dando una speranza ai suoi.
Mackiewicz 6.5 A volte va fuori tempo, però fisicamente c'è: bene sulla rotta aerea e nel rompere la linea per andare sul portatore.
10' st Peletti 6 Tecnicamente non eccelle, dietro rischia in un paio di situazioni. Nessun tratto distintivo.
Marello 6.5 Molto energico sulla sinistra, si fa vedere spesso in avanti e scocca parecchi traversoni.
Venturini 6 Inizialmente attivo sulla destra, il suo apporto viene progressivamente meno. Una sua girata causa il rigore poi trasformato da Iddrissou.
10' st Zarate 6 Tecnicamente non spicca, mette un po' di quantità nel motore nerazzurro. Davanti presente, ma mai pericoloso.
Zanchetta 6 Non emerge per incisività, pur toccando palloni e proponendosi in avanti. Prova di quantità, non di geometria ed estro.
10' st Mancuso 6.5 Entra e la squadra cambia passo. Leggiadro tra le linee e pericoloso, ha in dote guizzi balistici da annotare sui taccuini.
La Torre 6.5 Instancabile. Corre, sventaglia, va a contrasto, si fionda in avanti. L'ultimo a mollare.
Zouin 7 Uno dei più pimpanti. Vivace, pimpante, insidioso: dà tutto. Ogni tanto, però, litiga col pallone e perde tempi di gioco
34' st Kukulis sv
Iddrissou 7 Inizialmente troppo isolato, poi progressivamente più a dialogo con i compagni. Cuce e affonda, ma viene ben contenuto. Il rigore, a conti fatti, è l'unico vero sussulto della sua partita.
Pinotti 6 Si vede che ha qualcosa da offrire a livello tecnico, ma l'avversario richiedeva altro. Non cambia passo, esce subito.
10' st Mosconi 7 Eccolo, il cambio di passo. Sulla destra raschia il sublime, rendendosi sempre pericoloso con strappi e sterzate. Gli manca l'assolo.
All. Carbone 6 Seconda sconfitta consecutiva dopo la Caporetto di Torino, ed è una sconfitta che lascia perplessi. L'Inter, per larghi tratti, non ha dato l'impressione di poter fare male, perdendosi in trame fiacche e leggibili. Dietro, poi, si è presto esposta a rischi tangibili, peccando nell'approccio e nella tenuta. Prova a ribaltarla con i cambi, non gli riesce: imperativo resettare.
MONZA
Strajnar 7 L'Inter non gli sporca mai i guantoni, ma fa sue tutte le uscite e garantisce grande sicurezza al reparto.
Villa 6.5 Non è cercato spesso, perché il Monza predilige l'affondo sulla sinistra, però quando imbeccato fa sempre il suo e dietro non cede mai.
Colonnese 7.5 Decisamente il migliore della banda di Brevi. Non solo perché segna, ma perché confeziona una prova da manuale. Domina la rotta area, fisicamente c'è e ha il vizio di non mollare mai. Si fa sentire: vero leader.
Albè 7 Grande spinta offensiva, grande abnegazione difensiva. Una prova totale che ne risalta muscoli e polmoni.
Bagnaschi 6.5 Non rischia niente, è preciso e, insieme ai compagni, chiude a chiave la porta di casa.
Buonaiuto 7 Intasa le vie centrali con corsa e tocco, aiutando in ripiego e proponendosi in avanti. (39' st Romanini sv).
Diene 6.5 Non è un'esteta del gioco ma lotta su ogni palla e corre per tre. Vita da mediano.
Mout 7 Tecnicamente eccelso, rapido nella gambe e nel pensiero, duttile e preciso. Cosa gli manca?
29' st Ballabio 6 Non lascia tracce concrete però contribuisce con un paio di strappi alla resistenza finale.
De Bonis 7.5 La sinistra è di sua competenza. Presente, pressante e sempre concentrato. Avrebbe anche la chance di segnare, ma non è cosa sua.
29' st Castelli 6 Anche lui prende parte agli ultimi assalti con prontezza e lucidità.
Reita 8 MVP. Ne fa due, rischia di creare ulteriori disagi, è rapido e sinuoso nei movimenti. Predisposto e preziosissimo nei raddoppi su Zouin. (39' st Ganci sv).
Fogliaro 7 Sportella, esplora la verticale e si adopera efficacemente nella fase di disturbo. Prova anche un paio di conclusioni, ma il grosso del lavoro lo ha fatto senza palla. (44' st Fardin sv).
All. Brevi 7 Vietato smettere di sognare: il Monza ha sfoggiato carattere e identità da prima della classe. E, adesso, spera nelle vette più alte, che non sono nemmeno così lontane. Un ulteriore spunto ce lo darà il prossimo turno: i biancorossi sfideranno la Lazio, per provare a superarsi ancora. E ancora: perché no?
De Angeli di Milano 7 Una sola parola: personalità. Prende sempre le decisioni giuste e lo fa senza timore reverenziale. Si accorge di una piccola frizione tra interpreti? La seda con foga. Si fa rispettare, bravo.