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Serie C

Segna il 1° gol tra i Professionisti nello stadio in cui da bambino fu raccattapalle, il capitano entra nella storia

Il ritorno a casa della squadra è amaro nel punteggio, ma il sigillo del centrocampista illumina una giornata simbolica

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - THOMAS COSSALTER

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - Thomas Cossalter, centrocampista classe 2003, nel campionato in corso conta 10 presenze e una rete

Un pallone respinto, il boato che si prende un istante di silenzio e poi esplode: sotto la tribuna dello Zugni Tauro, dove da ragazzino inseguiva le sfere di gioco con la pettorina addosso, Thomas Cossalter stavolta corre verso i suoi tifosi con la fascia al braccio. È il suo 1° gol tra i professionisti, arriva nel giorno del «ritorno a casa» della SSD Dolomiti Bellunesi e, paradossalmente, dentro una sconfitta netta: 1-4 contro il Calcio Lecco 1912. Il risultato pesa, l’istante resta. In quel tap-in c’è un’intera geografia emotiva: il bambino che faceva il raccattapalle, il giovane che ha guidato la promozione in Serie C e il capitano che riallaccia il filo con il proprio territorio.

IL CONTESTO CHE VA OLTRE IL GOL
Il contesto non è dei più semplici: partita indirizzata già nel primo tempo dagli ospiti, pubblico di 1.204 persone e un pomeriggio in salita per i padroni di casa. A metà ripresa arriva l’episodio che racconta un destino: rigore per la Dolomiti Bellunesi, Luca Clemenza si fa respingere il tiro, sulla ribattuta il più rapido è proprio Cossalter, che spinge dentro e accorcia. È il suo 1° centro tra i Prof, il primo allo Zugni Tauro da capitano. Nel dopo gara il 2003 feltrino lo definisce «una piccola soddisfazione», ricordando gli anni in cui allo stesso stadio era un raccattapalle durante le partite della Feltrese, e ribadisce «il grande privilegio» di rappresentare la propria gente. Parole asciutte, da leader, che fotografano con precisione la linea di confine tra il valore personale e quello collettivo.

UN RITORNO CHE NON È SOLO UNA PARTITA
Il dettaglio che rende speciale questo pomeriggio non è solo il gol. È il luogo. Lo Zugni Tauro ha riaperto le sue porte al calcio professionistico dopo un percorso di adeguamento normativo e logistico che ha coinvolto Comune e società. Capienza totale di circa 1.776 posti, settori separati (circa 1.042 locali e 724 ospiti), standard richiesti dalla Lega Pro rispettati a tempo di record, anche grazie a un sostegno economico pubblico quantificato in circa 900 mila euro del Fondo Comuni Confinanti. Per la Dolomiti Bellunesi è il ritorno a casa dopo i mesi «da pendolare» a Fontanafredda (Omero Tognon), dove sono state disputate le gare interne d’inizio stagione.

DALLA PETTORINA ALLA FASCIA, CHI È THOMAS COSSALTER
Nato nel 2003 a Feltre, centrocampista dinamico e duttile, Cossalter è cresciuto nel vivaio del territorio, con un passaggio nelle giovanili del Bologna prima di tornare in provincia. È diventato tra i più giovani capitani dell’allora Serie D, guadagnandosi la fiducia del gruppo e del club per equilibrio e personalità. La sua leadership è stata forgiata anche dagli ostacoli: nell’estate 2025 ha affrontato un intervento alla spalla destra, rientrando in gruppo in tempo per il trampolino verso il professionismo. Parole come «appartenenza» e «orgoglio» ricorrono spesso nelle sue interviste: concetti chiave che oggi si traducono in un gol pesante nella biografia, se non in classifica.

LA PROMOZIONE DEL 2025, UN'IDENTITÀ COSTRUITA VINCENDO
La SSD Dolomiti Bellunesi è arrivata tra i Professionisti nel maggio 2025, al culmine di una stagione maneggiata con lucidità. La vittoria per 4-1 contro il Lignano fu il passo decisivo: doppietta di Marangon, rete di Diallo e sigillo finale proprio di Cossalter. Una scalata che ha consolidato il senso del progetto nato dalla fusione tra Belluno, Feltre e San Giorgio Sedico: tre comunità, una sola bandiera, un percorso che unisce il talento locale con un’idea di club sostenibile e identitario. Quella radice oggi si è ritrovata fisicamente allo Zugni Tauro, con una cornice che ha superato i mille presenti e la Brigata Piave a sostenere senza tregua.

IL VALORE SIMBOLICO: QUANDO IL TERRITORIO ENTRA IN CAMPO
Che cosa resta, allora, al di là del tabellino? Resta la potenza di un gesto che ricuce la distanza tra tribuna e campo. In provincia il calcio è anzitutto linguaggio comunitario: lo stadio come luogo di riconoscimento, i ragazzi del vivaio come specchio nei quali la città si guarda. Il gol di Cossalter illumina proprio questo: non cambia la classifica, ma rafforza un’appartenenza, appaga quel bisogno di rappresentanza che fa superare i confini della competizione. Il capitano lo ha detto con sincerità: «piccola soddisfazione», «grande privilegio». È esattamente la misura del suo ruolo oggi: ambizione agonistica e responsabilità civile, entrambe cucite nella stessa fascia. In fondo, non è un paradosso: il giorno peggiore nel punteggio è stato anche il giorno giusto per chiudere un cerchio. E ripartire.

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